EUROPANAZIONE

POLITICA

DAL V° CAMPO DEI LANZICHENECCHI D’EUROPA

E questa volta siamo orgogliosi

Decidemmo che avrebbe dovuto sventolare la nostra bandiera.

Così non rinunciammo mai ad organizzare il V incontro europeo dei Lanzichenecchi in Provenza, dal 23 al 26 luglio. Mantenemmo l’appuntamento solo un mese prima dell’avvenimento, decidendo che un pugno di uomini e di donne sarebbe bastato per tenere il punto, continuare a sacralizzare lo spazio e fissare la continuità.

“Siete i soli ad avere mantenuto un appuntamento qui quest’anno” ci hanno detto in Provenza.

In realtà, di qui all’autunno, mettendo insieme diverse nazioni, ci risulta che siamo i primi in assoluto e che solo altre due organizzazioni hanno mantenuto i loro appuntamenti. Nazionali, non internazionali, per giunta.

“Fedeltà è più forte del Covid”. E a issare la bandiera sul pennone è stato uno di noi che il Covid lo ha sconfitto dopo una lunga battaglia.

Molti non sono potuti venire. Chi perché non poteva prendere ferie, avendole già spese, per obbligo, durante il confinamento; chi perché, lavorando in proprio, non poteva né può permettersi di perdere un solo istante nel tentativo di rilanciare la propria attività; chi perché per mesi non ha guadagnato nulla e non può affrontare spese di viaggio. Qualcuno poi avrà sicuramente avuto paura di osare partecipare a un incontro con gente proveniente da molti luoghi.

“Pochi ma buoni” ci eravamo detti. Buoni lo siamo stati, ma non siamo stati pochi.

Hanno risposto presente da sette nazioni (Francia, Italia, Polonia, Spagna, Belgio, Olanda, Svizzera) a cui si è aggiunto l’apporto lontano dalla Grecia, assente per soli motivi economici.

Per il tramite di chi era presente, altre nazioni sono interessate indirettamente a quello che è stato detto, fatto, deciso: Austria, Germania, Serbia, Romania, Ungheria, Portogallo e anche diverse nazioni americane.

Le presenze sono state rigorosamente trasversali e differenziate (politiche e metapolitiche; con la presenza di dirigenze di strutture partitiche e di movimento, e non solo).

Si è fatto molto. 

– Definire quali saranno i cambiamenti socioeconomici, mentali, culturali, del dopo Covid, decidendo come regolarsi di conseguenza. Un documento in quattro lingue è stato prodotto e lo pubblicheremo a breve, così come gli atti degli interventi.

– Organizzare in modo organico e capillare l’intercambio e la sinergia, sia ai singoli livelli nazionali sia su quello europeo.

– Potenziare i centri studi, e in particolare Polaris.

– Rivoluzionare la comunicazione in un mondo soggetto ad una nuova ingegneria sociale che dobbiamo imparare a conoscere.

– Realizzare progressivamente, ad alti livelli, l’Accademia Europa.

– Seguire alcuni laboratori operativi, gestiti localmente, in alcune città o regioni.

Andare avanti quando i più guardano indietro.

Come da tradizione quattro squadre si sono affrontate in competizioni, questa volta studiate secondo le necessità di precauzione. Dedicate come sempre a quattro divinità della mitologia europea.

Queste  le squadre, con i rispettivi colori e le divinità corrispondenti, stavolta della salute, qui  espresse nell’ordine di classifica, dalla prima alla quarta.

Grigio: Grannus o Grian (celtico)  Un centro del suo culto era ad  Aquae Granni, l’antico nome di Aquisgrana.  

Rosso: Endovelicus. Dio nativo delle comunità preromane (età del ferro) della Lusitania (sud-ovest della Penisola Iberica), in seguito adottato dagli stessi romani. Come dio era collegato con la buona salute e il benessere della gente. 

Bianco: Asclepios (greco), dio delle guarigioni.

Blu: Borvo – Boru – Bruich (gallico e lusitano) che vantava diversi santuari proprio nella Provenza, tra il Rodano ed Aix.

Che i dadi del gioco abbiano definito questa classifica, in cui il vertice è imperiale e legato ad Aquisgrana e la base è locale (provenzale), ci pare un caso fino ad un certo punto. A noi sembra una conferma di tutto il nostro pensiero.

Seguirà il resconto delle attività. Per ora festeggiate, perché la nostra bandiera, che è la vostra, sventola e lo farà sempre!

FONTE: http://www.noreporter.org/index.php/note/26951-e-questa-volta-siamo-orgogliosi

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