EUROPANAZIONE

SPIRITO ANTIMODERNO

UCCIDIAMO IL GRANDE FRATELLO

“Chi controlla il passato controlla il futuro e chi controlla il presente controlla il passato”.

No, tranquilli, non vi stiamo per ammorbare con una rilettura della Seconda Guerra Mondiale, né ammaliare con qualche stramba utopia.

Il passo Orwelliano è specificatamente fondamentale per capire e disinnescare l’intrinseca e sistemica follia della comunicazione moderna, quella che il brillante scrittore di 1984 chiamava a ragione “bipensiero” e che noi con meno fantasia linguistica chiamiamo “politicamente corretto”.

Si consideri ad esempio l’utilizzo di parole chiave come “democrazia” e “partecipazione” che vengono continuamente profuse dai media e dalla politica, parole belle e sentimentali, ma oggi svuotate del loro significato e ammantate da un oscuro e sinistro dogma.

Si pretende, infatti, che la verità sia declinabile in salse diverse, ma si finisce per creare un unico brodo: tizio può dire “in Italia dobbiamo difendere la democrazia” e Caio può obbiettare “in Italia deve ricostruirsi la democrazia”. Infine Sempronio può chiosare con un “solo noi abbiamo difeso la democrazia”. Tutte tesi che finiscono con lo smentirsi a vicenda, ma che sintetizzano l’assoluta assenza del significato di “democrazia”.

Non che ci interessi più di tanto sviscerare la forma democratica e dare chissà quale valore etico al termine, piuttosto siamo molto curiosi di sapere cosa rappresenti per i membri del “Partito” la democrazia stessa, una parola d’ordine che cambia forma, ma che resta nel suo involucro letterale come una barricata contro le idee “eretiche”.

Sovente, capita di imbattersi in discussioni del tipo “la politica fa schifo” o “tutti i politici sono ladri”. Posto che potrebbe anche essere vero, dovremmo piuttosto interrogarci sul perché faccia schifo e soprattutto da quanto e perché sono ladri i suoi addetti, ma si preferisce invece soprassedere e credere che da sempre faccia schifo perché, in fondo, come potrebbe mai essere stato altrimenti?

La realtà ha dunque superato la fantasia. E il Mercato ha superato il “Partito”, anzi, è diventato egli stesso il “Partito” orwelliano. È il Mercato il Grande Fratello, è il Mercato che ci impone tragicamente una sententiam, una via di pensiero duale, binaria,  in cui non esiste il giusto e lo sbagliato, ma due facce della verità talmente identiche che si finisce per credere ad entrambe.

Se dunque questo è il mondo in cui viviamo, allora il dovere dell’Uomo libero è, preliminarmente, il riappropriarsi del proprio pensiero. 

Cosciente dei rischi, cosciente che farà male. 

Cosciente che o distruggerà il Mercato, il Grande Fratello, o verrà distrutto.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

Lascia una risposta