EUROPANAZIONE

ATTUALITA'

IMPRIGIONATI

Ci hanno presi per scemi

E hanno ragione perché ci dividiamo tra quelli che se le bevono sempre e comunque e quelli che pensano di avere capito tutto e delirano sogghignanti.
È l’antropologia di oggi, preposta alla “nuova normalità” e alla nuova ingegneria sociale che mira al post-umano, al post-identitario, al post-sessuato e chi più ne ha più ne metta.


Limitiamoci alle follie di questi giorni, ai deliri pandemici del sol leone.
Il governo, in questo non diverso da altri (francese e spagnolo per esempio), continua a impartire contrordini.
All’inizio non chiuse le frontiere con Wuhan e anzi c’invitò a prendere gli aperitivi con i cinesi; poi passò al lockdown totale, calpestando i pareri degli esperti sanitari e minando per sempre l’economia, avviando così un processo di pauperizzazione che nei prossimi mesi assumerà aspetti apocalittici.
Quando ha infine riaperto la circolazione ha pensato bene (come gli altri partners europei) di aprire quasi subito le frontiere intercontinentali con paesi al culmine dei contagi. E ha dato un nuovo impulso all’arrivo di immigrati via mare. Che in una quindicina di giorni al massimo si sarebbe rialzata la curva dei contagi era sicuro come il fatto che l’acqua in una pentola sul fornello accesso bollirà.

Come risponde il nostro governo a queste conseguenze da esso stesso provocate?
Con tamponi o quarantene da zone a rischio. Così chi viene dalla Grecia in Puglia, da una Grecia poco falcidiata a una Puglia sicuramente in maggior dificoltà, viene considerato un untore.
Idem per la Spagna che registra molti più casi di noi. Sì ma, a parte il fatto che ha meno morti, e su questo rifletterei, i settantamila casi in più della Spagna sono dovuti a oltre ottocentomila testati in più (parlo dei testati e non del numero dei tamponi che è tutt’altra cosa). Il rapporto tra testati e positivi è esattamente uguale al nostro, il 6%. E qui subentra un’altra curiosità che chiama in ballo cifre ufficiali dei governi e algoritimi.
Che nazioni sono penalizzate? Grecia, Spagna, Malta e Croazia, ovvero quelle che possono portar via clienti alle spiagge italiane. Talmente sfacciata la manovra che tra i paesi a rischio non si trovano Inghilterra e Romania!
Intanto, mentre si bloccano di fatto le destinazioni marittime meno care e si tenta di costringere gli italiani a spendere da noi dove, in tante località, nessuno si è vergognato di raddoppiare letteralmente i prezzi, si prepara un effetto boomerang, visto che si mettono a rischio i low cost. Il pericolo è di ridurre drasticamente il turismo straniero in un’Italia dove, tra qualche mese, sarà poca la gente che potrà permettersi di spendere tanto, visto che tutti gli indicatori economici ci segnalano come i perdenti socioeconomci massimi e assoluti del Covid. E che le uniche misure che siamo riusciti a prendere, finora, sono state quelle di ottenere un po’ di denaro in promessa elemosina dalle comuni casse europee. 

Tragediatori

Se osserviamo poi i grafici del Covid, ci accorgiamo che i rialzi da noi sono tutt’altro che preoccupanti; se  si escludessero i migranti e i lavoratori di ritorno da paesi che non hanno praticamente preso misure, le cifre diventerebbero derisiorie. In quanto ai morti, siamo a un rubinetto che gocciola.
Tuttavia la psicopatia e il terrorismo la fanno da padroni. Si continua a percepire un pericolo effettivo come se si trattasse però della peste. Si sbandierano cifre che ci dicono essere angoscianti, eppure a livello mondiale il Covid 19 è ancora largamente indietro, come mortalità, rispetto all’influenza del 1969.
Togliendo il lockdown ci avevano avvertito che avremmo dovuto abituarci a convivere con il coronavirus e a farlo con intelligenza ma che, in fondo, il calo di virulenza e di mortalità ci avrebbe consentito di vincere la sfida.
I dati per ora attestano che così è ma si riparte comunque con l’angoscia dei tragediatori.
E, pur di non ammettere le responsabilità criminali che sono a monte dei rialzi di positività, si scarica la colpa sui giovani e la movida (cifre limitatissime), o su atteggiamenti irresponsabili di massa. Però né i fuggiaschi dalla Lombardia di marzo, né la grande ammucchiata di tifosi napoletani di giugno hanno prodotto le paventate epidemie.
Infine l’ultima: si vogliono chiudere le discoteche. Ma perché tenevano chiusi i bar all’aperto addirittura in regioni non colpite, perché hanno ridotto gli ombrelloni sulle spiagge, se hanno aperto le discoteche? Da quale manicomio sono uscite le disposizioni?
Chiudete pure le discoteche ma rinchiudete quelli che le hanno aperte quando al contempo uccidevano la nostra vita sociale!

Alla mercé della ristrutturazione globale

Nell’attesa di decidere chi vincerà la tombola vaccinatoria, oggi disturbata dai russi, l’esercizio del terrore diffuso e l’utilizzo scriteriato, o delinquenziale, delle misure anti-Covid, è ineffabile.
Ci chiuderanno di nuovo? Ci si chiede.
A chi teme un secondo lockdown i governi rispondono che, se ci saranno dei blocchi, saranno soltanto rapidi e localizzati. Decisi da chi? Perché, poniamo, in una ristrutturzione capitalistica avviata, basterebbe fare di Taranto zona rossa per risolvere automaticamente il problema AncelorMittal.
E non sarà per favorire la Francia, la Germania o la Ue come pensano di aver capito i geni sogghignanti che prestano ascolto alle sentenze dei “filosofi” alla Baci Perugina o degli “economisti” d’accatto che hanno finito col surrogare dogmaticamente quanto hanno vagamente colto da una situazione desueta e superata da almeno trent’anni.
La governance mondiale e la struttura del capitalismo sono cosa diversa da quello che immaginano i codini attuali, le poste e i giocatori sono ben altri.
Giocati intanto lo siamo tutti. E quelli che ci comunicano le decisioni sono dei manipolatori manipolati.

Ci prendono per scemi.

Hanno ragione.

Gabriele Adinolfi

Lascia una risposta