EUROPANAZIONE

KULTURA

UMPA-PA IL PELLEROSSA CHE PREFERIVA PARLARE FRANCESE

Nel 1951 René Goscinny e Albert Uderzo provarono, con una breve storia a strisce, a conquistare il mercato statunitense con un personaggio che si richiamasse ironicamente alle origini della nascita dell’imperialismo a stelle e strisce. Nacque così Humpah-Pah (in italiano Umpa-Pa il pellerossa) destinato purtroppo ad un clamoroso insuccesso negli States.

Il graffiante ed irriverente umorismo degli autori di Asterix non fu ben accetto negli Usa, dove veniva all’epoca ritenuto dissacratorio; era difficile negli USA sorridere sulle proprie incongruenze storiche, soprattutto se gli autori provenivano dal vecchio mondo.

Nel 1958, però, Goscinny ed Uderzo, forti del successo mondiale del loro eroe gallico, ritirano fuori dal cassetto il personaggio di Umpa-Pa e ne pubblicarono le avventure  sul settimanale belga “Tin Tin”, riuscendo a conquistare un cospicuo numero di lettori, tanto che anche in Italia sul “Corriere dei Piccoli” vennero pubblicate le strisce del simpatico pellerossa.

Il contesto delle storie di Umpa-Pa è quello della colonizzazione europea del nuovo continente. Siamo del XVII secolo e Francia ed Inghilterra si contendono i territori delle nuove colonie  e Umpa-Pa, un nativo americano con i muscoli di Arnold Shwarznegger che si ritrova ad agire in un’epoca in cui le tradizionali usanze degli uomini rossi stanno per essere sovvertite dall’ideologia consumista esportata dal vecchio continente.

Ad affiancare il forte ma sempliciotto Umpa-Pa c’è il cavaliere francese Umberto de Profitteroll, provetto e spocchioso spadaccino, e Grosso Bisonte, capo della tribù dei Koseehkosah.

La missione principale, alla base delle avventure di Umpa-Pa, è quella di contrastare le altre tribù pellerossa nemiche e maldisposte nei confronti della corona francese.

Una storia tutto sommato poco entusiasmante impreziosita, però, dai divertenti giochi di parole di Goscinny e dai disegni, ricchi di particolari, di Uderzo.

Fondamentalmente Umpa-Pa è un gigante buono che ci fa sorridere con le sue battute che giocano sulla semantica e sui doppi sensi. Epperò la sua storia non ci convince   per niente: in un’America invasa dai colonizzatori europei, dove i nativi dovrebbero ricercare la propria unità per arginare la violenta occupazione straniera, Umpa-Pa, invece di puntare sull’unità delle nazioni rosse, sceglie di parteggiare per l’invasore più simpatico. Un po’ quello che fece l’Europa del 1945…

Achille Biele

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