EUROPANAZIONE

POLITICA

UN’ITALIA IN CONTINUA EMERGENZA

Sono ormai decenni che la parola emergenza si ritrova nel vocabolario della politica italiana. 

Viene usata spesso dall’oligarchia democratica per legittimare le scelte politiche e sociali e gli indirizzamenti spesso volutamente opposti a quello che sono le aspettative di una società come la nostra, millenaria e custode di valori eterni quali quelli della Roma Imperiale. Basti ricordare come l’intero Diritto Romano abbia influenzato tutte le comunità europee ed extraeuropee sia sotto il profilo legislativo e giurisprudenziale che sotto quello delle relazioni sociali. 

Oggi abbiamo invece una classe politica italiana di stampo oligarchico, asservita al potere economico liberista e sovranazionale che pretende, attraverso la scusante dell’emergenza, di imporre stili di vita, valori e comportamenti  che nulla hanno a che fare con la nostra identità valoriale.

Noi Italiani siamo un Popolo, ora assopito, che nella storia ha saputo elevarsi spiritualmente e socialmente, rappresentando la culla della civiltà europea. 

Oggi siamo, almeno apparentemente, un popolo allo sbando, privo di omogeneità culturale e preda di isterismi indotti (omofobia, fascismo, razzismo e chi più ne ha più ne metta). Un popolo che da più parti viene dileggiato come qualunquista, mafioso, traditore, ma la realtà è che nelle oligarchie trotskyste europee serpeggia, da sempre, il timore che i valori presenti nel nostro DNA possano tornare a primeggiare.

Quei valori che diedero vita ad una  comunità europea non basata sul libero mercato e sull’economia, ma su una visione del mondo facente capo all’IMPERIUM, secondo l’antica concezione romana del termine. 

Ebbene, oggi occorre superare mentalmente la condizione politica indotta dell’emergenza in cui ci hanno fatto cadere ingannevolmente coloro che detengono il potere.

Entrando più nello specifico, si parla ad esempio di emergenza maltempo, ma nulla si fa per la messa in sicurezza del territorio (in altra sede sarebbe interessante parlare delle comunità montane), di emergenza fascismo per giustificare il controllo dei social attraverso fantomatici algoritmi, ma di fatto per limitare l’espressione politica delle persone, di emergenza accoglienza per favorire ogni tipo di immigrazione incontrollata e far cadere il senso di appartenenza culturale ed identitario, di emergenza lavoro mentre nel frattempo non si vuole una politica industriale degna di un paese evoluto. Insomma occorre uscire dalla mentalità dell’emergenza prima in termini culturali, riaffermando le nostre identità peculiari e i nostri valori di popolo, ma non in una veste sovranista e nazionalista, bensì in una dimensione europea e supernazionale. 

Riaffermare cioè il concetto di Europa Nazione, dove l’insieme dei popoli siano accomunati dalle comuni radici e tradizioni spirituali e politiche. 

Iniziando a pensare in questa ottica possiamo fare il primo passo fuori dalla logica emergenziale così come viene proposta dal potere dominante e tutta volta ad imbrigliare il desiderio di Potenza che il nostro continente può rappresentare. 

Questo non deve necessariamente accadere fuori dall’attuale comunità economica europea ma, al contrario, occorre incominciare a ricreare al suo interno un asse politico (Roma, Parigi, Berlino, e perchè no, Mosca) con cui scardinare la tenaglia angloamericana che da 70 anni ci tiene prigionieri in un sistema falsamente democratico, falsamente progressista e antitetico alla concezione Imperiale che l’Europa deve necessariamente tornare ad avere. 

Ora o mai più.

GIANCARLO SPERATI

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