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HISTORIA MAGISTRA VITAE

LA GUARDIA AI LABARI E LA LOTTA CLANDESTINA DI PIGNATELLI

Il presente articolo è il prosieguo di “Valerio Pignatelli, il Fascista Eterodosso Dimenticato

Poco prima del 25 luglio 1943 era stata organizzata la rete clandestina fascista Guardia ai Labari che inizialmente doveva eseguire attività di sabotaggio dietro le linee nemiche su disposizione di Carlo Scorza. 

Successivamente, per volontà di Benito Mussolini, fu stabilito che la rete dovesse svolgere soltanto attività politiche e di spionaggio per evitare rappresaglie anglo-americane sui civili inermi. 

La diffusione della Guardia ai Labari

Questa primo nucleo fu affidato al principe Valerio Pignatelli (1886-1972), e da esso si sarebbero originate, tra il 1943 e il 1944, diverse altre reti clandestine. 

Il principe si circondò di validi collaboratori in diverse regioni meridionali, per esempio in Campania suoi luogotenenti furono l’avvocato Nando Di Nardo e l’architetto Antonio de Pascale mentre in Calabria svolse questo ruolo Luigi Filosa (come Pignatelli un fascista eterodosso). 

Questi gruppi furono formati prevalentemente da giovani imbevuti di propaganda fascista sin dalla nascita e da fascisti della prima ora. 

Tra questi ultimi possiamo annoverare lo stesso Valerio Pignatelli che era stato più volte espulso dal partito per indisciplina. 

Centro propulsore: Napoli

Il principe pose il suo centro operativo a Napoli dove, tramite le sue conoscenze, era riuscito da subito a intrattenere rapporti con le forze occupanti e con i vertici politici e militari del Regno del Sud. 

Ad esempio, dai tempi della Guerra Civile Russa era amico del generale britannico Maitland Henry Wilson, assurto nel 1944 a ruoli di grande responsabilità nello scacchiere del Mar Mediterraneo.

Missione al Nord

Agli inizi del 1944 fu richiesto a Pignatelli di raggiungere il Nord per fare rapporto sulla situazione e ricevere ordini sulle successive azioni da compiere. 

Pignatelli tentò di ottenere un lasciapassare ma non vi riuscì, così decise di inviare la moglie, Maria Elia, al Nord con il pretesto di avere notizie del figlio di primo letto prigioniero dei tedeschi. 

L’11 aprile 1944 la principessa attraversò le linee alleate con un lasciapassare alleato e si presentò al quartier generale di Albert Kesselring, sul Monte Soratte, per informarlo sulle posizioni alleate. 

Dopo aver alloggiato a Roma per alcuni giorni si diresse a Gargnano dove, il16 aprile, incontrò Mussolini e Francesco Maria Barracu dando loro informazioni sulla situazione politica e militare del Sud e ricevendo un cifrario per comunicare con il Nord. 

Il 25 aprile la principessa tornò indietro con Maria Odinzova, ex moglie di un suo figlio, e il 27 dello stesso mese furono tutti arrestati a Napoli e interrogati dagli alleati e dal SIM (Servizio Informazione Militare). 

Questo arresto portò le forze dell’ordine sulle tracce degli altri membri della rete sia a Napoli sia in altre parti del Sud, danneggiando così il movimento clandestino ma, come vedremo nelle prossime puntate, non irrimediabilmente.

Alessandro Maria Raffone

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