EUROPANAZIONE

ESTERI E GEOPOLITICA

LA GUERRA GRECO-TURCA NON È SOLTANTO PER IL PETROLIO

FONTE: https://internettuale.net/4149/la-guerra-greco-turca-non-e-soltanto-per-il-petrolio

Tra Atene e Ankara i rapporti sono in equilibrio instabile, per così dire, da quando la Turchia occupò nel 1974 il nord di Cipro inventando la Repubblica Turca di Cipro del Nord. I fatto va citato altrimenti si darebbe per scontato che le attuali “tensioni” siano dovute soltanto al solito petrolio. È vero che i turchi hanno un crescente bisogno di energia per alimentare il livello di sviluppo necessario per confermare il ruolo di potenza regionale, ma fare manovre navali d’intesa con la U.S. Navy contro le manovre greche svolte insieme con Francia, Italia, Cipro (e con il “conforto” tedesco) è una scelta di campo d’ordine strategico che, ragionieri permettendo, viene un po’ prima della questione energetica.

La Turchia e la Grecia sono entrambi membri della Nato, ma i turchi non sono riusciti ad entrare nell’Unione europea perché sono oggettivamente in guerra con uno Stato membro dell’Ue.

Il contenzioso (Cipro del Nord non ha legittimità internazionale) è di antica data e include anche sanguinosi episodi di pulizia etnica. La firma dell’accordo di demarcazione marittima tra il governo greco e quello egiziano (giovedì 6 agosto) è stata l’occasione per l’invio della nave “Oruc Reis” (il nome è di un ammiraglio dell’Impero Ottomano, tanto per capirci) per la ricerca di gas nelle acque dell’isola greca di Castelrosso. Ankara ha un accordo con la Libia (quella di Fayez Al Sarraj contro la Libia di Khalifa Haftar) sul Mediterraneo orientale, per cui ci sono acque rivendicate sia da Atene che da Ankara.

Una nave da ricognizione turca si è scontrata con una nave da guerra greca proprio nelle acque contese.

L’Ue ha avvertito la Turchia: sanzioni e dure misure economiche se non si attiverà per fermare l’escalation. La posizione europea è stata espressa dalla Kanzlerin Angela Merkel: «È importante risolvere la disputa sul Mediterraneo tra Grecia e Turchia, non possiamo restare indifferenti». Ma in ambito Ue non manca chi strizza l’occhio alla Turchia. E la cosa toglie ovviamente forza al “diktat” Ue.

Dietro questa guerra che viene da lontano ci sono interessi contrastanti di grandi compagnie petrolifere, ma credere che lo scontro sia il risultato di una “congiura” o comunque sia la facciata del “vero” scontro tra multinazionali è roba da autori di successo che più grandi sono le cazzate che sparano e più copie vendono.

Giuseppe Spezzaferro

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