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ESTERI E GEOPOLITICA

TRUMP-BIDEN-HARRIS IN CINQUE ATTI

Quello che vuole il copione e le incognite che possono farlo saltare

Il primo atto dello scrutinio delle presidenziali americane si è svolto come da copione.

Trump e Biden sono ufficialmente testa a testa e l’incertezza regnerà sovrana sulle Borse.

I voti per posta dovrebbero risultare decisivi in stati chiave nei quali Trump vanta la maggioranza d’intenzioni di voto, ma il controllo delle schede spetta ai democratici che governano quegli stati e che registreranno i verdetti. 

Trump, che in teoria controlla la Corte Suprema, preannuncia il broglio e l’intenzione di non farsi strappare la vittoria dal deep state.

Il copione prevede in qualsiasi caso la non accettazione dell’uno o dell’altro sfidante della sconfitta e il prolungarsi di tensioni che potrebbero degenerare pesantemente, mentre si faranno affari miliardari in Borsa.

Chi alla fine vincerà potrà, da gennaio in poi, trovare perfino il modo d’incriminare lo sconfitto per come si sarà comportato nel frattempo.

La logica vuole che la vittoria sia attribuita a Biden. 

Tuttavia questa logica non tiene in conto il fatto che la politica di Biden è recessionista e che, se questo si accomoda perfettamente, almeno in apparenza, con i piani del Gran Reset, quest’ultimo resta intriso di modelli americani e non è certissimo che tale recessione gli garbi più di tanto.

Un altro fatto di cui non si tiene conto è che Biden gode del sostegno praticamente universale della casta dei portaparola, il che ce lo fa sembrare onnipotente, ma non vuol dire che lo abbia così completo nei luoghi-chiave del potere.

Queste due incognite permettono di coltivare il dubbio e l’incertezza.

Il disegno di chi domina i democratici però è abbastanza chiaro

1) Far dichiarare vincente Biden negli stati-chiave.

2) Lasciare che la situazione degeneri.

3) Una volta insediato Biden lasciargli gestire la parte peggiore del mandato per poi indurlo (con le buone o le cattive) a cedere il passo a Kamala Harris. Visto che gli americani si sono dimostrati un elettorato misogino, imporre nella ripresa una presidentessa femmina e per giunta lontanamente afroamericana, è perfetto per i disegni della Grande Sorella.

Incognite permettendo.

Gabriele Adinolfi

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