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USA VS CINA: WASHINGTON TIENE IN PUGNO L’ITALIA A SUON DI DOLLARI E NON SOLO

Foreign Policy illustration

Il coronavirus ci ha mostrato, ancora una volta, che la cooperazione internazionale è un’arma. Americani e cinesi ma anche i russi hanno fatto di tutto per inviarci aiuti di ogni tipo. Strano a dirsi visto che a detta del governo siamo la Nazione che ha saputo affrontare al meglio la pandemia. Ma vediamo a cosa dobbiamo tanta generosità. 

Perché tanta solidarietà da parte di Pechino?

Sin dal mese di marzo, come rivela Limes, Pechino si è fatta in quattro per aiutare gli italiani. La Croce Rossa cinese è stata in prima linea: insieme al personale medico sono stati inviati 30 tonnellate di materiale tra ventilatori, respiratori, elettrocardiografi, mascherine e altri dispositivi sanitari. 

Jack Ma, fondatore di Alibaba, ha donato all’Europa 100 mila tamponi e 1,8 milioni di mascherine, delle quali 500 mila sono state assegnate all’Italia. Grazie ad un accordo tra Intesa San Paolo e la Bank of China sono arrivati in Italia mille respiratori. Ma i cinesi non si sono limitati al materiale sanitario stricto sensu. Ad esempio, Huawei ha dato la sua disponibilità per “sviluppare una rete cloud per connettere alcune strutture ospedaliere con le unità di crisi in tempo reale e di collegare i più importanti centri italiani con gli ospedali di Wuhan”. Tuttavia, affidare al colosso asiatico delle telecomunicazioni la tutela di queste infrastrutture sarebbe come dare alla Cina la password per accedere ai dati più sensibili sullo stato di salute della popolazione. Pechino, dunque, sta deliberatamente sfruttando la pandemia per cercare di diminuire il peso di Washington su Palazzo Chigi.

Gli Usa non mollano l’osso

Gli Usa però non stanno a guardare: il Padrino a stelle e strisce non può rischiare di perdere l’Italia. Già nei primi di aprile è partita la controffensiva guidata dal Segretario di Stato Mike Pompeo. Così la Casa Bianca ha siglato un memorandum in cui si impegna a dare una mano agli “alleati caduti in disgrazia”. Certo, dobbiamo proprio dirlo è una fortuna per noi poter contare sugli italoamericani come Pompeo o come il partigiano antifascista Salvatore Lucania (nome di battaglia Lucky Luciano). Ma vediamo in cosa consiste questo pacchetto di aiuti che ci arriva da Oltreoceano. 

L’undici aprile scorso Donald Trump annunciò l’avvio dell’operazione di solidarietà: “La Repubblica Italiana – scrive il Presidente – uno degli alleati più stretti e di vecchia data, è stata devastata dalla pandemia di Covid-19, che ha già reclamato più di 18 mila vite, portato la maggior parte del sistema sanitario a un passo dal collasso, e minaccia di spingere l’economia italiana verso una profonda recessione”. The Donald ha promesso agli ospedali italiani servizi di telemedicina, cibo e assistenza tecnica, ma anche assistenza nel montaggio di strutture da campo. L’obiettivo è “facilitare i contatti tra le autorità italiane e le aziende americane” per le forniture di quegli elementi richiesti dalle autorità e dalle strutture sanitarie. Anche qui si prospetta un bel business per le “Big Pharma”.

I veri obiettivi del memorandum 

A due mesi dalla stesura di quel memorandum possiamo dire che “l’asimmetrico asse” tra Roma e Washington si è rafforzato. Abbiamo ricevuto regali di vario tipo da parte delle grandi multinazionali americane. Ma non solo. Due colossi della finanza globale come Goldman Sachs e BlackRock hanno esplicitamente consigliato i Btp di Roma contribuendo al successo di questi ultimi. 

Ma il vero obiettivo del duo Trump Pompeo era un altro: mostrare la supremazia statunitense. Infatti, il memorandum secondo il Presidente serve a “dimostrare la leadership degli Usa di fronte alle campagne di disinformazione di Cina e Russia”. Insomma, noi siamo come la piantina su cui il cane fa i bisogni per delimitare il suo territorio.

In fondo, però, ce lo meritiamo. Siamo il popolo che ha festeggia una resa incondizionata come una liberazione. Certi comportamenti segnano la storia di una nazione per tanti, troppi anni. 

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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