EUROPANAZIONE

POLITICA

USA-CINA-UE: LA GERMANIA DIFENDE GLI INTERESSI EUROPEI

DI GIUSEPPE SPEZZAFERRO

FONTE: https://internettuale.net/3980/usa-cina-ue-la-germania-difende-gli-interessi-europei

«Noi europei non possiamo diventare incompatibili con gli interessi contrastanti tra Cina e Stati Uniti». Chi l’ha detto? Qualcuno dei nostri magnificati (dalla stampa di regime) politici infilati nella Commissione Ue? Un qualche giovanotto definito filosofo nei talk-show? Oppure un anzianotto privilegiato pagato come storico dalla tv di Stato?

Purtroppo per i disgraziati malati di antiteutonismo fermi al primo Novecento è stato un tedesco. A mettere, infatti, una zeppa nella giostra Washington-Pechino, pardon, Běijīng, è stato infatti il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas. La sua dichiarazione non è stata attentamente valutata dai nostri media focalizzati sulla mascherina di seta di Conte e sulla nuova fidanzata di Berlusconi, eppure è stato il segnale di una svolta foriera di prossimi cambiamenti.

Il fatto è che dal prossimo 1° luglio l’Unione europea sarà a presidenza tedesca. Alla fine di questa prescindibile presidenza croata in corso (ogni mandato dura sei mesi), la Germania aggiungerà al peso economico-istituzionale, già detenuto per il semplice fatto che è la Germania, la presidenza del Consiglio dell’Unione europea fino all’ultimo giorno di questo orribile 2020.

Non è roba di poco conto. Quando Giulio Andreotti, il politico democristiano che nel corso della carriera fu sette volte presidente del Consiglio e non so quante volte ministro, fu nominato sottosegretario con delega allo spettacolo, qualcuno ironizzò sullo scarso peso specifico dell’incarico e lui replicò all’incirca: «Non esistono ministeri di serie A e di serie B. Esistono ministri di prima o di seconda categoria». Era il 1947 e il Divo Giulio, come sarebbe stato poi soprannominato, salvò l’Istituto Luce (e i suoi archivi) dalla distruzione, rimise in piedi Cinecittà e riportò a Venezia la Mostra del cinema. Insomma, ridiede ossigeno ad alcune creature fasciste e questo lo rese subito inviso ai compagnucci delle parrocchiette Pci e Psi.

Breve digressione per dire che la presidenza Ue acquista diverso valore se è in mano alla Lettonia o al Portogallo oppure al “locomotore d’Europa” con deposito a Berlino.

La Germania lavorerà, dunque, per costringere i due giganti a mettere fino all’incontro con un pareggio per entrambi accettabili. La garanzia che Berlino vestirà i panni dell’arbitro che fischierà la fine della partita è proprio la presenza del ministro Heiko Maas, che non è un politico embedded, cioè non è stato arruolato da Wall Street, Londra e Tel Aviv. Quand’era ministro dell’Economia provò a convincere i partner europei a creare un sistema finanziario indipendente dagli Usa compiendo il primo passo nella fondazione di un Fondo monetario europeo. Inutile sottolineare quanto sarebbe stato fondamentale un Fme da contrapporre nel corso di questi anni al Fmi. Ma questo è il meno. L’azione più sconsiderata Maas l’ha compiuta appoggiando le risoluzioni Onu che “invitavano” Israele a mollare il Golan ed a piantarla di mangiarsi la Palestina come fosse un carciofo alla giudìa, una foglia dopo l’altra. Con questi precedenti e con il patto di ferro che l’attuale inquilino della Casa Bianca ha stretto con i falchi di Tel Aviv, Maas non avrà vita facile, ma, a differenza degli italiani, per esempio, sa quanto pesa l’Europa se si muove all’unisono. E stavolta ci sono i presupposti. L’Italia, in primis, dovrà seguire la politica estera tedesca se vorrà mettersi in tasca i miliardi che servono per la ripartenza (più propriamente per il prossimo exploit elettorale di Giuseppe Conte e amici/concorrenti piddini). Anche la Francia sosterrà la svolta. La Gran Bretagna (grazie Brexit!) non potrà mettere i soliti bastoni fra le ruote. Tutt’al più, qualche bastoncino cercherà di infilarlo l’Olanda da sempre fedele alla Corona britannica.

La spinosa faccenda di Hong Kong, l’ex colonia inglese che non ha nessuna voglia di essere assorbita dalla via comunista al capitalismo inventata da Běijīng, sarà un terreno sul quale facilmente l’Ue troverà unità d’azione, sia pure con qualche sfumatura anglo-olandese. Tra un paio di mesi, si terrà un summit Ue-Cina ed è comprensibile anche per un dilettante di economia globale che i rapporti europei con il Dragone dovranno portare benefici senza spingere gli Usa a ritorsioni. Una bella sfida diplomatica. E meno male che sarà la Germania a tenere le redini. Non voglio nemmeno immaginare cosa sarebbe accaduto con una guida gentilonprodista.

Il summit non dovrebbe fallire. A meno che – mannaggia il destino cinico e baro – non scoppi qualche bomba (e non soltanto metaforicamente) che punti il dito contro la Cina o, peggio, contro un Paese Ue. Tutto può succedere quando si tratta di equilibri mondiali.

Maas ha chiaramente detto che la Germania si impegnerà per smorzare i toni e restituire al dialogo le funzioni strappate dallo scontro in atto. Però – c’è sempre un però – l’attuale ministro degli Esteri tedesco è anche quello che non sottoscrisse le sanzioni Usa contro l’Iran. Un’altra spada di Damocle sospesa oltre a quella già appesagli sulla testa da Tel Aviv.

GIUSEPPE SPEZZAFERRO

FONTE: https://internettuale.net/3980/usa-cina-ue-la-germania-difende-gli-interessi-europei

Lascia una risposta