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LA SINISTRA DI LATINA GIOCA LA CARTA DELL’ANTIFASCISMO CON QUASI 80 ANNI DI RITARDO

FONTE: https://electomagazine.it/la-sinistra-di-latina-gioca-la-carta-dellantifascismo-con-quasi-80-anni-di-ritardo/

Anche gli elettori di Latina saranno chiamati il prossimo 3 ottobre ad eleggere la nuova amministrazione comunale. I candidati più quotati sono il sindaco uscente Damiano Coletta e l’esponente del centro destra Vincenzo Zaccheo. Quest’ultimo era già stato eletto primo cittadino per due volte a partire dal 2001. Esponente dell’MSI prima e di Alleanza Nazionale poi, è stato scelto direttamente da Matteo Salvini per la prossima tornata amministrativa, trovando l’accordo degli alleati con in testa Fratelli d’Italia. Ovvio che a presentarlo si sia presentato nel capoluogo pontino il coordinatore regionale leghista Claudio Durigon, latinense di nascita, nonché sottosegretario al Ministero dell’Economia.

Nel corso di un intervento pubblico, forse in margine a un ricordo di Antonio Pennacchi, l’esponente politico si è lasciato sfuggire la proposta di tornare a intitolare un parco cittadino ad Arnaldo Mussolini, fratello del ben più noto Benito. Il parco, infatti, era stato intitolato a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino, ma in precedenza portava il nome del fratello del Duce.

Una proposta sicuramente azzardata e politicamente inopportuna, fatta, probabilmente, per ingraziarsi un elettorato che, da quelle parti, non ha mai dimenticato le opere di bonifica eseguite dal regime che hanno dato una possibilità di riscatto a una gran quantità di famiglie che qui si trasferirono per sfuggire alla miseria e alla fame delle loro regioni di origine.

La proposta ha però scatenato gli esponenti dell’antifascismo in servizio permanente effettivo, che hanno unanimemente chiesto a Draghi di pretendere da Durigon le sue immediate dimissioni dal governo.

Il Fatto Quotidiano si è all’istante fatto capofila di questa richiesta, bollando il sottosegretario con l’epiteto “fascioleghista” e sbattendo il mostro in prima pagina sul numero di lunedì 9 agosto.

Una reazione del tutto prevista e che non mancherà di essere ripresa da altri quotidiani.

Per una sinistra allo sbando, che vede sempre più vicino il momento in cui i partiti di centro destra li supereranno non solo nei sondaggi ma anche nelle urne, si è trattato di un ghiotto spunto per usare l’unica arma che resta loro in mano per cercare di arginare la sconfitta: l’antifascismo.

Certamente l’uscita di Durigon è stata azzardata, del tutto insignificante, sbagliata e probabilmente irrealizzabile: ma cosa volete che andasse a dire Durigon agli ex littoriani? Avrebbe dovuto cantare le lodi del governo Draghi che lascia litigare leghisti e sinistre per poi fare come gli pare? O magari ricordare come ai tempi del governo giallo-verde presieduto da Giuseppe Conte la Lega avesse lasciato passare l’introduzione del reddito di cittadinanza e che oggi non riesca ad arginare gli sbarchi di clandestini?

Bartolo Collo

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