EUROPANAZIONE

POLITICA

CHI E’ DAVVERO JOE BIDEN

Chi è davvero il quarantaseiesimo Presidente degli Stati Uniti, il democratico Joe Biden? È veramente la perfetta incarnazione dei valori americani o si tratta al contrario di un personaggio spregiudicato, pronto a mescolare politica ed affari, spesso sulla pelle di paesi che versano in gravi difficoltà economiche?

L’elezione di Joe Biden alla Casa Bianca è stata caratterizzata da polemiche senza precedenti, dovute principalmente alle accuse di brogli elettorali, spesso legati alla modalità di voto per posta, avvenuta in molti Stati, con approssimative verifiche dell’identità degli elettori. Ulteriore scandalo ha suscitato lo sfacciato sostegno concesso al candidato democratico da tutti i media mainstream, nonché dai principali social network, che non hanno esitato a censurare i discorsi del presidente uscente e candidato avversario di Biden, Donald Trump. Il risultato è stato che fino a 80 milioni di cittadini americani, secondo i sondaggi, ritengono che la sua elezione sia viziata da irregolarità.
Ma non è solo questa circostanza a suscitare perplessità. Analizziamo il passato, politico e non solo, dell’anziano neo-presidente USA.
Sin dai tempi della Guerra Fredda Biden ha giocato un ruolo chiave nella politica americana, spesso muovendosi nell’ombra. All’epoca era considerato il plenipotenziario statunitense per tutto quanto concerneva l’Europa Orientale, in grado di influenzare efficacemente la composizione dei governi e le scelte dei paesi di quello scacchiere geopolitico.
Dopo il crollo dell’URSS, e in particolare negli anni in cui era il vice di Obama, Biden ha avuto mano libera nello spazio post-sovietico e negli Stati un tempo appartenenti al Patto di Varsavia.
La sua azione si è sviluppata con particolare vigore soprattutto in Ucraina. La politica di Kiev è stata scossa da ben due rivoluzioni, la prima nel 2004, la seconda nel 2014, in cui molti analisti hanno visto svilupparsi la longa manus americana; l’instabilità politica ha portato alla disintegrazione, di fatto, dello stato ucraino. Quello che doveva essere il principale obiettivo strategico della pressione esercitata sull’Ucraina, ovvero l’installazione di una base navale occidentale nel Mar Nero, però, non ha avuto luogo, a causa dell’imprevista e immediata, dura risposta russa in Crimea.
Quasi animato da un sentimento di rivalsa, dopo essere diventato presidente, Biden ha immediatamente inasprito le relazioni con Mosca, definendo pubblicamente il leader russo Vladimir Putin un assassino. Poco dopo è partita l’escalation politico-militare, con Kiev che ha ripreso a rivendicare la propria sovranità sulle province orientali ribelli del Donbass e di Luhansk e ad alimentare tensioni lungo la linea del fronte.
La strategia americana in quel settore resta basata su due capisaldi: indebolire l’influenza russa nell’area e promuovere l’ulteriore espansione verso Est della NATO.
Come si diceva prima, Biden tiene particolarmente all’Ucraina, avendoci lavorato a lungo e in modo alquanto spregiudicato, come dimostrerebbero le intercettazioni telefoniche relative alle conversazioni intrattenute dall’attuale inquilino della Casa Bianca con l’allora presidente ucraino Petr Poroshenko dal quale, nel 2016, si pretendeva il licenziamento del procuratore capo del paese Viktor Shokin come condizione per sbloccare un prestito da un miliardo di dollari.
Una richiesta non legata esclusivamente a interessi di natura geopolitica, ma anche personale: Shokin, infatti, indagava all’epoca su Burisma, una compagnia petrolifera finita in bancarotta, nel cui consiglio di amministrazione figuravano il figlio di Biden, Hunter, Devon Archer, stretto amico di famiglia di John Kerry.
E’ legittimo chiedersi, visto il raggio di azione dell’attività di Biden, se situazioni analoghe si siano verificate, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, anche in altri paesi, magari in quelli appartenenti all’ex Jugoslavia.
Resta dunque la domanda: chi è veramente Joe Biden?

Per saperne di più, guarda il video:
https://www.youtube.com/watch?v=dLcMcdbb4Ho

RICCARDO SENTIERO

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