EUROPANAZIONE

POLITICA

UN’ALTRA BELLA LEZIONE

Il potere non è sciocco come le destre terminali. Ecco dunque Biden

FONTE: http://www.noreporter.org/index.php/alterview/27349-unaltra-bella-lezione

Ogni giorno di più il re è nudo, ma proprio chi si vanta di averlo sempre detto viene oggi regolarmente sorpreso e travolto dalla realtà.

Non si vive di rendita. Quelli che nel secolo trascorso avevano espresso una sana cultura antidemocratica e una critica politica di livelli eccezionali, non solo socioeconomici ma metafisici, non ci sono più. Gli asinelli di oggi si sono fatti carico delle reliquie, ma queste ultime sono più un peso che un gonfalone. Fin tanto che i loro portatori prendono complottisticamente a prestito le dietrologie profonde e ammiccano, spacciandosi per possessori delle verità “esoteriche” (di superficie), hanno facile gioco. Quando però il potere cambia passo e tono, dando teoricamente ragione a chi lo aveva additato in una certa maniera, è proprio costui che crolla, nei nervi e nelle prospettive.

Perché, in fin dei conti, la critica di oggi con quella di ieri ha poco a che fare, ma è invece una pulsione nevorotica di perdenti culturali, economici ed esistenziali.

In questo risiede il vizio di fondo della destra terminale dei nostri giorni, ragion per cui proprio quando la realtà sta dando ragione ai suoi presupposti, essa va alla deriva e naufraga, perché di quegli stessi presupposti aveva capito più niente che poco.

La Corte Suprema ha fatto marameo

Questo difetto di fabbrica è una costante nei lidi terminali che si credono radicali; lo è su tutti gli argomenti e tutte le dinamiche.

L’ultima lezione cocente, i destroterminali, l’hanno ricevuta dagli Stati Uniti.

Erano certissimi che l’evidenza dei brogli elettorali e la maggioranza trumpiana tra i giudici della Corte Suprema avrebbero decretato la vittoria di Trump e addirittura la carcerazione di Biden.

Contro chi scandagliava il possibile futuro della nuova amministrazione americana reagivano scandalizzati: “ma come, non lo sai? È Trump che ha vinto, gli altri finiranno in galera!”.

Inutile cercare di spiegare loro che il broglio è struttura portante della democrazia, che contano i poteri reali ben più di quelli formali e che era assai improbabile che la prima Superpotenza si mettesse in una condizione di estrema fragilità, sotto accusa al cospetto del mondo.

Impensabile, salvo a credere davvero nell’inganno che si denomina democrazia.

Ma ci cerdono!

Nella destra terminale esiste un dogma bicefalo e paradossale che recita così: “il potere è troppo forte, non si può fare niente contro di ‘loro’.” Ma subito dopo: “Il volere popolare e l’opinione pubblica rovesceranno il potere con la maggioranza, in piazza o nelle urne”. Una somma di opposti concetti incapacitanti che alla fin fine attestano problemi clinici e niente altro.

Trip

Non voglio entrare nel merito di Trump, del fatto che sia comunque più simpatico dei suoi avversari e che i suoi fans siano migliori dei fans nemici. Ci sta, anche se per me la cosa più interessante è la sua disastrosa politica estera che avrebbe dovuto proseguire, molto più della positiva politica interna della quale nulla mi cale perché non solo non sono americano ma nulla ho né voglio avere a che fare con coloro che hanno distrutto la civiltà e compiuto le peggiori nefandezze nel mondo.

L’importante oggi è l’ennesima secchiata di acqua gelata che hanno ricevuto in piena faccia quelli che della dietrologia hanno una visione pietrificata, e della democrazia una visione idilliaca. Quelli che delegano sempre le proprie speranze a condottieri altrui e a popoli altrui.

E che con il reale hanno lo stesso identico rapporto dei NoMask e degli UltraVax rispetto all’epidemia. 

Ci sentiamo al prossimo trip!

Gabriele Adiniolfi

  1. Adler56

    La destra e’ purtroppo terminale anche quando identifica i prefissi telefonici ucraini di Pravy Sektor come autentici rivoluzionari e quando pensa che il generale Soleimani si sia suicidato.

  2. Anton

    Mi vengono due cose in mente:

    1) Un’altra bella lezione mi pare che arrivi dalla succursale orientale degli USA, l’Israele: leggere le dichiarazioni di qualche tempo fa del primo ministro Benjamin Netanyahu (che mi sembra una specie di Matteo Salvini ebreo) riguardo chi comandi veramente nell’Israele – il “governo-ombra” (“deep state”) costituito da procuratori e giudici «… più pericolosi dei missili di precisione Hezbollah… » – fa un po’ pensare al fatto che a causa del mondialismo, tutto il mondo sia definitivamente diventato paese. Ricordiamo che Netanyahu è stato rieletto anche grazie al sostegno degli ebrei considerati ultra-ortodossi che, però, ora gli fanno la guerra perché delusi dalla sua gestione politica oltre che assolutamente contrari a chiusure, quarantene varie, mascherine e limitazioni alla libertà religiosa.

    https://www.haaretz.com/israel-news/netanyahu-deep-state-israel-no-democracy-here-lieberman-1.8736138

    2) Cito dall’articolo: « […] “il potere è troppo forte, non si può fare niente contro di ‘loro’.” Ma subito dopo: “Il volere popolare e l’opinione pubblica rovesceranno il potere con la maggioranza, in piazza o nelle urne” […] ».

    Ma il Potere è effettivamente forte. E secondo me, un serio problema è costituito dal fatto che non si capisca bene quale sia il bersaglio da colpire. Noi gente ordinaria abbiamo a che fare, quotidianamente – perché li abbiamo al Governo e/o nelle istituzioni – unicamente con i “garzoni del lattaio”. Che eventualmente eliminati, sono perfettamente rimpiazzabili. Dallo stesso lattaio… Purtroppo, si tenta di fare con ciò che si ha a disposizione: se avessimo una classe politica degna di questo nome, forse le cose sarebbero diverse e attraverso le urne si potrebbe iniziare un (lungo e faticoso) percorso che, pian-pianino, potrebbe portare a una condizione che sia il più possibile vicina alla normalità. Ma se non abbiamo classe dirigente come si fa? Tutti noi diciamo che bisognerebbe ribellarsi: ma come? Tutti noi siamo d’accordo sul COSA si dovrebbe fare ma non sul COME.

    Un punto sul quale penso si sia d’accordo: la fondamentale importanza di costruire una classe dirigente; intendo, quello che avete scritto sul numero di Dicembre del periodico “Svegliati Europa”: « […] non resta che formarsi, organizzarsi, attrezzarsi per entrare nelle partite di élite […] ».

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