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IMMIGRATI. LA SITUAZIONE SECONDO I DATI UFFICIALI

L’anno scorso sono stati contati (cifre ufficiali) 272 milioni di migranti nel mondo. La metà circa (dati Istat) è approdata in Europa; il 7,6% in America e il restante s’è disperso fra Asia e Africa.

In Italia, al primo gennaio di quest’anno ne sono stati contati 5.306.548 regolari (l’8% della popolazione) e circa 600 mila sono gli irregolari. Circa il 10% della popolazione scolastica è costituita da stranieri.

Dalle statistiche non si capisce quanti siano gli immigrati che campano di illegalità e quanti quelli che lavorano nel sommerso, cioè al nero. Il fatto che quest’anno i non comunitari regolari siano diminuiti di 102 mila unità farebbe pensare ad un aumento degli irregolari. Tra i residenti stranieri, il primo Paese di provenienza è la Romania; a seguire: Albania, Marocco, Cina, Ucraina, Filippine, India, Bangladesh, Egitto e Pakistan. La maggioranza degli immigrati regolari è costituita da cristiani (51,9%), 1 milione 700 mila sono musulmani; a seguire: ebrei, induisti, buddisti, atei e credenti in altre religioni orientali.

La crisi da coronavirus ha fatto salire al 20% la quota dei braccianti stranieri nelle campagne. Non è possibile calcolare a quanto sia salita la percentuale dei braccianti in nero. Nel lavoro domestico, sono stati 13 mila gli immigrati che hanno perso il posto (anche qui non si sa il numero delle badanti irregolari).

Un dato interessante riguarda le imprese condotte da immigrati regolari: più di 602 mila nel 2019. Tra il 2011 e il 2018 le attività indipendenti degli immigrati sono aumentate di 148 mila unità (+32,6%), mentre quelle guidate da lavoratori nati in Italia sono diminuite di 158 mila (-2,8%). Si registra il 24% di donne (145 mila) a capo di attività imprenditoriali in mano a lavoratori di origine straniera. A fare la parte del leone sono le imprese nel settore dei servizi: il 60,7%. Seguono il commercio (35,1% del totale) e l’edilizia (22,4%). Gli imprenditori provenienti dal Marocco e dalla Cina sono concentrati nel commercio (circa il 70%), mentre il 60% dei rumeni è concentrato nell’edilizia. 

Gli immigrati imprenditori lavorano soprattutto al Centro-Nord (77,4%) e nelle grandi aree metropolitane. Al Sud sono in gran parte commercianti (il 75,7% in Calabria). Causa pandemia, le imprese gestite da immigrati, nel primo semestre del 2020, hanno registrato un calo del 40% rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso. Va anche ricordato che le società di capitale gestite da immigrati sono più che raddoppiate dal 2011 ad oggi. 

Da annotare anche che al 1° gennaio di quest’anno si contavano 2 milioni e 235 mila donne adulte straniere regolarmente residenti in Italia (2 milioni e 46 mila gli uomini). Ma, se le donne, rappresentano il 52,4% degli adulti immigrati, la popolazione minorenne è prevalentemente maschile (51,9% del totale).

Giuseppe Spezzaferro

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