EUROPANAZIONE

ESTERI E GEOPOLITICA

ARABIA SAUDITA: IL FONDO SOVRANO DEL REGNO “CAVALCA LA CRISI” A CACCIA D’INVESTIMENTI

La pandemia, come è stato detto più volte, per qualcuno è stata foriera di grandi affari. Il Fondo per gli investimenti pubblici dell’Arabia Saudita (Fondo sovrano dei Saud) ha approfittato della “crisi” per acquisire le azioni delle società ad alta capitalizzazione azionaria. Questa non è certo una novità ma la notizia ci sorprende lo stesso. Vediamo perché.

L’austerità in Arabia Saudita

Il calo del prezzo del petrolio sta impattando sui conti dei Paesi che basano la loro economia sull’oro nero. Insomma, un po’ tutti sono stati costretti a tirare la cinghia. Il Regno saudita non è stato da meno. Infatti, l’Arabia Saudita ha lanciato praticamente un piano di austerity, a causa del deficit da 9 miliardi di dollari riportato nel primo trimestre del 2020. Ciò ha comportato la sospensione dell’assegno per il costo della vita e l’intenzione di triplicare l’Iva, nell’ambito di un piano volto a ripianare il deficit delle sue casse. Secondo il ministro delle Finanze Mohammed al-Jadaan: “Queste misure sono dolorose ma necessarie, al fine di garantire la stabilità finanziaria ed economica nel medio-lungo termine e superare la crisi senza precedenti del coronavirus con il minor danno possibile”.

Cos’è il Public Investment Fund?

Per questo ci hanno sorpreso le dichiarazioni del direttore del Fondo per gli investimenti pubblici dell’Arabia Saudita (Pif), Yassir al Rumayyan. Quest’ultimo ha dichiarato che ci saranno molte opportunità di investimento una volta superata la crisi del coronavirus. Quest’intervento risale ad aprile durante un forum di settore organizzato in videoconferenza. Rumayyan ha sottolineato che il Pif sta esaminando varie opportunità di investimento che comprendono i settori del trasporto aereo, del petrolio, del gas e dell’intrattenimento.

Per chi non lo sapesse il Public Investment Fund of Saudi Arabia (Pif) è il fondo sovrano dell’Arabia Saudita ed è tra i più grandi al mondo con un patrimonio totale stimato di 320 miliardi di dollari. È stato istituito nel 1971 con il regio decreto per fornire sostegno finanziario a progetti di rilevanza strategica per l’economia nazionale. Fin dalla sua istituzione, il PIF è stato il principale braccio di investimento del Regno e ha svolto un ruolo importante nel finanziamento di progetti vitali nel Regno, compresi i settori della raffinazione del petrolio, dei fertilizzanti, petrolchimici ed elettrici.

Il fondo sovrano “si arricchisce” durante la crisi

Per capire quanto ha detto al Rumayyan è utile fare qualche esempio. All’inizio di aprile il Pif ha annunciato di aver rilevato una partecipazione dell’8,2% nella compagnia croceristica Carnival Corp, in crisi a causa della pandemia di coronavirus, con un aumento della propria partecipazione di quasi il 30%. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal lo scorso 8 aprile, il Pif ha accumulato di recente partecipazioni per circa 1 miliardo di dollari in quattro grandi compagnie petrolifere europee, sfruttando la flessione dei valori azionari dovute alle conseguenze in Borsa del coronavirus. Il Pif ha inoltre quote in Uber e nella società di auto elettriche Lucid Motors. Secondo il Financial Times, nel primo scorcio di 2020 aveva già speso almeno 8 miliardi di dollari in alcune delle più note blue chip europee e americane che rispondono ai nomi altisonanti di Bp, Royal Dutch Shell, Total, Boeing, Citigroup, Disney e Facebook. Ora, ha spiegato il ministro delle Finanze saudita al Wall Street Journal, è stato fatto un trasferimento ulteriore di fondi, in due tranche tra marzo e aprile, ma soltanto alcuni di questi sono stati investiti. I proiettili sono in canna ma nessuno di questi verrà sparato a vuoto.

Gli investimenti segnano un significativo spostamento tattico per circa 300 miliardi di dollari di fondi di investimento pubblico, incaricati dal principe ereditario Mohammed bin Salman di diversificare l’economia del paese dal petrolio investendo in gran parte in società e industrie legate agli idrocarburi.

Nel regno dei Saud si stanno preparando ad un mondo “senza petrolio” chissà se lo siamo anche noi?

REDAZIONE KULTURAEUROPA 

Lascia una risposta