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ASTERIX, L’IRRIDUCIBILE GALLO CHE SCONFISSE ANCHE CORONAVIRUS

Nel 1959 spunta in Francia un piccolo borgo destinato a divenire un orgoglioso antagonista europeo dell’impero di Walt Disney.

Il personaggio più importante di questo villaggio è un piccolo gallo coraggioso e furbo con due enormi baffoni biondi: Asterix.

Questo delizioso fumetto, lanciato dal settimanale “Pilote”, deve gran parte del suo successo iniziale al nuovo clima politico che si respirava allora in Francia. Il piccolo astuto nanerottolo che sfida la potenza di Roma simboleggiava per gli orgogliosi cugini d’oltralpe l’autarchica e ambiziosa sfida che, da solo, il generale Charles De Gaulle lanciava agli Usa.

Oltre l’aspetto nazionalistico, valido principalmente per i francesi, Asterix possedeva moltissimi altri elementi in grado di assicurargli una popolarità a livello europeo.

Per primo, un autore di testi di levatura eccezionale come il belga René Goscinny (autore tra l’altro anche di Luky Luke e di altri divertentissimi personaggi come Iznogoud e Umpa-Pa il pellerossa); poi, ma non in secondo piano, il disegno semplice, ma ben curato nei particolari, dell’italo-francese Alberto Uderzo.

Asterix vive nell’unico villaggio gallico che ancora resiste, grazie alla magica pozione del druido Panoramix, alla potenza di Giulio Cesare. La pozione rende temporaneamente invincibile chi la beve, per cui ai poveri legionari romani non resta altro, in attesa della fine della loro leva, che costruire degli accampamenti fortificati intorno al villaggio di questi irriducibili galli e sorvegliarli da lontano.

Le avventure di Asterix hanno quindi come filo conduttore la lotta quotidiana e la sfida, più che a Cesare, proprio ai pusillanimi legionari di Roma.

Nello snodarsi di questa trama vediamo nascere di volta in volta diversi profili e caratteri.

Abraracourcix è il capo della comunità; simpatico e quasi “autoritario” sovrano, sempre in piedi sul suo scudo sorretto da litigiosi ed imbranati portantini. È un capo “sui generis” che teme unicamente che il cielo gli caschi in testa.

Altro personaggio importante del villaggio, come abbiamo già detto, è il druido Panoramix, costantemente alla ricerca con il suo falcetto d’oro di ramoscelli di vischio. Saggio, scorbutico e un po’ pazzo, questa sorta di stregone rappresenta l’arma segreta del villaggio.

Obelix, ingordo consumatore di cinghiali ed appassionato collezionista di elmi legionari, è il più fedele compagno di Asterix. Lo troviamo eternamente intento a scolpire misteriosi menhir; addirittura in una avventura si trasforma, causando una grande inflazione monetaria a Roma, in un imprenditore di menhir in grande stile, dimostrando che nella logica mercantile della domanda e dell’offerta generalmente la domanda non nasce affatto dai bisogni reali.

Tenerezza ci fa poi la figura del bardo Assurancetourix, che invano tenta di celebrare le imprese della sua tribù: il suo stonato canto viene sempre rudemente soffocato.

Anche Giulio Cesare è un personaggio fisso delle avventure di Asterix. L’ironia del fumetto, pesante nei confronti di legionari, centurioni e prefetti corrotti, è sottile ma contenuta nei confronti di questo grande personaggio della storia.

I testi di Goscinny, carichi di un particolare e divertente gioco di parole e desinenze, purtroppo perdono nella traduzione italiana molto della loro originaria vivacità.

Dopo la morte di Goscinny le storie di Asterix sono state scritte dallo stesso Uderzo, che ha fatto del suo meglio per non far eccessivamente rimpiangere il bravo René.

Scomparso anche Uderzo, a continuare a tenere in vita gli irriducibili galli sono attualmente il soggettista Jean-Yves Ferri e il disegnatore Didier Conrad. E proprio in una delle ultime avventure (“Asterix e la corsa d’Italia”, pubblicata in Italia da Panini Comics e datata 2017) compaiono l’auriga romano “Coronavirus” e il suo scudiero “Bacillus”, ovviamente sconfitti da Asterix grazie alla magica pozione del druido Panoramix: davvero un’incredibile premonizione!

Achille Biele

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