EUROPANAZIONE

HISTORIA MAGISTRA VITAE

LA SCANDINAVIA, UN MONDO EUROPEO AI CONFINI DELLA TERRA

Ci si è sempre domandati se la Scandinavia faccia effettivamente parte dell’Europa oppure no. La storia continentale sembrerebbe rispondere in modo affermativo, sebbene origini e vicende proprie dei popoli nordici potrebbero mettere tutto in discussione. 

Considerati da sempre come gli abitanti delle lande ai confini del mondo conosciuto, che gli antichi scrittori classici definivano “Ultima Thule” e consideravano il luogo di origine degli Dèi, gli Scandinavi (dal nome della penisola il cui profilo incombe minaccioso sul continente europeo) hanno caratteristiche etniche, culturali e civili differenti dal resto degli Europei, seppure ne condividano il modello politico ed economico di base.

Tradizionalmente divisi fra Norvegesi, Danesi (o Dani) e Svedesi, si aggiungono i Lapponi che popolano da tempi immemori le terre oltre il Circolo Polare Artico: essi rappresentano un blocco consolidato storicamente contrapposto all’Europa germanica/imperiale e molto più affine invece al mondo anglosassone o russo.

Le ragioni sono storiche: quando i Vichinghi iniziarono le loro scorrerie lungo il Canale della Manica, le coste del Mare del Nord e atlantiche, fino a raggiungere il Mediterraneo occidentale passando attraverso lo Stretto di Gibilterra, con le loro formidabili navi-canoa (Drakkar), a cominciare dal IX secolo d.C. e per quasi cento anni, rappresentando una seria minaccia alla stabilità politica dell’Impero carolingio, andarono infine a stabilirsi nei regni britannici, fondandovi diverse città e feudi nel nord dell’isola di Gran Bretagna, in Irlanda e persino in Islanda (i cui abitanti attuali sono discendenti diretti degli antichi Norvegesi). Sull’altro versante dello Scudo Scandinavo, i Varieghi (un popolo di origine svedese) attraversarono il mar Baltico e cominciarono a risalire i fiumi orientali fino alle sorgenti, da dove proseguirono a piedi portando le loro imbarcazioni a spalla fino a raggiungere le fonti dei lunghissimi fiumi russi che sfociano nel Mar Nero o nel mar Caspio: ivi giunti, vi fondarono numerosi empori, utili agli scambi commerciali di cui erano maestri, che nei secoli divennero le principali città russe e ucraine odierne. Sul piano politico, i Vichinghi fondarono i Principati Rus’ arcinoti dalla tradizione bizantina, mentre sul lato occidentale d’Europa ricevettero un feudo alla foce della Senna che divenne il Ducato di Normandia, retto per diverso tempo dall’omonima dinastia: intrecciatasi nel tempo con le altre famiglie feudali francesi, compì l’impresa della conquista del Regno d’Inghilterra con Guglielmo ‘detto il bastardo’, il quale trasformò il sistema politico di quel regno in una forma ancora vigente oggi. Un’altra dinastia normanna, originaria di Hauteville (Altavilla, in italiano), compì un’ altra impresa nell’XI secolo d.C. e spingendosi alla conquista del Sud-Italia, dove strapparono la Sicilia agli Arabi e i Ducati di Puglia e Calabria ai Bizantini, grazie all’appoggio della Chiesa di Roma, e per lungo tempo ambirono persino a conquistare il millenario Impero romano d’Oriente!

La dinastia di Normandia aveva origini probabili da Ragnarr Sigurdsson Loðbròk, mitico re di Danimarca che diede inizio alle scorribande in Europa e i cui figli divennero, anche se solo per poco tempo, sovrani dei vari regni scandinavi, nonché dei feudi di Dublino, di Northumbria, di York e di Normandia. Questa saga, a metà tra lo storico e il leggendario, è diventata negli ultimi anni un serial tv di successo (“Vikings”), così come ha trovato spazio nella cultura moderna il dio Thor, figlio del capo degli Asi (gli Dèi nordici) e capostipite di tutte le dinastie regali, unico personaggio ‘realistico’ fra i numerosi supereroi della Marvel che spopolano in Europa come negli Stati Uniti negli ultimi tempi. Tradizione scandinava vuole che anche il mitico Ragnarr appartenesse alla ‘Casa di Munsö’, da cui discendono praticamente tutte le dinastie regnanti in Scandinavia dalle origini fino al XV secolo d.C.. Quando fu invece la Casa di Oldenburg a rilevare, uno dopo l’altro, i troni di Danimarca, Norvegia e Svezia, fino a dar vita alla Lega di Kalmar (1397-1523), una sorta di comunità integrata degli Scandinavi che fu utile a tenere in pace i diversi popoli e a inserirli nel consesso della Respublica christiana in epoca rinascimentale.

Gli Oldenburg ebbero estrema importanza nel corso della storia moderna europea, sia per il potere reale che esercitavano sull’area baltica, che proprio in quell’epoca era divenuta il cuore dei traffici europei e internazionali grazia alla Lega Anseatica, trait d’union fra i mercati europeo occidentale  e russo/asiatico, sia perché fu protagonista della Protesta che dal XVI secolo d.C. trasformò e divise l’Europa cristiana, con effetti che sono evidenti ancora oggi, sul piano culturale ma anche politico ed economico. Inoltre, la casata danese (ma di origine tedesca) riuscì in breve tempo a insediarsi su tutti i troni del nord Europa, divenne dinastia imperiale in Russia con Pietro III (Casa Romanov-Holdenburg-Holstein-Gottorp che regnò dal 1762 d.C. fino alla fine degli Zar) e salì sul trono di Grecia dal 1863 d.C. fino alla proclamazione dell’attuale repubblica. Questa prestigiosa stirpe danese (che secondo leggenda discenderebbe da Lohengrin, mitico figlio di Parzival, uno dei cavalieri del Graal celebrato da una famosa opera di Wagner) ha intrecciato numerose unioni con le altre dinastie regali nordiche e germaniche, tanto che il marito dell’attuale regina inglese è un suo cadetto (Mountbatten), per cui gli eredi al trono del Regno Unito saranno in linea maschile appartenenti alla stessa casata che oggi regge ancora sia il Regno di Danimarca che quello di Norvegia (Schleswig-Holstein-Sonderburg-Beck).

La Danimarca fu egemone nell’area baltica/nordica fino al XVII secolo d.C., quando venne sostituita dalla crescente potenza svedese, anch’essa votatasi al luteranesimo e per questo staccatasi dal sodalizio di Kalmar con Gustavo I Vasa (1525 d.C.): costui avviò il processo di sviluppo e indipendenza dello stato svedese, attraverso la fondazione della Chiesa di Svezia di stampo anglicano (nel senso che dipendeva direttamente dal sovrano svedese e non più dal Papa romano), seguito dai suoi discendenti che furono capaci in pochi decenni di conquistare tutte le coste del mar Baltico (Finlandia, stati baltici, Marca di Meklemburg) e di spingersi fino alle coste del mar Nero (!), quando occuparono per molti decenni i troni della Corona di Polonia-Lituania e dello Zarato di Russia (XVII secolo). Dopodiché la dinastia svedese decadde e l’ultima Regina Cristina abdicò in favore di casate germaniche e degli Oldenburg, finché sul trono di Svezia non salì la famiglia Bernadotte, discendente da uno dei principali marescialli di Napoleone Bonaparte, insediato col favore delle cancellerie europee nel 1819 d.C. e tuttora regnante.

Dopo l’epoca napoleonica, il mondo nordico tornò alla sua posizione defilata, dedicando gli sforzi allo sviluppo di modelli sociali naturalistici e socialdemocratici, molto invidiati e imitati anche in Europa nel secondo dopoguerra, soprattutto per la capacità di integrare  gli immigrati e dar vita a un’economia essenzialmente autarchica. Tanto che la Danimarca entrò nell’Unione Europea solo nel 1974 d.C., la Svezia qualche anno dopo, mentre Norvegia e Islanda ne sono ancora escluse (per loro scelta).

Non vi è dubbio che gli interessi dei paesi scandinavi siano più rivolti al Polo Nord e alle lande ghiacciate dell’area artica (dove pare esistano ingenti giacimenti di risorse naturali ancora intonsi…), da sempre fonte di sostentamento di quei popoli e loro habitat naturale. Ma le vicende storico-politiche di quei regni sono comunque sempre state immerse nella più generale storia europea e, di fatto, hanno sempre costituito un unicum indissolubile. Se poi fosse vero che gli Dèi dell’Olimpo avevano origini iperboree…

Roberto Amati

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  1. Neromonterosa

    Le gesta della SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Nordland non lasciano dubbi sull’appartenenza ai popoli d’Europa

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