EUROPANAZIONE

REDAZIONALE

VILTA’

Fa discutere il caso della “madre” che, dopo aver abortito al sesto mese, ha dovuto affrontare il “trauma” di vedere il suo nome sulla lapide del figlio che lei stessa ha deciso di uccidere perché presumibilmente sarebbe nato malformato.

In questa società di vili non ci si  vuole mai soffermare sulle proprie responsabilità, ma allegramente continuare a “vivere” come se nulla fosse.

Se non volete pubblicità, non andate in televisione.

Se dovete ammazzare, fatelo almeno rivendicandolo.

Ma per favore, non piagnucolate di presunti diritti alla privacy sulle tombe di chi avete ammazzato.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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