EUROPANAZIONE

POLITICA

FIGLI DI UN MONDO NEOLIBERISTA

Quarant’anni fa è stato seminato il dogma, la deregolamentazione totale di tutti gli aspetti della vita umana, sia in forma collettiva che individuale. 

Il neoliberalismo, come una rete da pesca, veniva lanciato da Stati Uniti e Gran Bretagna sull’Europa, la prima a piegarsi pacificamente, quasi ammiccante, con governi e parlamenti che nel nome della libertá economica toglievano ogni regola al mercato, riducevano l’anziano Leviatano ad un vecchio decrepito, utile solo a essere spennato della sua ereditá, quelle casse pubbliche pronte a prendere dai cittadini e infilare nelle tasche di finanza, corporations e imprese nate solo per far ingrassare.

E mentre, la storia la sappiamo tutti, la vecchia concezione di stato, durata svariati secoli, abbandonava totalmente le redini del gioco all’apolide mostro del mercato, l’uomo europeo subiva questa filosofia, sconosciuta, strana che come un virus nuovo intacca le difese immunitarie senza antidoto.

Il senso di comunitá dopo quattro decadi è solo un retaggio, la sete insaziabile di individualismo ci ha reso vulnerabili, vulnerabili alle decisioni politiche, alle decisioni economiche, al progressivo venir fuori della menzogna democratica.

Ci ha resi soli davanti alla martellante pressione del mondo neolibeale, finanziamenti, mutui, debito… precarietá.

Sì perchè ci è stato detto che la precarietá non solo è buona ma è anche figa, che il posto fisso è una cagata.

Sì perchè hanno ridotto tutto a posto fisso, tutto a una mera equazione lavorativa, mentre distruggevano invece le radici, la famiglia, la comunitá, lo spirito, il lavoro, la fede, la patria. 

Mentre la loro ideologia ci circondava, il mostro ha messo anche in atto le piú abiette azioni politiche, gettandoci dal paradiso all’inferno. 

La botta neoliberale ci ha reso dipendenti e tossici e come ogni tossico quando passa la botta diventa tutto inferno: attacchi terroristici dentro le nostre capitali, guerre dettate da potentati economici, istituti bancari che trattano armistizi senza condizioni con stati europei, frontiere azzerate a tavolino con ricatti politici e finanziari, malattie che ci toccano quello che ci avevano sempre garantito, la libertá assoluta senza freni in ogni campo, senza regole.

Così oggi scopriamo che il sistema è al collasso, che la vita nella globalizzazione totalizzante, senza piú legami, ci ha resi automi, individui senza futuro, possibili nuovi schiavi su un modello cinese ma con valori occidentali, che ci hanno spremuto fino all’osso per dirci che in terapia intensiva non ci sta posto per tutti, che la nostra eccellente sanitá è stata messa sul trono del clientelismo, spappolata da ingordi secondini del sistema, marionette abili a sguazzare nelle non regole. 

Ora siamo in guerra e dopo ogni guerra ci sará un nuovo inizio, ora sappiamo cosa ci hanno fatto, cosa ci siamo fatti fare, cosa siamo diventati, ma sappiamo chi sono… ed è tanto.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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