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MINORI SFRUTTATI NEL MONDO. IN ITALIA LI “PROTEGGE” LA COSTITUZIONE

FONTE: https://internettuale.net/4643/minori-sfruttati-nel-mondo-in-italia-li-protegge-la-costituzione

Sono 160 milioni nel mondo i minori che lavorano invece di andare a scuola e giocare. È una tragedia, ma si tratta di paesi sottosviluppati, dove i diritti umani esistono soltanto sulla carta. Parliamo dell’Africa subsahariana, dove più di 86 milioni di ragazzi tra i 5 e i 17 anni sono costretti a lavorare ogni giorno e tutti i giorni. Parliamo del Sudest asiatico, dove sono più di 50 milioni i minorenni sfruttati. Noi siamo civili. Noi queste cose non le facciamo. Abbiamo la Costituzione più bella del mondo che “protegge” il lavoro minorile, altro che chiacchiere!

Giorni fa (il 12 luglio) c’è stata l’ennesima “Giornata mondiale contro il lavoro minorile“, con la presentazione dell’ennesimo rapporto dell’Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, insieme con l’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro, un rapporto che quest’anno si chiama “Child Labour: Global estimates 2020, trends and the road forward” (Lavoro minorile: stime globali 2020, tendenze e percorsi per il futuro).

La triste novità di questo rapporto non è che il numero dei minorenni sfruttati sia aumentato, bensì che è aumentato il numero dei bambini tra i 5 e gli 11 anni negli oltre 79 milioni di minorenni costretti a fare lavori pericolosi.

Vabbè, sono Paesi disgraziati, travolti da guerre e guerriglie, fame e siccità, epidemie e povertà povere (non come in Italia dove i poveri sono quelli che hanno il cellulare vecchio). I ragazzini pagano il prezzo di società malandate.

Però. Però anche in Italia c’è il lavoro minorile. Siamo un Paese sottosviluppato? Siamo flagellati da fame e sete? Non abbiamo le scuole per tutti? Facciamo troppo figli che per mantenerli dobbiamo farli lavorare?

Il capo dello Stato Sergio Mattarella è intervenuto con collaudata severità e fermezza ammettendo che anche l’Italia «non sia esente dal fenomeno del lavoro infantile, incluso lo sfruttamento da parte della malavita organizzata».

Bravo! davvero bravo. E un richiamo alle mafie ci sta sempre bene: complimenti presidente. 

Ma è tutto qua? Non si può fare una legge che vieti punto e basta di usare ragazzini in campagna come nelle officine, nella trattorie come nei servizi di recapito etcetera ecceterone?

Si perderebbero i voti di migliaia di “imprenditori” che fanno quattrini sfruttando i ragazzini e, per di più, si violerebbe la Costituzione più bella del mondo. Vogliamo mettere?

I più non sanno, infatti, che la Costituzione della Repubblica italiana, all’art. 37, recita: «La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione».

Capito? Il problema sta nella retribuzione: pagate un ragazzino quanto un adulto e tutto è a posto.

Il ragazzino, cari i miei fanatici della Costituzione più bella del mondo, deve andare a scuola, deve poter giocare, andare a cinema, correre appresso a una palla e non spezzarsi la schiena lavorando.

Un Costituzione davvero bella dovrebbe vietare il lavoro minorile, senza se e senza ma.

Tutto va di continuo aggiornato. Non si capisce perché la Carta costituzionale debba essere intoccabile come i Dieci comandamenti.

Giuseppe Spezzaferro

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