EUROPANAZIONE

HISTORIA MAGISTRA VITAE

FULVIA, LA DONNA GUERRIERA CHE COMBATTÉ OTTAVIANO

DI GIUSEPPE SPEZZAFERRO

FONTE: https://internettuale.net/4031/fulvia-la-donna-guerriera-che-combatte-ottaviano

Oltre Cleopatra, ci fu un’altra donna che ebbe un ruolo di primaria importanza nella guerra civile scatenata dall’omicidio di Cesare. Si chiamava Fulvia e fu per cinque anni moglie di Marco Antonio. Su di lei le fonti classiche sono discordi: alcune, per esempio Cassio Dione, risentono del giudizio negativo espresso da Cicerone, altre, per esempio Plutarco e Appiano, raccontano di una donna risoluta, atta al comando più di tanti generali. Una donna guerriera che aveva combattuto fin da giovanissima per i figli e per ciascuno dei suoi tre mariti.

Nata a Tuscolum, antica città dei Castelli Romani, a 15 anni era stata data in sposa a Publio Clodio Pulcro, l’aristocratico diventato tribuno della plebe, schierato dalla parte di Cesare, per cui fu assassinato da Milone il complice di Pompeo difeso poi inutilmente da Cicerone (probabilmente il taglio della lingua e delle mani ordinato anni dopo dal triumviro Marco Antonio fu una condanna dovuta più a Fulvia che al marito).

Rimasta vedova, sposò, a 25 anni, Gaio Scribonio Curione, il politico esiliato perché contrario a Pompeo (e Cicerone). Soldato di valore, aveva raggiunto Cesare a Rimini, e pare fosse stato lui a consigliargli di attraversare il Rubicone. Nel 49, fu sconfitto in Africa e, fatto prigioniero, si suicidò.

Fulvia, vedova per la seconda volta, quattro anni dopo sposò Marco Antonio. Aveva 32 anni e ne visse altri cinque, ma furono gli anni nei quali esercitò apertamente un potere politico e militare (le fonti raccontano che portava corazza e gladio) che le matrone dell’epoca nemmeno si sognavano. Non per niente era una discendente di Scipione l’Africano e nipote di Caio Sempronio Gracco, il tribuno della plebe costretto dal Senato al suicidio.

Il fatto sul quale Cicerone puntò per ottenerne la pubblica esecrazione fu la presenza di Fulvia alla decimazione ordinata da Marco Antonio per punire la sedizione (pagata con l’oro da Ottaviano) di due legioni. Per accrescere il pubblico ludibrio, Cicerone raccontò che la donna era rimasta impassibile quando il sangue dei giustiziati le era schizzato in faccia. La demonizzazione dell’avversario è l’arma più forte in mano ai registi della comunicazione. Gli americani, per esempio, non uccidono mai qualcuno se non dopo una poderosa campagna di criminalizzazione (gli esempi più recenti sono stati Saddam Hussein e Muammar Gheddafi). In Italia, la criminalizzazione è operazione meno manifesta: si ricorre a congiure mediatico-giudiziarie o a scandalismi a base di sesso. Ma torno a Fulvia e arrivo direttamente alla lotta armata da lei guidata e organizzata contro Ottaviano mentre il marito era impegnato in Oriente a raccogliere soldi, truppe e alleati.

La donna crudele e sanguinaria dipinta da Cicerone e suoi epigoni, nella guerra condotta per più di un anno fra Foligno, Perugia e Spoleto mostrò coraggio e abilità strategiche. La sconfitta subita ad opera dell’uomo che sarebbe diventato Augusto fu il risultato della superiorità di forze messe in campo contro di lei e del mancato invio di rinforzi deciso dal marito per poter imbastire un ennesimo compromesso. In fin dei conti l’alleato-nemico era il genero di Fulvia e la causa del conflitto era stato il mancato rispetto degli impegni presi da parte di Ottaviano. Contando sulla propria estraneità (aveva fatto tutta sua moglie tant’è vero che non l’aveva aiutata nemmeno un po’) e sul fatto che Ottaviano non avrebbe potuto autopresentarsi come cappuccetto rosso alle prese con un lupo, Marco Antonio era certo di riuscire a trovare un’intesa.

E così avvenne. Fulvia sconfitta, lasciò l’Italia con i figli per andare a raggiungere il marito. Ad Atene, marito e moglie si ricongiunsero, ma per poco. Marco Antonio riattraversò il mare per incontrare Ottaviano e l’accordo fu trovato scaricando le responsabilità del “disaccordo” sulla femmina che s’era fatta duce.

Fulvia s’era fermata a Sicione, antica città, forse la più antica della Grecia, posta sul Mar Ionio ad una quarantina di chilometri dall’Istmo di Corinto. Gravemente ammalata vi morì. Era il 40 a.C. e lei aveva 37 anni.

Nel frattempo il vedovo stringeva un nuovo patto con Ottaviano sposandone la sorella Ottavia.

GIUSEPPE SPEZZAFERRO

FONTE: https://internettuale.net/4031/fulvia-la-donna-guerriera-che-combatte-ottaviano

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