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CHI NON FA FIGLI MUORE

Pare che sia giunta al termine la lunga stagione terroristica del controllo delle nascite. Anche in Cina è stata accantonata la politica del figlio unico. La favola della popolazione-mostro che divora la Terra fu partorita più di due secoli fa da Thomas Malthus, un economista britannico fissato per la matematica. La leggenda demografica è stata tramandata fino ad oggi. In Italia, il portabandiera della crescita zero è stato il Club di Roma, forse la principale scuola di fondamentalismo ecologista.

Negli ultimi decenni, comunque, hanno continuato ad imperversare le campagne terroristiche scatenate a livello mondiale per limitare le nascite. In Italia, com’è sotto gli occhi di tutti, hanno avuto un effetto devastante: oggi siamo un popolo di vecchi e, grazie alla prolificità degli immigrati, ci avviamo all’estinzione. Sappiamo che questo importa poco: che ce ne frega se l’Italia sarà popolata da neri, gialli e marroni?

L’opinione generale è che nel mondo globalizzato l’identità nazionale e l’appartenenza etnica fanno ridere. E fa addirittura sbellicare l’armamentario della specificità culturale e delle tradizioni. Soltanto un barbaro razzista resta attaccato alle proprie radici. Sono, ovviamente, delle semplificazioni; la situazione è di gran lunga più complicata. Per esempio un ecologista, che si sente libero cittadino del mondo, difende la diversità biologica delle piante la cui identità è minacciata dagli Ogm. Oppure, un abortista firma per l’abolizione della pena di morte. Insomma, la confusione è grande sotto il cielo. Per anni, a cinema e in tv, la coppia con tanti figli è stata formata da un meridionale prepotente ignorante e da una lei rassegnata succuba e… meridionale. Cucinato con fantasia e da autori intelligenti il messaggio era sempre lo stesso: chi fa figli è out. La descrizione della famiglia numerosa contemplava la madre-vittima e il padre-padrone. La lotta delle donne per la parità si è colorata di femminismo tout court, sicché molte bambine sono cresciute – davanti alla tv – con l’idea che la maternità fosse schiavitù. Le giovani donne sono cresciute all’insegna dell’utero è mio e me lo gestisco io. E i giovani uomini hanno reagito o scadendo nel machismo oppure fuggendo dall’aggressività femminile per finire, molti, nelle braccia transessuali e/o omosessuali. È un periodare tranchant, ma va bene perché le sfumature e i distinguo contano a livello individuale ma quasi niente a fronte dei grandi numeri.

Insieme con il terrorismo culturale è andata di pari passo la crescita della società edonista e consumista. Se chiedi a una coppia perché non ha figli, la risposta più ripetuta è: non abbiamo abbastanza soldi per permettercelo. E’ pacifico che quella stessa coppia non si perda una settimana bianca, un week-end al mare, una vacanza in un “economico” villaggio turistico. E’ altrettanto pacifico che lui non rinunci al nuovo modello di telefonino, di automobile né alla palestra e che lei non possa fare a meno di comprare un nuovo maglioncino firmato o di rilassarsi con la lampada abbronzante. Una società opulenta come la nostra non concepisce il sacrificio. In sintesi: i figli limitano la libertà della donna e costano quattrini.

Ma dove la donna lavora e lo Stato l’incoraggia a essere anche madre perché la crescita demografica è comunque bassa? Qui il terrorismo dei fanatici maltusiani ha raggiunto il top. Breve premessa: nel 1798 Malthus aveva pubblicato un libro (An essay of the principle of the population as it affects the future improvement of society) per dimostrare che la crescita demografica era geometrica e le risorse naturali limitate. Se l’umanità continua a crescere di numero, la Terra non ce la farà più e avremo carestie, povertà e guerre. Oggi chi prevede il prossimo esaurimento del petrolio fa più o meno gli stessi calcoli. Malthus, però, non aveva calcolato che l’uomo ha ingegno sufficiente a compensare eventuali squilibri naturali. Domani, per esempio, se dovesse mancare l’acqua l’andremmo a prendere sulla Luna o su Marte… la lancia che ferisce è la stessa che guarisce: sporchiamo l’aria e ci inventiamo i depuratori. E’ proprio il caso di dire che a conti fatti la matematica sbaglia i conti. Il deterrente, comunque, funziona: io ho i soldi, ho la casa, ho l’asilo nido ma tutt’al più faccio un solo figlio perché amo Gea e non voglio ucciderla. Che dire? E’ una subcultura radicata e perciò altri popoli “senza cultura” occupano gli spazi lasciati liberi. Ripeto: questo non interessa. Io la settimana prossima sto a Cortina e a Natale vado in Kenya, che m’importa se dopo che sarò morto gli italiani spariranno come sono spariti gli assiro-babilonesi? Sono argomenti forti che bisogna pure stare attenti a controbattere se non vuoi essere bollato come razzista.

Agli immuni dal virus malthusiano basta fare una semplice operazione aritmetica. Se riuscissimo a concentrare 8 miliardi di persone in Texas, vasto 696.241 Kmq, avremmo una densità di 11.490 abitanti per chilometro quadrato. A Manhattan la densità per Kmq è di 21 mila e passa. E’ più del doppio di quella che avremmo se mettessimo tutta la popolazione mondiale a vivere in Texas. È una ipotesi non realistica, ma dà la misura della realtà.

Giuseppe Spezzaferro

  1. Neromonterosa

    I figli sono il compimento naturale della società Europea, società fondata su un uomo e una donna

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