EUROPANAZIONE

ESTERI E GEOPOLITICA

LA GERMANIA SI SPACCA SULLE POLITICHE AMBIENTALI, I TALEBANI ECOLOGISTI NON PIACCIONO PIÙ

FONTE: https://electomagazine.it/la-germania-si-spacca-sulle-politiche-ambientali-i-talebani-ecologisti-non-piacciono-piu/

La patetica faziosità della disinformazione italiana impedisce di comprendere ciò che accade realmente intorno a noi. In realtà tenta di impedire, poiché ormai chi vuole informarsi correttamente ha la possibilità di farlo ignorando i media di servizio. Così, nei giorni scorsi, i giornalisti di regime hanno gongolato mentre spiegavano che in Germania l’estrema destra era stata clamorosamente sconfitta, smentendo i sondaggi che avevano terrorizzato i poveri spacciatori di notizie false.

Ovviamente non si possono pretendere capacità di analisi su cosa siano la destra e l’estrema destra. E pazienza se non si trattava della Germania ma solo della Sassonia Anhalt. Dove, indubbiamente, ha trionfato la Cdu mentre l’Afd, l’estrema destra sconfitta, si è comunque confermata seconda forza con più del 20%.

I titoli degli ex grossi quotidiani italiani si sono concentrati solo su questi due risultati. Dimenticando, casualmente, che la sinistra è stata spazzata via e che i Verdi non hanno raggiunto il 6%. È vero che si tratta di un Land particolare, ma è altrettanto vero che il momento non appare particolarmente favorevole ai Verdi che, solo qualche mese addietro, viaggiavano con il vento il poppa.

Non è venuta meno l’attenzione per l’ambiente ma comincia a crescere l’insofferenza nei confronti dei professionisti dell’ambientalismo. I talebani dell’ecologismo hanno stancato, proprio come gli ottusi integralisti del politicamente corretto. Ha fatto bene lo staff che gestisce Greta a farla sparire dalle scene quando i suoi responsabili marketing si sono accorti che il personaggio stava diventando insopportabile. Un lungo periodo di oscuramento e si potrà provare a rilanciarne l’immagine, insieme al business.

In Germania hanno invece pesato un paio di scivolate di Annalena Baerbock, la leader dei Verdi. Robe da nulla, per la gauche caviar italiana (a meno che non riguardino qualche esponente di centrodestra), ma molto più gravi secondo le abitudini tedesche. E poiché, non solo in Italia, i partiti sono sempre più legati all’immagine dei rispettivi leader, i Verdi hanno pagato dazio nelle elezioni in Sassonia Anhalt. A questo si sono aggiunti gli interventi dei lobbisti della grande industria tedesca contro le proposte di cambiamento radicale avanzate dai Verdi.

Un attacco sferrato ora per preparare il terreno in vista delle elezioni di autunno. Magari anche pretestuoso, come attacco. Che, tuttavia, testimonia la voglia di confrontarsi e magari scontrarsi su temi veri. Perché la transazione ecologica, se attuata davvero, comporterà cambiamenti radicali nella vita quotidiana. In Germania se ne discute. In Italia si preferisce discutere sulle percentuali perse dalla destra in Germania.

Augusto Grandi

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