ATTUALITÀ

LA MEDAGLIA DELL’ANTIRAZZISTA

Quando il cavaliere antirazzista senza macchia e senza paura cela, sotto la corazza, la sottana razzista.

Sui social e sui media molti influencer “progressisti” si sono scatenati rilevando come Eseosa Desalu, Marcel Jacobs o Abraham Conyedo possano essere il simbolo di un’Italia multiculturale e magari aperta all’immigrazione “clandestina” (quella a cui si oppongono il duo Salvini/Meloni).

Ma questi influencer “progressisti” citano sistematicamente come esempio tre atleti la cui storia personale nulla ha a che fare con tutto questo.  Perché?

La ragione è semplice: se il padre di Jacobs anziché essere stato un marine texano afroamericano fosse stato un marine texano “bianco”, se la madre di Desalu fosse stata una giovane “bianca” norvegese piuttosto che una “nera” nigeriana, se i genitori di Conyedo fossero stati sì cubani ma di origine ispaniche e non afroamericane, il loro esempio non sarebbe certamente stato richiamato.

Così, e a mero titolo esemplificativo, Daniela Mogurean, di origini moldave non viene citata negli esempi, e nemmeno Kiri Tontodonati di origini australiane…

Diciamolo: è la pelle “nera” di questi tre atleti che offre l’occasione della suggestione. Una suggestione fondata su un automatismo “razzista” anche se di segno opposto rispetto al tradizionale razzismo. Il segno somatico del colore della pelle, che per una persona autenticamente “non razzista” è del tutto irrilevante, diviene per costoro “rilevante” finendo per selezionare i tre atleti per un esempio, falso, che fonda una polemica politica.

I tre atleti sono semplicemente degli italiani con delle origini straniere da parte di uno o due genitori, come tanti ce ne sono in Italia. Il colore della pelle, degli occhi o dei capelli, l’altezza o le fattezze del volto, non hanno alcun significato. 

Il colmo della manipolazione lo raggiunge il portale governativo “integrazione migranti” che assegna a Marcel Jacobs il “background migratorio” pur citando il fatto che la madre sia italiana. … Così l’italianissimo Marcel Jacobs, che neanche parla correntemente l’inglese, diviene incredibilmente per questo portale simbolo della “società multiculturale”… e questo per il solo colore della sua pelle…

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