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ALAN FORD E GLI SCALCAGNATI AGENTI SEGRETI DEL GRUPPO TNT

Nel maggio del 1969, nel pieno degli anni della contestazione studentesca, fece la sua apparizione nelle edicole italiane un graffiante fumetto, realizzato dalla collaudata coppia Max Bunker (Luciano Secchi) e Magnus (Roberto Raviola) ed edito dalla Editoriale Corno, nel quale con sarcasmo e gustosa ironia venivano messi alla berlina i personaggi e il mondo dello spionaggio, che in quegli anni di guerra fredda imperversavano sia nella realtà sia nella narrazione letteraria e cinematografica. 

La nuova serie si intitolava “Alan Ford” ed aveva come scenario una caotica New York, dove nella Sesta Strada si trovava uno sgangherato negozio di fiori, paravento della base operativa del misterioso, ma altrettanto sgangherato, Gruppo TNT, nel quale si troveranno arruolati loro malgrado e senza soldo i personaggi principali della saga.

Il capo supremo dell’organizzazione è il “Numero Uno”, un matusalemme avido, cinico ed opportunista, immobilizzato su una sedia a rotelle ma incredibilmente attivo nel suo ruolo di “grande vecchio”. Di lui non si conosce l’età precisa, anche se millanta conoscenze dirette con grandi e misteriosi personaggi della storia, come Giulio Cesare o Napoleone. In un suo taccuino segreto, il Numero Uno ha annotato vita, morte e miracoli di tutti: un archivio che desterebbe l’invidia degli agenti segreti di mezzo mondo, dal quale il vecchiaccio tira fuori di volta in volta informazioni riservate con cui ricattare anche le alte sfere governative, ottenendo così finanziamenti e carta bianca per il suo gruppo.

La direzione della sede operativa è affidata a Gervasius De Statuis (La Cariatide), braccio destro e portaordini del Numero Uno, il quale trascorre normalmente le sue giornate oziando col suo ipocondriaco collega Geremia o prendendosi cura della cavietta Squitty, mentre i suoi agenti sono alle prese con missioni impossibili.

Nel gruppo di fuoco della scalcinata agenzia spionistica c’è ovviamente il giovane e belloccio Alan Ford (che dà il nome alla serie): un timido, imbranato e squattrinato grafico pubblicitario che, capitato per caso nel negozio di fiori, viene inizialmente scambiato dalla Cariatide e da Geremia per una recluta di rimpiazzo e che, alla fine, decide di arruolarsi, divenendo addirittura l’elemento di punta della squadra. Raramente Alan riesce a superare le sue paure o la forte timidezza; ma, nonostante non brilli né per acume né per prestanza fisica, la sorte benigna gli consente quasi sempre di risolvere in modo “brillante” i casi affidatigli.

Gli altri due agenti operativi sono: il Conte Oliver, uno squattrinato nobile decaduto di origini anglosassoni, avvezzo soprattutto ai furti e agli imbrogli, sempre solerte e puntuale però nelle missioni; l’irascibile Bob Rock, eternamente in bolletta, affamato e incavolato con il mondo intero. Completano la malandata squadra il cane bracco Cirano, il saggio pappagallo Clodoveo, l’enorme serpente Xeres e, soprattutto, Grunf: un immigrato tedesco reduce della seconda guerra mondiale, un po’ tardo di comprendonio ma efficiente procacciatore di tecnologie “avanzate”. Il personaggio di Grunf, il cui nome completo è Otto Grunt von Grunt, sempre vestito con tute paramilitari o con indosso magliette inneggianti al Ventennio, offre agli autori lo spunto per ironizzare su un certo becero nostalgismo all’epoca molto diffuso negli ambienti della destra italiana.

L’irresistibile ironia di Magnus & Bunker (famosi tra l’altro per aver dato vita anche a Kriminal e Satanik, efferati e dissacranti antieroi a strisce) fece incredibilmente breccia in una platea eterogenea di lettori, riuscendo a far sorridere in egual misura sia i ragazzi di destra che quelli di sinistra.

Nell’immaginario collettivo il mondo degli 007 (almeno come i romanzi e il cinema raccontavano) era fatto di organizzazione capillare, enorme professionalità, grande disponibilità di mezzi e di danari; invece Alan Ford descrive un incredibile intreccio di situazioni paradossali e di personaggi picareschi, coinvolti in missioni strampalate e sempre senza il becco di un quattrino, regolarmente raggirati dal loro potentissimo “Numero Uno”.

Ma le avventure del Gruppo TNT non sono legate solo a missioni di “intelligence”; Alan Ford e i suoi compari si scontrano periodicamente con altrettanti bizzarri “criminali” come Superciuk (un Robin Hood alla rovescia che ruba ai poveri per donare ai ricchi, dotato di un’arma potente: una fiatata etilica in grado di tramortire gli avversari) o Arsenico Lupon (contraltare cialtronesco al ladro gentiluomo di Leblanc).

Dopo l’abbandono di Magnus, nella serie portata avanti da altri valenti disegnatori iniziarono ad apparire anche riferimenti e ammiccamenti agli avvenimenti tipici dell’Italia degli anni ’80 come gli episodi “Le losche trame” e “La Loggia P38”. E qui l’abbinamento tra i fatti storici e la sgangherata agenzia di servizi segreti diventa ancora più divertente se non, addirittura, più verosimile.

Negli anni, però, molte cose sono cambiate, il Numero Uno ed altri personaggi di primo piano del Gruppo TNT sembrerebbero passati a miglior vita, mentre l’impacciato Alan Ford, convolato nel frattempo a giuste nozze con la maliarda Minuette, gestisce adesso un’agenzia di investigazione privata ed è quindi il personaggio principale della saga.

Una bella carriera per il timido Alan, una brutta fine, purtroppo, per una storia che divertiva tanto…

Achille Biele

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