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SCUOLA. MIOZZO (CTS): SONO LE FESTE IL VERO PROBLEMA

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo ha riferito alla Commissione Istruzione del Senato sulle condizioni della scuola. Miozzo è un supertecnico collezionista di nomine e di incarichi governativi e paragovernativi. Il Cts è stato creato a febbraio per “consulenza e supporto alle attività di coordinamento per il superamento dell’emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del Coronavirus”.

Siamo dunque al top delle strutture inventate per il virus venuto dalla Cina.

Al Senato (altro top dell’organizzazione politica di casa nostra) Miozzo ha ricordato che «il rischio zero non esiste a scuola, come non esiste nel nostro vivere comune». Le ovvietà come questa sono pane (e companatico) quotidiano anche per i non-eletti dal popolo. Eccone un’altra: «Il rischio non deriva tanto dalla ritorno in classe il 7 gennaio, ma dai comportamenti non corretti che potrebbero avvenire da oggi e per tutto il periodo delle vacanze natalizie legato alla grande movimentazione delle persone e al desiderio di incontro tra congiunti che può creare rischi». Ah! se ciascuno imparasse una buona volta a starsene da solo, in compagnia dell’universo mondo tramite tv e device d’ogni genere! Invece no. Nonostante la frantumazione della famiglia (da quella “allargata” alle tipologie tipo genitore 1 e genitore 2), nonostante l’individualismo coccolato dalle sirene del “coltiva il tuo corpo” e dai santoni del “single è bello”, nonostante gli inviti dei curanderos alla ricerca della felicità personale, questi cavolo d’italiani non si vogliono levare il vizio di farsi una birra in compagnia, di praticare balli di gruppo, di attovagliarsi stretti stretti e cazzeggiare. Niente da fare. Qualcuno dice che amano stare in gregge essendo di natura ovina. In ogni caso, non stanno mai quieti: quelli del mare vanno in montagna, quelli di città vanno al paese, quelli del Nord vanno al Sud, insomma tutti si muovono in una girandola di reciprocità senza fine.

In sintesi, Miozzo dice: assodato che il rischio zero non esiste, possiamo ridurre i rischi se tutti se ne staranno a casa. L’Istituto Superiore di Sanità è stato più drastico: anche in casa state in stanze separate (https://internettuale.net/4207/iss-la-famiglia-e-contagiosa-mascherine-anche-a-casa) . 

Fuori dal Senato, Miozzo aveva parlato dei “quattro pilastri” scassatissimi della scuola. A ciascuno il suo: c’è chi scrive dei pilastri della saggezza e chi al massimo riesce a vociferare di pilastri fasulli.

I quattro buchi (altro che pilastri!) del sistema scolastico sono: 

l’assenza di una sanità scolastica; il sovraffollamento per carenza di strutture; l’inadeguatezza dei trasporti che dovrebbero assicurare la mobilità quotidiana (tranne le domeniche e feste comandate) di circa 11 milioni di utenti; un personale scolastico da aggiornare (come minimo).

Il Comitato tecnico scientifico sostiene la necessità di tenere le scuole aperte perché i rischi non sono annullabili e tutto il resto è in uno stato pietoso ma ci vorranno anni per migliorare lo stato delle cose.

Giuseppe Spezzaferro

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