EUROPANAZIONE

POLITICA

DRIEU LA ROCHELLE TRA SOCIALISMO, FASCISMO ED EUROPA

Il 16 marzo del 1990 in occasione del 45° anniversario del suicidio di Pierre Drieu La Rochelle veniva stampata la seconda edizione di Fascismo, Socialismo, Europa per le Edizioni Nuova Europa dopo essere stato pubblicato per la prima volta per i lettori italiani nel 1964 per Giovanni Volpe Editore. Si tratta di un’antologia di scritti politici dell’intellettuale francese scelti e presentati da Jean Mabire (1927-2006) che ne dà un inquadramento biografico ed è arricchita da due contributi di Alberto Giovannini e Alfredo Cattabiani intitolati rispettivamente Un rivoluzionario e un profeta e Drieu La Rochelle e la generazione del dopoguerra.

Arruolatosi nella Prima guerra mondiale, Drieu venne ferito tre volte e questa esperienza gli ispirò i primi libri tra cui La Comèdie de Charleroi una raccolta di novelle che venne pubblicata solo nel 19341. Al ritorno dal fronte e dopo essersi sposato con una donna ricca, Colette Jèremec sorella di un amico ebreo, inizia la sua collaborazione con la Nouvelle Revue Française sulla quale scriverà per venticinque anni articoli letterari e politici e che dirigerà tra il 1940 e il 1943. Inizialmente vicino agli ambienti dadaisti, surrealisti e comunisti essendo molto amico di Louis Aragon negli anni Venti si accosta all’Action Française di Charles Maurras ma rifiuta di aderirvi.

Nei suoi saggi di quegli anni e in particolare Le Jeune Europeèn (1927)2 e Genève ou Moscou (1928)3 troviamo la critica al sistema democratico parlamentare della Terza Repubblica responsabile ai suoi occhi della decadenza francese e prende posizioni europeiste le uniche che avrebbero potato al superamento dell’imperialismo americano-capitalista e di quello russo-comunista.

Nel libro Europe contre les patries (1931)4 per Drieu La Rochelle l’Europa dovrà essere la nuova patria comune di tutti i nazionalisti e i fascisti in quanto egli mira ad una «internazionale dei nazionalisti» e parla di «sovranità europea» infatti considera obsoleto il vecchio nazionalismo di origine giacobino – rivoluzionario e auspica una confederazione europea con la nascita degli Stati Uniti d’Europa che sia in grado di affrontare le sfide che la prima metà del XX secolo pongono da un punto di vista politico, economico e sociale.

L’intellettuale francese si accosta al fascismo e al nazionalsocialismo in maniera autonoma: del primo pensa che Mussolini abbia compiuto la rivoluzione corporativa mantenendo fede agli ideali socialisti rivoluzionari della giovinezza, ma il socialismo mussoliniano e di Drieu non sono marxisti venendo meno le premesse materialistiche delle teorie marxiane filtrate e corrette dalla lettura di Nietzsche che fecero entrambi.

Il suo fascismo oltre che essere una scelta politica di rivolta contro la società moderna, materialista e corrotta trova anche una risposta alle sue contraddizioni esistenziali.

E’ di fondamentale importanza quindi la lettura dell’opera Socialisme fasciste (1934)5 in cui lo scrittore parigino nella seconda parte del libro mette a confronto il pensiero di Nietzsche con quello di Marx, preferendo la riflessione del filosofo di Röcken per via del suo elitismo gerarchico, aristocratico ed antiegualitario che saranno la base per una concezione agonistica e spiritualmente guerriera della vita e dell’uomo in contrasto con l’egualitarismo, la fratellanza universale dei proletari e la lotta di classe.

Vede nelle manifestazioni di piazza antiparlamentari e antigovernative del 6 e 9 febbraio 1934, organizzate da patrioti dell’Action Française e dai comunisti, un tentativo di andare oltre le vecchie contrapposizioni tra la destra e la sinistra nel comune interesse della Francia e queste dimostrazioni lo porteranno a collaborare alla rivista La Lutte des Jeunes. Con Socialisme fasciste Drieu si avvicina alle posizioni dei primi socialisti francesi: Saint-Simon, Proudhon e Fourier oltre che ai classici del pensiero nazionalista e controrivoluzionario del XVIII e XIX secolo francesi come Barrès, De Bonald e De Maistre letti in gioventù. Nel 1936 aderisce al Parti Populaire Française dell’ex operaio comunista Jacques Doriot e diventa direttore della rivista del movimento L’Émancipation Nationale fino alla rottura col PPF all’inizio del 1939.

Drieu La Rochelle si può tuttavia ritenere più vicino all’hitlerismo che al fascismo per una fascinazione paganeggiante presente nel movimento nazionalsocialista che, con la creazione delle Waffen SS riuscì a realizzare realmente il primo esercito del popolo europeo, e pensa che il dittatore tedesco sia l’unico in grado di costruire l’Europa che abbia come origini l’antichità greco-romana, la civiltà gallo-celtica, quella germanica e quella latina.

Così scrisse nell’aprile 1942 in Le Française d’Europe:

“Siamo in pochi ad amare l’Europa

con un amore carnale, con un amore

concreto, con un amore patriottico.

Quanti nell’Italia del XVI secolo amavano l’Italia?

Machiavelli l’amava con quell’amore implacabile,

intransigente, immorale che io vorrei mettere al

servizio dell’Europa.”

Durante la Francia di Vichy ottiene la direzione della N.R.F. e di una linea di collaborazione con la Germania sostenendo sempre le sue posizioni di «internazionale fascista». Dopo le dimissioni si dedica allo studio delle religioni orientali e in particolare delle Upaniṣad.

In seguito allo sbarco in Normandia e la liberazione di Parigi del 1944 è costretto a nascondersi perché ricercato dai gollisti e sarà aiutato da alcuni amici tra cui Andrè Malraux e dall’ex moglie. Nell’agosto di quell’anno tenta due volte il suicidio e il 15 marzo 1945 e i giornali annunciano un mandato di cattura nei suoi confronti. Il giorno successivo la cuoca lo troverà morto essendosi suicidato col gas e i barbiturici. Pierre Drieu La Rochelle aveva compiuto 52 anni da poco più di due mesi.

Le sue ultime parole vergate nervosamente su un pezzo di carta saranno: «ho perduto, esigo la morte».

FRANCO BROGIOLI

1. La commedia di Charleroi, 3a ed. Fazi Editore, Roma, 2004.

2. ll giovane europeo, Aspis Edizioni, Milano, 2019.

3. Ginevra o Mosca, Edizioni Settimo Sigillo, Roma, 2017.

4. L’Europe contre les patries, ed. bilingue, La Finestra Editrice, Lavis (TN), 2015.

5. Socialismo Fascista, 2a ed. Ritter Edizioni, Milano, 2009.

Lascia una risposta