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IL TERRORISMO COLPISCE VIENNA, SIMBOLO DI UNA EUROPA SCOMPARSA

FONTE: https://electomagazine.it/39855-2/

“Non c’è spazio per l’odio e la violenza nella nostra casa comune europea”. D’accordo che di fronte agli attentati, alle stragi, si dia libero sfogo alla retorica. Ma la frase di Giuseppe Conte dopo le prime notizie sulla sparatoria di Vienna supera ogni decenza. Come se lui non fosse il lìder minimo di un governo degli Incapaci che ha spalancato porte e porti all’invasione. Come se lui non fosse prono di fronte agli interventi scomposti di una magistratura che ha colpevolmente favorito il dilagare della violenza di importazione. Terrorismo ma anche nuove mafie.

Troppo comodo condannare dopo aver creato un clima di impunità, dopo aver trasformato l’Italia nell’esempio negativo per “la comune casa europea”. Perché il partito antinazionale che vuole l’invasione in Italia, pretenderebbe che anche gli altri Paesi europei si adeguassero alla follia italiana.

Al di là dei responsabili delle sparatorie di Vienna, è evidente che i criminali stanno approfittando del terrore già seminato dai governi e dai media in relazione al Covid. Terrore su terrore. Si è distrutto il morale degli europei condannati agli arresti domiciliari ed i terroristi hanno potuto scatenarsi contro persone inermi, disarmate anche psicologicamente.

Non c’è neppure l’alibi delle vignette di Charlie Hebdo. Perché Vienna non è Parigi. Ma Vienna è comunque un simbolo antico di difesa dell’Europa. E poco importa che Kurz non assomigli a Nicola di Salm e tantomeno ad Eugenio di Savoia, così come Macron non è Carlo Martello. Si colpiscono simboli attraverso l’uccisione delle persone.

Forse è questo che salva l’Italia odierna: la totale irrilevanza che non fa sprecare risorse per colpire uno Stato che è arrivato a livelli incredibili di ridicolo. Può essere una soddisfazione per i delatori da balcone.

Augusto Grandi

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