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LA TRANSIZIONE ECOLOGICA? UN RISCHIO PER UN’ITALIA NON TUTELATA DA POLITICI E FUNZIONARI

FONTE: https://electomagazine.it/la-transizione-ecologica-un-rischio-per-unitalia-non-tutelata-da-politici-e-funzionari/

Che meraviglia la transizione ecologica. Prati verdi dove spuntano fiori colorati da utilizzare al posto del denaro. No, vietato anche questo: non si devono cogliere. E poche vacche che pascolano, perché le altre sono state tutte eliminate dal momento che l’alimentazione ha ridotto al minimo il consumo di carne. E poi i gas delle vacche sono nocivi. Le auto – già, si useranno ancora le auto seppur condivise – sono esclusivamente elettriche e per ottenere l’energia sufficiente si sono moltiplicate le centrali nucleari. Però piccole, tante centrali nane. Anzi, diversamente grandi, come vuole la transizione linguistica.

Il mondo Green, insomma, sarà bellissimo ma un pochino complicato. Come ha prospettato l’europarlamentate Pietro Fiocchi, intervenendo al workshop del Nodo di Gordio e di Vox Populi. Fiocchi, a fronte di un entusiasmo generale per il futuro verde del pianeta, ha evidenziato i problemi legati, ad esempio, ai costi. L’Europa dovrà investire colossali risorse per una conversione ambientale e si ritroverà a non essere più competitiva rispetto ai concorrenti di altri continenti che eviteranno la trasformazione in senso ecologico. Con regole assurde come quelle che, di fatto, impediscono l’apertura di nuove miniere, a partire da quelle che sarebbero necessarie per estrarre il litio individuato in un enorme giacimento tedesco sotto il Reno. Risultato? Si continuerà ad acquistare il litio all’estero, da Paesi che per estrarlo inquineranno molto di più. Come se l’inquinamento ambientale non fosse un problema globale.

Ma, da parlamentare europeo nonché imprenditore, ha sottolineato anche alcune anomalie interne al Vecchio Continente che si riveleranno pericolose per l’economia italiana. Perché, al di là delle polemiche, l’Italia è all’avanguardia in numerosi settori legati all’ambiente.  Basti pensare all’agroalimentare, con utilizzo corretto dei fitofarmaci ed una salubrità esemplare. Peccato che questo comporterà maggiori aiuti ai Paesi meno virtuosi. Penalizzando proprio l’Italia. Ed i casi sono numerosi (l’intervento di Fiocchi è visibile su Idealwebtv).

Una sorpresa, l’europarlamentare. Capace di ascoltare invece di pontificare. Per poi parlare di aspetti che conosce come membro delle commissioni europee. Praticamente un miracolo nello scenario politico italiano. Alle prese, in genere, con dilettanti allo sbaraglio impegnati a conservare la poltrona invece di tutelare gli interessi italiani. Forse perché non hanno alle spalle un’attività imprenditoriale di alto livello.

Quanto alle prospettive future per l’Italia, non sono particolarmente incoraggianti. Con ritardi generalizzati in vari settori, con una scuola pessima che sforna masse di studenti impreparati, con investimenti in ricerca e sviluppo al fondo delle classifiche europee e mondiali, con l’incapacità di valorizzare le professionalità, con la preferenza per le braccia sfruttate invece dei cervelli premiati. E con una classe politica e di funzionari che, a Bruxelles, rappresentano un ostacolo per l’Italia. Con rare eccezioni, come Fiocchi.

Augusto Grandi

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