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AUTOSTRADE PER L’ITALIA. LA PROGER VINCE, COME AL SOLITO

FONTE: https://internettuale.net/4285/autostrade-per-litalia-la-proger-vince-come-al-solito

Il bando europeo (valore complessivo 67,5 milioni di euro) per le attività di monitoraggio della rete di Autostrade per l’Italia se l’è aggiudicato la società Proger. Tra viadotti, cavalcavia e gallerie sono circa 4.500 le infrastrutture da sorvegliare, cioè quindicimila euro ciascuna. Il comunicato ufficiale scrive: «Le attività di sorveglianza svolte dagli ingegneri, tecnici e ispettori del raggruppamento di imprese guidato da Proger saranno supportate dalla nuova piattaforma digitale “Argo”, sviluppata da Autostrade Tech in collaborazione con IBM, Finacntieri Nextech». La gioia per l’appalto ha fatto scrivere “Finacntieri” invece che “Fincantieri” ed è comprensibile. “Autostrade per l’Italia”, infatti, ha cambiato padrone (i Benetton hanno dovuto mollarla alla Cassa depositi e prestiti) a causa del crollo del ponte Morandi a Genova il 14 agosto del 2018 (https://internettuale.net/2831/lutto-nazionale-il-ponte-morandi-e-i-funerali-dello-stato)  e qualcuno immaginava che ci sarebbero stati cambiamenti a cascata. Invece la Proger (con sede a Pescara e 22 milioni di capitale) resta l’azienda di fiducia per il monitoraggio.

«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». È questa la frase più celebre del romanzo “Il gattopardo”, reso famoso da un magnifico film. E “gattopardismo” è il sostantivo che identifica l’azione di chi cambia (“trasformista”) per non perdere una posizione acquisita. Quella di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del romanzo, e di Luchino Visconti, regista del film, è una lezione che va oltre il tempo.

Sul sito di Proger, il 3 dicembre dell’anno scorso, fu pubblicata questa nota: «Il raggruppamento opererà in piena sinergia con la nuova piattaforma digitale per il monitoraggio in tempo reale di ponti e viadotti che ASPI sta sviluppando insieme a IBM. La sperimentazione partirà su tre viadotti – il Bisagno in Liguria e il “Romano” e il “Corvi” sulla A16 in Puglia – con l’obiettivo di coprire tutte le opere d’arte della rete entro la fine del 2020» (http://www.proger.it/autostrade-per-litalia-entrusts-proger-with-the-surveillance-of-over-1900-works-of-art-of-the-italian-motorway-network/).

Manca poco alla fine di questo malefico 2020 e sarebbe interessante conoscere il dato definitivo di Proger, che vanta due grossi nomi: il presidente Chicco Testa, ex deputato del Pci ed ex presidente Acea, e il vicepresidente Antonio Mastrapasqua, ex presidente dell’Inps ed ex Direttore della Casa di riposo ebraica di Roma (un ente che ha un patrimonio immobiliare degno del Vaticano). Anche gli amministratori delegati e gli altri consiglieri sono pezzi grossi nella nomenklatura italiana del potere.

Così Proger si è aggiudicata il monitoraggio per conto di Autostrade per l’Italia. Il comunicato è praticamente un inno all’efficienza. Leggiamone qualche riga: «La spesa corrente per le attività di sorveglianza ammonta a circa 30 milioni nel 2020 che aumenteranno ulteriormente nei prossimi anni». Sarebbe la metà dell’importo stabilito nel nuovo appalto.

Il comunicato dice anche che nel 2019, sono stata fatte «oltre 19.000 ispezioni su ponti, viadotti, cavalcavia e gallerie. Sono stati verificati inoltre con specifiche due diligence i 1950 ponti e viadotti principali e sono state effettuate più di 70.000 prove di pull-out (resistenza alla trazione) sulle barriere di sicurezza. Quest’anno, a partire dal mese di gennaio, è stato attivato, sulla base di un nuovo Manuale di ispezione approvato dal MIT, un piano di assessment e verifica profonda dello stato delle 587 gallerie della rete, con l’ausilio delle più avanzate tecniche di indagine (Georadar; laser scanner; video ispezioni; caratterizzazione dei materiali; martinetti piatti) messe in campo da un ulteriore pool di società specializzate in questa specifica tipologia di controlli».

Poi il finale esplosivo come nei fuochi d’artificio: «Autostrade per l’Italia dal 2019 ha speso circa 400 milioni di euro. Nel 2020 sono statti effettuati lavori per 650 milioni mentre nel 2021 sono già state programmate spese di manutenzione per circa 600 milioni di euro. Gli asset maggiormente interessati dal nuovo approccio sono stati ponti e viadotti (182 milioni spesi nell’ultimo biennio), gallerie (203 milioni), pavimentazioni (261 milioni) e arredi funzionali alla sicurezza, come barriere e recinzioni (97 milioni)».

Della serie: state tranquilli perché di soldi se ne spendono tanti. Altro che i quindicimila euro assegnati per ciascuna infrastruttura. La domanda sorge spontanea: ma il ponte Morandi chi lo monitorava?

Giuseppe Spezzaferro

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