EUROPANAZIONE

POLITICA

(GLI ULTIMI) 20 ANNI DI GLOBALIZZAZIONE E MONDIALISMO

Dopo essere entrati nel nuovo millennio, sotto l’euforia mediatica e culturale di far guidare le nostre vite dalla globalizzazione, ci siamo risvegliati in un secolo che fino ad ora ci ha regalato un mondo vissuto per vent’anni nella paura.

Avete memoria di cosa produssero nel 2001 l’attacco alle torri gemelle e l’inizio del pandemonio jihadista e terrorista? Guerre, attentati, sospetti, trame, esecuzioni sommarie, primavere “democratiche”, alleanze geopolitiche, bombe al fosforo, immigrazioni di massa non tanto celate poi trasformate in immigrazioni economiche, confini riscritti, conflitti nucleari sfiorati, omicidi politici mirati.

Avete memoria di cosa produsse nelle nostre vite la grande crisi finanziaria del 2008, nota come Lehman Brothers? Imprenditori suicidati, aumento disoccupazione, inserimento nei nostri vocabolari del concetto di fine mese, accelerazione delle privatizzazioni dei settori pubblici strategici, tassazioni e aumento delle politiche di austerità, riassetto dei mercati con esplosioni di varie piccole o medie crisi economiche, attacco ai risparmi.

Avete memoria delle nostre reazioni psicologiche conseguenti alle grandi eruzioni in questione e alle scosse di assestamento provocate? 

Vi ricordate ad esempio come si viaggiava prima del 9/11 e come dopo? I controlli all’aeroporto, gli zaini incustoditi, l’invenzione di FB e dei social media, gli smartphone, tanto per farvi pensare sul controllo sociale…

Vi ricordate la paura e l’attenzione con la quale si facevano acquisti dopo il 2008, a quanto complicato fosse e sia fare progetti sul futuro e a metter su famiglia?

Vi ricordate cosa ha significato aver abbracciato il concetto apolide di mercato globale? L’individualismo più sfrenato, la perdita del concetto di comunità, l’impossibilità di reazione della politica sui grandi temi abbassata a gossip quotidiani da rotocalco.

Vi ricorderete come eravamo prima della pandemia a firma Covid19? 

Vi ricorderete che eravamo già in un’emergenza finanziaria, economica, commerciale e terroristica permanente o vi abituerete anche a quest’altra di dipendenza permanente, schiavi delle nostre stesse libertà effimere da studenti erasmus e consumatori globali di prodotti made in “boh”? 

Non scordiamoci cos’è la globalizzazione, l’importante è saperlo ed averne memoria. 

Poi si è “liberi” di scegliere il mondo che più piace, ma non raccontateci più le favole dei valori della democrazia, delle libertà individuali, dei diritti umani e civili, del siamo tutti figli del mondo e siamo tutti uguali, del liberismo economico, perché in vent’anni l’unica cosa che ci ha reso uguali è la libertà di vivere nella precarietà dell’incertezza del domani.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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