POLITICA

E A BRUXELLES ASPETTANO SEMPRE I PROGETTI DEL GOVERNO DEGLI INCAPACI…

FONTE: https://electomagazine.it/40368-2/

Aspetta e spera. No, non è un invito rivolto ad una “faccetta nera”, ma all’Unione europea che continua ad attendere, non si sa quanto pazientemente, che il governo degli Incapaci fornisca un piano per la spesa dei miliardi di prestiti europei. Aspetta e spera, la Ue, ma con la consapevolezza che, questa volta, l’ora non si avvicina.

Forse, però, a Bruxelles sperano che il ritardo si prolunghi. Perché hanno il terrore di leggere le boiate che l’Italia invierà. Beh, certo, adesso ci sarà anche il contributo di Forza Botulino e del sultano di Arcore, in cambio del sostegno del governo nella battaglia di Mediaset contro Bolloré. Ma il problema di fondo resta. L’Italia, sino ad ora, ha creato una voragine ulteriore nei conti pubblici senza predisporre neppure un progetto minimo per il dopo virus. Soldi distribuiti a pioggia, spesso a casaccio, per cercare di accontentare tutti ma senza pensare al futuro.

La prospettiva è di impoverire definitivamente il Paese, creando milioni e milioni di clientes che, ogni mattina, bussano alle porte di qualche ente pubblico o privato che distribuisce un pasto caldo. Una massa ai limiti della disperazione, ma evitando che superi il limite. Per questo i pasti non devono mai mancare, magari accompagnati da un alloggio nelle case sempre più vuote in città. E poi un concerto gratuito ogni tanto, affidato ad una star del politicamente corretto. Se la tensione aumenta, arriva qualche altro decreto per limitare assembramenti e proteste in nome del bene comune, della salute, dell’ambiente.

La repressione funziona, in Italia, con un popolo di pecore terrorizzate. Però quei maledetti di Bruxelles vorrebbero una strategia non basata sugli sgherri ma sui progetti di rilancio, non sui bonus monopattino ma su investimenti credibili per l’innovazione, non sulla speculazione immobiliare che piace a Berlusconi tornato governativo ma sulla tutela ambientale.

Non funziona nemmeno più la politica anti italiana del Pd che, prima, piaceva agli europei pronti a spartirsi la Penisola. Perché ora che è l’Europa a dover prestare il denaro, si preoccupa di riaverlo. Ed un Paese distrutto, affamato, terrorizzato, i debiti non li paga. Certo, si può sempre imporre una patrimoniale, e poi una seconda. Rubando i risparmi faticosamente accantonati. Ma con la crisi della globalizzazione, con la Cina che punta sul mercato interno, anche l’Europa deve rivalorizzare i consumi continentali. E l’Italia è un mercato troppo interessante per permettere al governo degli Incapaci di distruggerlo completamente.

Augusto Grandi

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