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COVID-19. UNA MINIERA D’ORO PER LE MULTINAZIONALI

FONTE: https://internettuale.net/4175/covid-19-una-miniera-doro-per-le-multinazionali

Dell’epidemia causata dal coronavirus ci danno i numeri ora per ora. Un solo dato non approda mai agli onori della cronaca: non sappiamo alcunché di chi stia facendo quattrini a palate grazie all’epidemia. Siamo subissati di dati sui contagi, sui morti, sui “focolai” vecchi e nuovi. Ci raccontano cosa sta succedendo in India e in Francia, negli Stati Uniti del perfido/stupido Trump (attaccato come alla sua prima candidatura da tutta la stampa “Impegnata”) e nella Russia dell’altro perfido ma astuto Putin, media dixerunt. Gli esperti si alternano alla radio e nei salotti tv in una giostra di “lezioni” talmente rumorosa e vorticosa da far laureare in virologia e microbiologia i teleutenti più assidui e attenti. Per strada, uomini e donne in mascherina ti spiegano come comportarti per combattere e vincere l’emergenza. Gli italiani hanno trovato di che essere orgogliosi: sono stati bravi e disciplinati ed hanno obbedito agli ordini. Per colpa di quei pochi incoscienti che si ostinano ad avere una vita sociale, il virus è ancora tra noi più subdolo che mai.

È facile prevedere che avremo una fioritura di letteratura su questi mesi: storie di medici coraggiosi e di mamme pronte al sacrificio, di ricercatori insonni e di perfidi politici che per i loro sporchi interessi boicottano la ricerca e le leggi di un governo responsabile e saggio.

Nel frattempo, gettiamo uno sguardo sui soldi. E lo facciamo usando una ricerca di una organizzazione non governativa (una delle tante ong oggetto di glorificazioni, di polemiche e di accuse) la Oxfam (Oxford committee for famine relief). Nata in Gran Bretagna nel 1942 per portare cibo alla popolazione greca stremata dalla guerra (e forse anche qualche 007), nei decenni successivi la Oxfam interviene in molte delle aree colpite da carestia.

Adesso ha pubblicato un rapporto (“Potere, profitti e pandemia”) che calcola in 109 miliardi di dollari gli extra-profitti nel 2020 per 32 tra le più grandi multinazionali al mondo.

Dall’inizio della pandemia 100 grandi corporation globali quotate hanno visto una crescita del proprio valore in borsa di oltre 3 mila miliardi di dollari e, tra metà marzo e fine maggio, i patrimoni finanziari dei 25 tra i più facoltosi miliardari al mondo hanno registrato un incremento di ben 255 miliardi di dollari. I colossi tecnologici, farmaceutici e del commercio online stanno incassando utili straordinari per via della domanda straordinaria dei loro beni e servizi (e a volte con aumenti dei prezzi).

Oxfam fa l’esempio di Jeff Bezos che potrebbe personalmente pagare a ciascuno degli 875.000 dipendenti di Amazon un bonus una tantum di 105.000 dollari, senza intaccare i livelli di ricchezza finanziaria personale di inizio pandemia.

Entrando nello specifico, Oxfam sottolinea che Google, Apple, Facebook e Amazon sono proiettate a realizzare quest’anno quasi 27 miliardi di dollari di extraprofitti. Si stima che Microsoft sia destinata a realizzare da sola 19 miliardi di dollari di utili in più quest’anno rispetto alla media del quadriennio precedente.

Le 7 società farmaceutiche analizzate da Oxfam stanno realizzando in media un margine di profitto del 21%. 6 di queste guadagneranno 12 miliardi di dollari in più durante la pandemia rispetto alla media degli ultimi 4 anni. Tra queste Merck 4,9 miliardi in più, Johnson & Johnson e Roche avranno circa 3 miliardi di dollari di extra-profitti ciascuna.

Johnson & Johnson, Merck e Pfizer, che stanno lavorando allo sviluppo di vaccini, con il sostegno anche di grossi investimenti pubblici, hanno già distribuito dal mese di gennaio 16 miliardi di dollari ai propri azionisti.

In Italia la situazione è paradossale, tanto per cambiare. Nel primo semestre, più del 25% delle ore di cassa integrazione è stato erogato a imprese che non hanno riportato alcun calo di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019.

Giuseppe Spezzaferro

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