EUROPANAZIONE

POLITICA

IL MIRACOLO DI SIGFRIDO

I giacimenti di litio scoperti nel Reno consentiranno a tutti noi di sfidare l’Angloamerica

FONTE: http://www.noreporter.org/index.php/alterview/27730-il-miracolo-di-sigfrido

La storia non è mai finita e il Mito interviene costantemente a darle significato.

Siamo afferrati in quello che viene annunciato come Gran Reset che, sebbene gli spostati e gli emarginati ne immaginino una visione horror da cinemino parrocchiale, altro non è se non la ristrutturazione dell’economia mondiale sulla base delle nuove tecnologie e delle energie del domani.

Questo Gran Reset nasconde, ma neanche troppo, le contese tra potenze, il riassetto multipolare asimmetrico dell’ordine planetario e soprattutto la corsa ad accaparrarsi i giacimenti di litio e cobalto da cui dipenderà il grado di autonomia – e quindi d’influenza – nel futuro.

Le grandi avanzate europee che da noi s’ignorano

L’intera gestione della pandemia e dei vaccini è stata contrassegnata dal confronto tra potenze (Usa, Cina e Ue a trazione tedesca) e medie potenze (India, Russia, Gran Bretagna). Il tutto mentre l’amministrazione Biden si lanciava alla rincorsa per recuperare tutti i danni strutturali che Trump ha inferto alla potenza americana nel mondo (solo per questo andrebbe santificato).

Quello che non si coglie in Italia per il provincialismo e la cialtroneria della sua stampa e della sua politica, è quanto la bilancia si sia spostata a favore dell’Europa grazie soprattutto all’assertività tedesca che ci ha permesso addirittura di anticipare gli americani negli accordi asiatici nonché di far saltare la politica egemonica americana nell’Indopacifico, acquisendo maggior peso nelle relazioni con il Giappone e perfino con l’Australia.

I successi sono stati così netti che perfino l’euroscettica e anglodipendente Olanda ne ha preso atto, tanto da basare l’intera campagna elettorale di primavera sulla necessità di cambiare strategia e di assecondare Berlino per i propri interessi, cosa che gli elettori hanno approvato a schiacciante maggioranza.

Il racconto falso sui vaccini tra Londra e Bruxelles

Per rendere l’idea di come in Italia si stia fuori dal reale basti pensare all’idea comune secondo la quale la Ue sarebbe in ritardo con i vaccini mentre il Regno Unito, finalmente libero (da che cosa poi, visto che a Londra si fissa perfino il corso dell’oro?) si sarebbe immunizzato praticamente da solo.

Niente di più falso. Usa e Uk hanno scelto di vaccinare subito tutti anziché avanzare prudentemente per studiare gli effetti e hanno pure deciso che non una goccia delle loro dosi fosse destinata alle esportazioni in paesi poveri (ora Biden con la boutade dei brevetti cerca di ritrovarvi credibilità). Cina, Russia e Ue, oltre all’India, hanno destinato una mole mai inferiore al 42% all’esportazione.

Ben 20 milioni di dosi somministrate in Gran Bretagna (ovvero i due terzi del totale) sono state prodotte in Europa e adesso, per i richiami, Londra dipende quasi interamente da Bruxelles.

La Brexit è molto diversa da come ce la raccontiamo

Sull’indipendenza britannica si delira, specie in ambito “sovranista”. Premesso che l’uscita di Londra dalla Ue è cosa ottima per noi europei, anche qui la narrativa è stata e continua ad essere falsata. Il Commonwealthismo britannico, visto da alcuni come sussulto razziale, è in realtà una terzomondizzazione rivendicata del paese. Di una presunta rivolta contro la finanza, poi, può parlare solo un totale sprovveduto. È proprio l’Alta Finanza che ha voluto la Brexit per evitare che si firmassero regole di trasparenza penalizzanti per quello che è il più potente e ributtante buco nero del mondo, che si finanzia con i proventi di tutti i traffici illeciti (dai narco agli armamenti) e che a sua volta finanzia svariate forme di terrorismo, specificatamente jihadista. La Londra “libera” ha significativamente stretto accordi organici con la Turchia e intanto, per la prima volta da quando era entrata nella Comunità Europea, ha aumentato – e di ben un quinto – le tasse sulle imprese.

Il Miracolo di Sigfrido

Questo confronto di potenze va in scena nella ristrutturazione per la nuova economia. Gas e petrolio a parte, quel che farà più gola sono litio e cobalto che nel nostro continente non erano stati individuati. L’Europa, non sufficientemente armata, conta di strappare la sua quota di minerali tramite l’influenza economica, diplomatica e politica.

O meglio, contava solo su questo. Pochi giorni fa il Miracolo di Sigfrido! Nella valle del Reno sono stati trovati giacimenti infiniti di litio, tali da assicurare autonomia e potenza per decenni e decenni.

Poiché i tedeschi non sono indolenti come noi che da sette anni non abbiamo ancora iniziato a estrarre il titanio e l’antimonio scoperti nell’arco toscoligure, e siccome sono di già nelle posizioni di testa, meglio piazzati degli americani, nella ristrutturazione automobilistica, questo farà della Germania a vocazione imperiale e a concezione europea, un player di primissimo livello.

Tutto quanto doveva essere realizzato con il piano Next Generation Ue, cui è strategicamente collegato quel Recovery Plan che inquieta Washington, è ora di per sé a portata di mano.

Le relazioni strutturali sempre più chiare ad est con la Russia, in particolare con i gasdotti, completano il quadro e annunciano contromosse importanti dei nostri invasori angloamericani.

Con Sigfrido, con Romolo, con Ercole, con Apollo

Morale della favola. La Germania alla quale siamo uniti da legami ultramillenari  profondi e da trasmissioni simboliche e sottili, la Germania insieme alla quale abbiamo espresso la grandezza ghibellina, la Germania con la quale siamo economicamente connessi in modo ormai organico, la Germania che ancora una volta vuol restar tedesca ma anche diluita in un’identità europea, ci trascina fuori da quasi otto decenni di servilismo e dalla nostra condizione di sciuscià.

Quello che fino a ieri rappresentava un potenziale in fieri, ora è a un passo dall’essere una realtà di fatto. È ora di uscire dal torpore, dall’ignoranza, dalla sudditanza psicologica, culturale, valoriale, che si ha nei confronti dei cantastorie delle logge britanniche, travestiti da intellettuali da poco o da economisti da nulla.

È ora di assumere una coscienza di sé, imperiale, mitica, e anche concreta e pratica, e di fornire l’avanguardia di cui si sente un disperato bisogno.

Con quale programma, direte voi? Quello ho la presunzione di dire che c’è e che va solo affinato qua e là. Non è il programma che ci manca, per uscire dal delirio incapacitante e retrivo di cui si è preda da qualche tempo. Non sono neppure le prospettive. Ci mancano le conoscenze – e la volontà di averle – ma soprattutto ci condanna una mentalità necrotica, fatalista, frammentaria, da uomini delle caverne, schiavi di tutto, che dovranno essere infine liberati o soppressi da Sigfrido, da Ercole, da Romolo. Ovvero dal medesimo Principio per rifondare Urbs, Stirpe e Impero.

Uscite dai vostri sarcofagi partigiani! E fate la vostra scelta: volete rimanere con Caco nell’Italexit o essere stirpe di Ercole e di Apollo, emuli di Sigfrido, e assumere dignità di uomini?

Nell’Asse Ghibellino, come sempre è stato e sempre sarà.

Gabriele Adinolfi

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