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ATTUALITA'

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA INUTILE SE I MAGISTRATI NON SONO CREDIBILI

FONTE: https://electomagazine.it/riforma-della-giustizia-inutile-se-i-magistrati-non-sono-credibili/

Riforma Cartabia o referendum per cambiare radicalmente la giustizia italiana? A palazzo, un palazzo sempre più lontano dai sudditi, hanno deciso per poche modifiche, tanto per accontentare l’Unione europea sempre più imbarazzata di fronte al malfunzionamento della giustizia nel nostro Paese. Un tentativo per accelerare l’assurdo funzionamento dei tribunali e dei processi. 

Ma il problema vero resta. Non è minimamente toccato dai modestissimi cambiamenti introdotti dal palazzo. Il problema reale è che i sudditi non si fidano più della giustizia, dei magistrati. E non è colpa di campagne mediatiche o di polemiche politiche. Gli italiani non si fidano più perché hanno visto troppe ingiustizie, per usare un eufemismo. 

Non sono gli assurdi processi a Berlusconi, il “plotone di esecuzione” ammesso da un magistrato, il caso Palamara, la vicenda Amara. È tutto un insieme di lungaggini intollerabili, dovute ai comodi di chi dovrebbe garantire la giustizia, di sentenze semplicemente assurde quando non vergognose, di atteggiamenti provocatori, arroganti, presuntuosi. 

Il cittadino che si ritrova coinvolto in un processo, perfettamente consapevole di essere dalla parte della ragione, non ha nessuna sicurezza che la ragione gli venga riconosciuta. Non sono gli amministratori della giustizia ma la controparte rispetto ai sudditi. 

E non è certo un fenomeno nuovo, anche se di recente la situazione è drammaticamente peggiorata. Da Vecchioni a De Andrè, le canzoni contro l’atteggiamento dei giudici testimoniavano un sentimento di fastidio generalizzato. Perché non erano soltanto i magistrati politicizzati ad essere lontanissimi da quel popolo che dovrebbero rappresentare. La giustizia nel nome del popolo italiano: non ci crede nessuno.

Non è in nome del popolo italiano che si impedisce di respingere i clandestini. Non è in nome del popolo italiano che si scarcerano gli spacciatori tre volte in una settimana. La magistratura ha voluto sostituire la politica, fregandosene della separazione dei poteri prevista dalla costituzione. Ed ora i magistrati si offendono perché vengono messi in discussione alcuni (pochi) loro comportamenti. 

Prima di indignarsi per ipotesi di riforma, i media al servizio delle procure dovrebbero interrogarsi sui motivi che hanno portato la fiducia nei magistrati ai minimi storici. Ma, ovviamente, non lo faranno. Nella convinzione che i giudici sono i rappresentanti di Dio in terra e che i cittadini sono tutti colpevoli anche se non sono ancora stati condannati.

AUGUSTO GRANDI

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