ATTUALITÀ

AGAMBEN E MELONI UNITI DAL NO AL GREEN PASS. MOTTIRONI: UNA RISPOSTA FRETTOLOSA

FONTE: http://www.fascinazione.info/2021/07/agamben-e-meloni-uniti-dal-no-al-green.html?m=1

Un’interessante riflessione sulla pagina facebook di Fabrizio Mottironi. Rifiutare il green pass come strumento di tracciamento e di controllo, idea che accomuna il filosofo marxista Giorgio Agamben e la leader della destra sovranista Giorgia Meloni, non è un buon argomento: la tecnologia offre già strumenti molto più pervasivi ai dominatori. A seguire le obiezioni di Giancarlo Laganà, che con Mottironi ha condiviso gli anni della “meglio gioventù”, pubblicate a commento del post sulla mia pagina facebook

La fretta di dire e di fare qualcosa non ha mai portato lontano.

Giorgio Agamben e Giorgia Meloni hanno recentemente ribadito la loro forte preoccupazione nei confronti del “Green Pass” come occasione per tracciare la vita delle persone e quindi “controllarle”.

Ma questa osservazione, del famoso e interessante filosofo (su cui tornerò presto qui per raccontarne l’excursus filosofico) e della leader di Fratelli d’Italia, è seduttiva quanto superficiale nelle conclusioni.

A tal proposito vorrei rammentare che il “tracciamento” e il “controllo” delle persone è una nota pratica in atto da almeno un ventennio e ha raggiunto in questi ultimi anni livelli di sofisticatezza inimmaginabili. Il “Green Pass” è, in confronto, una banalità che eventualmente si sovrappone su tecnologie ben più sofisticate ed efficienti.

Agamben aveva già trattato di questo (semmai per lui è una riconferma, ma non si capisce per quale ragione sarebbe il Green Pass lo strumento principe o definitivo… se non mettendo in campo il controllo dei corpi, la “manipolazione” biologica degli stessi), per la Meloni è invece una novità scoperta solo oggi.

Mentre per Agamben il Green Pass e la critica alla pratica vaccinale (non ho scritto alla “vaccinazione”) sono logiche, anche se per certi versi forse inaspettate, conclusioni della sua critica sui meccanismi di controllo e di potere sugli individui; per la Meloni è la nuova quanto inaspettata traccia per l’attivismo politico nei confronti di un mondo in vorticoso cambiamento che sembrerebbe aver perso la luce di qualsivoglia ragione.

Sul Green Pass e la pratica vaccinale sia Agamben che la Meloni muovono da interrogativi e osservazioni più che rispettabili, le conclusioni sono, a mio avviso s’intende, delle semplificazioni confuse e, soprattutto, affrettate. 

Il primo lo fa per trasferire in modo frettoloso la sua filosofia sul campo dell’attivismo politico, la seconda lo fa perché il suo attivismo politico possa disporre di una “filosofia” contemporanea.

Ambedue peccano di fretta.

Intanto leggete di seguito e ditemi cosa il Green Pass possa consegnare alle multinazionali digitali, e a chi ne dispone, cose che già non hanno. Di converso la critica al Green Pass non offre una seria alternativa di profilassi a una vera e propria pandemia in corso che ad oggi ha causato otre 4 milioni di morti.

Fabrizio Mottironi

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Questo il mio post di due anni fa con dati aggiornati.

1. In Italia siamo oltre 60 milioni di abitanti,  circa 54 milioni utilizzano internet,  41 milioni sono sui social, le sim dei telefonini sono oltre 77 milioni . La media di utilizzo di questo strumento, internet, è di 6 ore e 22 minuti al giorno, il doppio della televisione.

2. Ad internet accediamo con diversa famiglie applicazioni, noti marchi: Facebook, Instagram, Apple, Microsoft, Amazon, Whatsapp, Twitter, Netflix, Google, TikTok, Wikipedia, Dropbox, Youtube, Just Eat, Uber, Waze, Google Maps, etc. Internet sono le sue applicazioni sia da desktop, sia da smartphone, sia da tablet.

3. Ad internet e alle sue applicazioni, di cui sopra, accedono i data base degli ospedali, della magistratura, delle compagnie aeree, telefoniche, dei consumi di acqua, elettricità, gas, delle tessere fedeltà e degli sconti, delle carte di credito e delle banche, degli investimenti e dei conti correnti, dei dentisti, del fisco, delle proprietà immobiliari, etc.etc.etc.

4. Tutte queste applicazioni, ossia internet e i suoi marchi, depositano “fisicamente” tutti questi dati in macchine dette “server”

5. Nel mondo occidentale, ossia quindi l’Italia, tutti questi server hanno sede negli USA, qualcuno in Europa.

6. Quando non solo noi, ma anche imprese, enti e istituzioni si registrano per utilizzare questi prodotti, in tutti i contratti, che NON vengono quasi mai letti, è riportato che qualsivoglia contenuto (tecnicamente indicato con il nome: “dati”) che viene inserito (anagrafici, scritti, foto, video, tutti) diviene di loro proprietà, precisamente diviene di loro proprietà sul territorio USA e sempre di loro proprietà anche se i server (pochi) sono allocati in Europa da dove possono e vengono prelevati.

7. In USA nessun dato viene mai eliminato, per la semplice ragione che in USA non esiste il diritto all’oblio. Ne consegue che quando noi cancelliamo qualsivoglia dato, o ad esempio ci cancelliamo da Google, Whatsapp o Facebook, questo NON significa che i dati che abbiamo inserito vengano cancellati ma solo che non sono più resi “pubblici”.

8. Il governo USA il 23 marzo 2018 ha emanato il “Cloud ACT” per il quale le autorità governative (ad esempio la NSA) possono accedere al Cloud  (fisicamente i “server”) delle società statunitensi ed accedere ai dati da loro raccolti nei loro server anche se provenienti da paesi europei, cfr. qui: https://www.agendadigitale.eu/…/cloud-act-la-norma…/…

9. Ottenere i dati dei singoli utenti/imprese/istituzioni consente, oltre che se reso necessario controllarli, anche  di profilarli allo scopo commerciale o di condizionamento politico o culturale. Il caso di Cambridge Analytica ha dimostrato come questo sia non solo possibile ma anche estremamente efficace.

10. Cambridge Analytica utilizza un algoritmo composto da 72 mila variabili per ogni singolo utente esaminato (per milioni di utenti). Sia Obama che Trump hanno utilizzato primariamente questi strumenti per condizionare la loro elezione.

11. L’ex product manager di Google, Tristan Harris, ha esattamente spiegato come il mondo di internet governato da queste imprese statunitensi, è in grado di condizionare, emotivamente ed individualmente, i suoi fruitori (cfr. ad esempio qui: https://www.wired.com/…/our-minds-have-been…/… ).

12. Il caso del portale di incontri lgbt Grindr è in merito esemplificativo. Di proprietà statunitense fu ceduto, in due tranche, al gruppo cinese Beijing Kunlun Tech nel 2016/2018 per complessivi 250 mln $. Nel marzo 2019 l’agenzia governativa USA, CFIUS, ha imposto al gruppo cinese di cedere nuovamente ad una azienda statunitense il portale lgbt di loro esclusiva proprietà per motivi di “sicurezza nazionale” (cfr qui: https://www.reuters.com/…/us-grindr-m-a-exclusive… )

13. Ricordiamo che tutti i servizi strategici europei, e quindi italiani, sono nelle mani di aziende USA. Gli USA sanno tutto e possono intervenire su tutto. E se gli USA decidessero di staccare la spina di questi servizi saltano aeroporti, ospedali, centrali di polizia, scuole, università, etc.etc.

14. Per questa ragione il 19 dello scorso mese Francia e Germania hanno datto via al progetto GAIA-X ( https://www.repubblica.it/…/e_ora_germania_e_francia…/  ) per rendersi indipendenti dal controllo e dal condizionamento degli USA.

15. In arrivo il 5G che condizionerà il futuro delle smart city. È in mano cinese. Ma gli USA hanno fatto già sentire il loro controllo ( https://www.repubblica.it/…/huawei_arrestata_in…/… )

Giancarlo Laganà

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