EUROPANAZIONE

POLITICA

ITALIANI: PAURA DELL’ALTRO E SFIDUCIA RECIPROCA

DI GIUSEPPE SPEZZAFERRO

FONTE: https://internettuale.net/3954/italiani-paura-dellaltro-e-sfiducia-reciproca

La società soffre di uno stress esistenziale, logorante, indotto dai tanti deficit sperimentati quotidianamente. Questo era il succo dell’analisi del Censis (Centro studi investimenti sociali) relativa all’Italia di fine 2019. In un anno, lo stato delle cose è precipitato: la serrata anti-virus è stata letale per una miriade di piccole imprese già in difficoltà, ha minato alla base il turismo, una delle industrie nazionali più floride, ha peggiorato la scuola con ricaduta sul livello (bassissimo) di preparazione degli studenti, ha terrorizzato milioni di persone che nemmeno prima brillavano per coraggio moltiplicando i tassi di ipocondria.

Aspettando l’analisi del Censis alla fine di questo 2020, vediamo più da vicino il “com’eravamo” l’anno scorso.

Grandi consumatori di ansiolitici e sedativi: ne facevano uso circa quattro milioni e mezzo di persone. Il 75,5% degli italiani non si fidava degli altri, convinti che non si è mai abbastanza prudenti nell’entrare in rapporto con le persone. Il terrore da coronavirus avrà senz’altro portato vicina al 100% la sfiducia reciproca. Un analogo incremento subirà la percentuale (l’anno scorso era del 48,6%) di coloro che lamentano di aver subito prepotenze in un luogo pubblico (insulti senza un apparente motivo, spintoni, ecc.). Prima era il 43,7% che si sentiva molto insicuro, quasi minacciato nelle strade frequentate abitualmente ed era il 25,7% la percentuale di chi aveva litigato con qualcuno per strada o in luoghi pubblici.

Grazie alle scelte “caute e responsabili” del governo e dei suoi tanti comitati, task force, organizzazioni di esperti e mammasantassimi, molti prevedono che gli elettori-consumatori-clienti italiani premieranno con il voto Conte e collegati. Mah! Se c’è una cosa che in Italia non riuscirebbe a prevedere nemmeno una rediviva Sibilla Cumana, è il comportamento nella cabina elettorale. È noto che, da quando sono scomparsi i Partiti che fecero l’Italia dopo la sconfitta militare del 1945, una parte dei chiamati al voto non risponde più all’appello e c’è una fetta di “indecisi” fino alla soglia del seggio.

Alle politiche del 2018 i non votanti (astensioni, schede bianche e nulle) furono il 29,4%. Scrivevano gli analisti del Censis: «L’estraneità politica dei soggetti meno abbienti è un fattore determinato e determinante di macchine politico-partitiche autoreferenziali e al contempo fragili. Così, se il 76% degli italiani dichiara di non nutrire fiducia nei partiti politici, la quota sale all’89% tra i disoccupati e all’81% tra gli operai».

La sfiducia nei partiti o, meglio, nei candidati-partito, cioè nella estrema personalizzazione del leader che agisce come aggregatore di consensi al di là delle opinioni espresse (di princìpi manco a parlarne) era generalizzata. «Più scontenti di come funziona la democrazia in Italia – leggiamo nel rapporto dell’istituto di ricerca – sono il 58% degli operai, il 55% dei disoccupati, il 42% tra imprenditori e lavoratori autonomi e il 34% tra manager e quadri».

L’incertezza del futuro creava angoscia e determinava comportamenti anomali. Adesso si è aggiunto lo spettro della pandemia nel mentre impazzano i fantasmi sul palcoscenico della politica.

GIUSEPPE SPEZZAFERRO

FONTE: https://internettuale.net/3954/italiani-paura-dellaltro-e-sfiducia-reciproca

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