EUROPANAZIONE

REDAZIONALE

CAPIRE E AFFRONTARE IL GRANDE RESET

Il Grande Reset o grande ristrutturazione capitalista delle Corporations ha in mano l’arma della paura che si esprime attraverso la Pandemia ed il Terrorismo. 

Essa si esprime attraverso una nuova “governance” mondiale che esprime le sue policies, come nel caso della lotta alla pandemia, che vengono rincorse dalla politica, in perenne ritardo rispetto al ciclo di Krisis che il capitalismo afferma e realizza.

Interi ceti e attività produttive vanno ristrutturati alla luce della robotica e della digitalizzazione. 

È tutto scritto nelle varie Agende 2030 delle Organizzazioni internazionali come l’ONU. 

Ciò vuol dire ulteriori ridimensionamenti del ruolo degli Stati, già ampiamente ridimensionati da decenni, taglio di posti ritenuti improduttivi, psicologia della distanza, ridimensionamento della sociologia di ceto o pseudocorporativa.

Significa distruzione di ogni residuo vincolo comunitario: sia esso familiare, corporativo o di classe, fino all’atomizzazione totale.

Infine, lotta tra generazioni e tra garantiti e non garantiti.

La lotta contro il Reset può partire dai ceti sociali colpiti dalla ristrutturazione, ma deve sapersi dispiegare su un piano generale che investa il “modello sociale” del Covid e le sue implicazioni sul piano sociale ed antropologico. 

Affrontare il problema dal mero punto di vista di ceto o di generazione, e cioè dal solo punto di vista del particolare, consegna all’inevitabile debacle.

Solo una critica puntuale ed una costruzione pratica e teorica di un contropotere dei ceti produttivi può rappresentare una forma reale di affrontare i problemi sopra elencati, oltre ad un recupero di un’identità europea forte ed adeguata ai tempi.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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