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DRAGONERO, IL FUMETTO FANTASY MADE IN ITALY

Nel 2013 l’editore Bonelli amplia la sua già ricca offerta editoriale lanciando sul mercato fumettistico una nuova serie dedicata al genere fantasy: Dragonero, affidata a Luca Enoch e Stefano Vietti.

Il personaggio principale della saga è Ian Aranill, detto Dragonero, discendente di una stirpe di cacciatori di draghi ed ex ufficiale dell’esercito  erondiano, che sceglie di servire l’Impero nel ruolo di esploratore, affiancato nelle sue avventure dall’orco Gmor Burpen, suo amico d’infanzia, e l’elfa Sera di Frondascura.

In un mondo e in un’epoca, che ricordano molto le atmosfere dei racconti di Tolkien, dove convivono uomini, elfi, orchi, troll, nani e draghi, ad Ian, arruolato nel corpo degli Scout Imperiali, vengono affidate missioni che lo portano ad intraprendere lunghi e pericolosi viaggi. Il suo compito è quello di mappare il vasto e sconosciuto territorio imperiale, ma anche quello di svolgere un’attività diplomatica per conto dell’Erondar nei luoghi che visita insieme al suo attendente Gmor. Spesso è la Gilda dei Mercanti che richiede l’ausilio degli Scout per il controllo delle strade e dei ponti, attraverso i quali transitano le merci imperiali.

Come in ogni saga fantasy che si rispetti non può mancare nel mondo di Dragonero la magia di cui è depositario l’Ordine dei Lusersindi, che gode di grande prestigio presso la corte erondariana. Ed è proprio ad un Luresindo, il saggio Alben, che Ian Aranill fa riferimento allorché è costretto a confrontarsi in cimenti di natura mistica.

C’è poi la Gilda dei Tecnocrati, un gruppo di studiosi dediti allo sviluppo di nuove tecnologie. Tra di loro c’è la bionda Myrna, sorella di Ian, spesso impegnata al fianco del fratello soprattutto nelle missioni diplomatiche.

L’impero si regge su un complesso intrico di categorie sociali (le Gilde appunto), apparati militari e detentori della magia. Ian, nonostante ricoprisse un ruolo considerevole nell’esercito imperiale, non se la sente di restare imbrigliato in congiure di palazzo e preferisce offrire i suoi servigi all’impero con un ruolo che gli possa consentire non solo una maggiore libertà d’azione ma, soprattutto, di esplorare il vasto territorio dell’Erondar e inoltrarsi oltre i suoi confini, abitati da abomini infernali.

Molti sono i pericoli che minacciano la stabilità dell’impero, tra questi il più consistente è il ritorno delle Regine Nere, esiliate dal primo imperatore, che dalla loro isola volante organizzano la propria vendetta, riuscendo addirittura ad espugnare la capitale Valhendàrt e a mettere in fuga l’imperatore. Verrà affidato quindi ad Ian Aranill l’importante compito di rintracciare gli antichi draghi per richiedere il loro aiuto nel duro conflitto: una missione vittoriosa che riporta la pace nell’Erondar e accresce sempre di più l’alone di leggenda popolare che circonda la figura del Varliedàrto Dragonero.

Ma la tranquillità dell’impero dura poco. Avanza infatti nelle sue contrade e raggiunge la capitale un nuovo sinistro culto, quello della Signora delle Lacrime, i cui seguaci, guidati dal sacerdote Leario, manipolano il giovane imperatore e scatenano una guerra mistica tra la sanguinaria dea e le antiche divinità delle montagne.

A questo punto termina la prima saga di Dragonero per dare vita ad una nuova serie (Dragonero il ribelle) in cui l’ex scout erondariano si rifiuta di obbedire all’imbelle imperatore e, messo al bando, organizza la rivolta contro lo strapotere di Leario.

Un fumetto fantasy, tutto made in Italy, pieno di colpi di scena e graficamente apprezzabile.

Achille Biele

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