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IL VACCINO? FALLO TU!

FONTE: https://electomagazine.it/il-vaccino-fallo-tu/

Nonostante il vaccino al Covid-19 sia quasi pronto, il governo italiano è molto preoccupato per alcuni studi che evidenzierebbero come il 41% degli italiani non avrebbe alcuna intenzione di vaccinarsi. Il governo sta lavorando su come convincere gli italiani a vaccinarsi senza passare per l’obbligatorietà del vaccino.

Si starebbe discutendo di una massiccia campagna di informazione per spiegare alla popolazione che scegliere di non vaccinarsi equivarrebbe a un forte rischio.

L’esecutivo giallorosso considera sconcertante che così tanti italiani non ne vogliano sapere di farsi vaccinare. Significherebbe tenere la sanità in agonia e compromettere la ripresa economica e sociale del Paese. Una ripresa economica dell’Italia che l’attuale governo si augura possa avvenire durante questa legislatura, per potersi presentare con ottime performance alle prossime elezioni del 2023.

La responsabilità su tutto questo è forse di alcuni esperti che hanno reso diffidenti gli italiani nei confronti della vaccinazione. Uno dei più famosi virologi Roberto Burioni, sul portale Medical Facts da lui gestito, ha scritto che “essere vaccinati non significa essere protetti al 100%, anzi si rischia pure di ammalarsi gravemente” e che “per essere tutti al sicuro, sarà indispensabile che tutti si vaccinino”.

Per non palare poi del polverone sollevato dal direttore di microbiologia all’università di Padova, Andrea Crisanti. “Io non farei il primo vaccino a gennaio. Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie”. Le affermazioni di Crisanti non sarebbero affatto piaciute al Cts (Comitato tecnico scientifico).

Le preoccupazioni del governo non sono infondate: vaccinare tutta la popolazione è un obiettivo difficile da raggiungere, se si tiene conto di un sondaggio realizzato da Swg (che progetta e realizza ricerche di mercato, opinioni e studi di settore) nella settimana dal 16 al 22 novembre, dal quale emerge che il 71% degli intervistati non si fiderebbe di un vaccino prodotto in Cina o in Russia. La fiducia sale, invece, al 75% se il vaccino fosse prodotto in Italia, al 67% se provenisse da altri Paesi europei e al 57% se prodotto negli Usa.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, in conferenza stampa: “Io sono certo che gli italiani daranno grande prova di maturità capendo quanto importanti sono le vaccinazioni, sia che abbiano un effetto di cosiddetta immunità sterilizzante sia che abbiano l’effetto di immunità protettiva di malattia. Ma è la strada per uscire da una situazione come questa che, altrimenti, ci costringerà sempre a dover adottare le strategie di distanziamento, a indossare sempre le mascherine e al lavaggio delle mani, che tante volte sono state vissute con intolleranza”.

C’è pessimismo anche sulla disponibilità: il 58% ritiene che non ce ne sarà a sufficienza per tutti. Un sentimento antiscientifico che affonda le sue radici e trae fondamento anche dall’incapacità della scienza di comunicare sicurezza e dalle tante accuse, di cui alcune fondate, sui conflitti d’interessi degli scienziati.

Adele Piazza

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