EUROPANAZIONE

RECENSIONI

LUDWIG VAN BEETHOVEN E FRIEDRICH NIETZSCHE: UMANI, TROPPO UMANI.

Due Volontà in Due Potenti Sinfonie: la 5a e la 7a.

Due Personalità Visionarie Composte di Due Dualità, Tesi ed Antitesi, che Creano la Sintesi.

La CreAzione di CapoLavori d’Essenza Assoluta e Sublime.

Ineguagliabili. Difficilmente decifrabili, per la Magnificenza Eroica della Loro Mistica.

Due Creatori e due Forme di scrittura: la notazione musicale e le parole, contenitori del ConTenente la Potenza della Volontà Creatrice. Scrivere col Fuoco, scavando nell’Anima.

Due Uomini Accorpati da un Carattere Duale, che trova sfogo ed Unione nel Sangue che brucia.

Due Distinti Caratteri dell’Uomo di cui Nietzsche parla ne “La nascita della Tragedia”: uno che plasma la materia con la Precisione e la Passione di un Artigiano, l’altro Fonte di Energia incessante ed implacabile. La Costante RiCerca d’Equilibrio nell’Arte Compositiva e Teatrale.

Le Abilità Compositive e la Chiara, Lucida Consapevolezza dell’Inesauribile Forza Essenziale.

Le Sensazioni: lo stupore e lo smarrimento, il disprezzo, la sofferenza, il Ritmo Persistente che Cresce dalle Profondità di un Mondo nascosto che Lotta per Emergere ed Affermarsi nella Luce, per farsi Manifesto di Conquistata Coscienza, una Coscienza di Carattere Marziale e Lirico: Ritmo ed Armonia che Creano il Flusso Vitale Composto da Centro e Dilatazione: lo Spirito Luminoso di Forma Coerente alla Natura, l’Anima Cantante ed il Corpo Armonico e RiSonante nel Mondo.

L’Espressione della Forza Vitale: la Volontà di Potenza, la Voglia di Conquista.

L’Esistenza che Origina dall’Eterna Lotta, Disperata e Fiera, verso l’anelito della Meta: quella Conquista di Se Stessi e della Propria Affermazione nel Mondo, il Ritmo e per l’Idea del Mondo per cui si Combatte, lo Sviluppo della Forma. La Manifestazione Rituale che Crea Cerchi ConCentrici attraverso un Processo Compositivo Tradizionale. La Solennità Intimistica ed Eroica dei Molti Cerchi in Uno. La Forma dell’Energia che ruota ardendo, emanando, a partire da una Rivoluzione Interiore, una RiVivificata Evoluzione. La Pulsazione Costante ed Inarrestabile.

Perché la Sua Fine non esiste, ché già si Forma in un Nuovo Inizio. La Forma c’è, Eterna. E, dentro di Essa, il Sempiterno Spirito che, Luminoso, Ritrova la Sua Chiara Forma Perfetta.

Volontà: Disciplina della Vita. Disciplina che è Sofferenza, Sudore, Perseveranza.

Potenza, che è Forza Prorompente.

E la Sintesi: come il brindisi Trionfante di Bacco ed Arianna. Ed il Moto Perpetuo della Musica, come la Vita: Ritmo ed Intreccio di Melodie sopra Tappeti di Armonie. Ed Intensità dei Sensi. InTensità! Regolata dal Fuoco Creatore che parla del Fuoco.

Di Friedrich Nietzsche:

Giacché ogni arte diventa sempre più capace di esprimere stati d’animo commossi, delicati, drastici, appassionati, i maestri di poi, viziati da questi mezzi espressivi, di fronte alle opere d’arte del passato provano un senso di disagio, come se agli antichi fossero appunto mancati i mezzi, o forse addirittura alcuni presupposti tecnici, per far parlare chiaramente la loro anima; e pensano di dover correre qui in aiuto – poiché credono all’uguaglianza, anzi all’unità di tutte le anime.

In realtà però l’anima di quei maestri è stata diversa, forse più grande, ma più fredda e più avversa alla seduzione della vitalità: la misura, la simmetria, il disprezzo per il grazioso e il delizioso, una inconsapevole acerbità e mattutina freschezza, uno schivare la passione, come se per essa l’arte dovesse rovinarsi – è questo l’intendimento e la moralità di tutti i maestri antichi, i quali scelsero e diedero vita ai loro mezzi espressivi non a caso, ma necessariamente con la stessa moralità.

Ma compreso ciò si deve forse negare a chi viene dopo il diritto di infondere nelle opere antiche la propria anima?

No, perché solo per il fatto che noi diamo loro la nostra anima esse possono continuare a vivere: solo il nostro sangue fa sì che esse ci parlino.

Una riproposizione veramente “storica” parlerebbe come uno spettro a degli spettri.

I grandi artisti del passato li si onora meno con quella sterile reverenza che lascia ogni nota, ogni parola così come sono state messe, che con efficaci tentativi di aiutarli sempre di nuovo a rivivere.

Certo, se si immaginasse che Beethoven tornasse improvvisamente e che davanti a lui risuonasse una delle sue opere secondo la pienezza di sentimento e l’affinamento dei nervi più moderni…

ARMIN

Lascia una risposta