EUROPANAZIONE

POLITICA

QUESTA O QUELLA PER ME PARI SONO

Nella contesa su vaccini e Green Pass si perdono il tempo e la ragione e si fa piacere solo al maestro dei giochi

FONTE: http://www.noreporter.org/index.php/alterview/27929-questa-o-quella-per-me-pari-sono

Ribadisco la mia totale estraneità, meglio ancora la mia ostilità, nei confronti dei talebani Vax e Novax.

Il fanatismo biblico con il quale gli uni e gli altri difendono dei punti di vista ai loro occhi dogmatici, indiscutibili e perfino sacri, è irricevibile. Siamo sprofondati nella psicopatia collettiva degli americani, con deliranti bipartisan che vivono di ossessioni e di anatemi, come vegani e femministe.

Queste due minoranze isteriche hanno preso in ostaggio, stravolgendole, le diverse opinioni che esistono nella società.

Ecco la ragione principale – e non è l’unica – per cui la gazzarra con toni da guerra civile che sta andando in scena in questi giorni in Europa è solo un fastidioso eczema.

Ce ne sono altre.

Va in scena l’opposizione tra due devianze deliranti, l’una, quella “scientista” e regolamentatrice è una tentazione comunista. Essa utilizza le nervature sociali per coprire surrettiziamente il ruolo dello Stato il quale, per limiti intrinseci dovuti alla sciagura della democrazia e per vigliaccheria, non ha il coraggio di assumere le proprie responsabilità.

La seconda è una devianza liberale, per la quale lo Stato è solo arbitro degli interessi e dei capricci individuali e per cui ci si può lagnare quando una decisione tocca il proprio ombelico.

In questo caso manca il coraggio anarca di assumersi le responsabilità del NoLex e si pretende di avere “diritto” alla disobbedienza civile, ferme restando però le pretese a tutti i vantaggi di un contratto che si è rotto unilateralmente.

Per queste ragioni morali nessuno dei due campi è meritevole di essere occupato.

Così come le rivendicazioni di entrambi sono vergognose. Quello dello “Stato” perché non ha Autorità e quelle degli antigreenpass perché fondate su capricci individualistici e sulla logica mentale, e di converso politica, atta a corrodere qualsiasi insieme sensato in nome di eccitati assemblearismi plebei che favoriscono immancabilmente la tirannide oligarchica, come la storia ci ha insegnato senza conoscere eccezioni di sorta.

In tutto l’Occidente si è ormai creato un fronteggiarsi bipolare astratto e ridicolo. Delle caricature isteriche di guerre civili ideologiche si sono impadronite dell’immaginario e hanno suddiviso i “fronti” esattamente in parti uguali nell’agone politico. Dagli Usa alla Francia, dall’Italia alla Grecia, è sempre e solo così. Finti impegnati, benché autentici fanatici, inveiscono e si delegittimano mutualmente producendo sempre e comunque come risultato una paralisi generale e approntando le migliori condizioni per agire indisturbati ai governi oligarchici che non hanno bisogno di consenso per operare nella trasformazione.

La parabola italiana, dai gialloverdi a Draghi, è emblematica. La gente si arruola in campi che simulano di essere in lotta tra loro e s’affanna inutilmente per portare in ultima analisi sempre e soltanto acqua al mulino principale.

Per il vaccino la logica è esattamente la stessa che per tutto il risto del delirio “politico” così come le formazioni che si contrappongono sono anch’esse di consistenza pari, quindi equilibratrici ed assicuranti la continuità della gestione del potere, probabilmente mediante arrangiamenti premeditati  che qualcuno spaccerà per conquiste perché glielo lasceranno credere: lo zuccherino per il mulo.

Infine c’è la funzionalità. Il clima da sommossa virtuale e l’isteria collettiva facilitano l’ulteriore caduta verso il basso promuovendo degli ignoranti presuntuosi, improvvisatisi virologi come ieri s’improvvisavano economisti o geopolitici, sospinti a candidarsi a ruoli da strilloni e piazzisti, com’è stato il caso dei Cinque Stelle e di quasi tutti i loro ministri.

Questo mandare in vacca, questa relativizzazione di tutto, questo richiamo fanatico all’origine stessa del male, ovvero alla Democrazia, comporta cadute di tutto: dallo stile alla qualità.

Viene invocata la “democrazia diretta” e ognuno diventa un inconcludente e grottesco agitprop senza autorevolezza, tutto si perde nell’oclocrazia confusa, disordinata e lontana da qualsiasi ragione. Questo porcile autocelebrantesi accompagna il processo di distruzione non del sistema (poveri, stupidi, impreparati, illusi, esso sta mutando in piena salute!) ma delle istituzioni intermedie che diventano paralizzate e inutili favorendo così proprio quel decisionismo post-democratico contro cui si pretenderebbe di ergersi. E qui niente di male se non fosse che nello svolgere il ruolo di picconatori delle impalcature arrugginite agli ordini dell’architetto che osserva sorridendo perché non deve neppure pagarli, questi geni non alimentassero ideologicamente il veleno ideologico della Democrazia, trasportandolo intonso nella Tirannide post-democratica.

Lasciar perdere e pensare a qualcosa di serio, magari con una centratura esistenziale, no?

Gabriele Adinolfi

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