EUROPANAZIONE

POLITICA

GLI “ORFANI” DELLA FALLACI? MEDIOCRI E VOLGARI

DI DOMENICO BARBARO

FONTE: https://iltalebano.com/2020/05/13/gli-orfani-della-fallaci-mediocri-e-volgari/

Un aereo militare atterra a Ciampino e riporta in Italia Silvia Romano, la giovane cooperante, rapita 18 mesi fa in Kenya da un gruppo terroristico islamista di Al-Shabaab, organizzazione somala appartenente alla rete di Al Qaeda. Circondata dagli uomini dei servizi segreti italiani la giovane 25enne scende le scalette indossando il jilbab, abito verde che non è religioso – come erroneamente riportato dai primi lanci di agenzia – ma da passeggio utilizzato da molte tribù al confine tra Kenya e Somalia. La spettacolarizzazione della liberazione della volontaria, voluta dal duo Conte-Di Maio in cerca di consensi, ha mandato in pasto dell’opinione pubblica l’immagine di Silvia con il “velo” e la sua conversione all’Islam. La potenza delle immagini, il sorriso che si intravede da una mascherina appena abbassata, e le prime dichiarazioni dell’ex ostaggio scatenano una catena di commenti e analisi che per un attimo dimentichiamo il lockdown, le previsioni dei virologi e i DPCM.

Non ci interessa analizzare se la conversione di Silvia sia frutto di una costrizione o una fede convinta, non ci piace giocare ai gendarmi del pensiero unico, ma ci soffermiamo su come questa vicenda è stata trattata dalla destra – intesa in senso lato – istituzionale e non. Salvo alcune eccezioni, un’isteria causata da paraocchi e schemi ideologici che provengono da oltre oceano. Vi ricordate “La radici dell’odio” di Oriana Fallaci? La nota corrispondente, divenuta bandiera della destra mondialista, elabora una vera e propria ossessione anti-islam con la presunzione di conoscerlo e bollando l’intera faccenda nell’equazione: tutti i terroristi sono musulmani. Nel saggio, che vi consiglio di leggere, “Il Feroce Saracino” lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco esplora le varie sfaccettature dell’Islam ed evidenzia che lo scontro in atto è tra il sacro e il nichilismo, i terroristi portano avanti una guerra volta ad annientare la presenza di Dio nell’uomo. I primi bersagli sono i musulmani, come avvenne nella strage di “Charlie Hebdo” dove un musulmano spara a un altro musulmano.

Al verbo “fallaciano” si aggiunge il solito refrain della destra globalista, ben sintetizzato dal direttore Sallusti e dal critico d’arte Sgarbi, dove il velo diventa una offesa e mette in pericolo i valori occidentali. La domanda sorge spontanea: quali sono questi valori occidentali dai lorsignòri declinati? Tante scatole vuote riempite da contenuti quali il materialismo e il consumismo, il “capitalismo su base tecnologica” – come direbbe Fukuyama – con un uomo sempre più lontano dalla natura e dal Sacro per trasformarlo in un mero consumatore. Sugli altari della dea Ragione, cavallo di battaglia dei rivoluzionari francesi, si è costruita una società iper individualista e mercatista, dove l’ideologia apparentemente umanistica ci fa credere di essere liberi e destinatari di diritti ma in realtà siamo schiavi della Tecnologia e dai detentori dell’Economia globale. Tenetevelo stretto il vostro occidente “liquido”, noi siamo Europei con una cultura trimillenaria che ha forgiato un visione multipolare, come ci hanno insegnato i romani: le differenze e le diverse identità erano organiche ad una grande comunità imperiale. Con l’edificazione del Pantheon, il celebre tempio dedicato a tutte le divinità – anche le più lontane – vi era un rispetto verso ogni concezione Sacra l’importante che gli adepti di qualsiasi culto non sovvertivano l’ordine e l’armonia della legge romana.

Non è l’immagine del velo di Silvia che mi spaventa, ma è il vostro patetico fondamentalismo liberal-progressista che prosegue una guerra globale contro ogni via Sacra e in questo periodo di pandemia ne ha approfittato per tenerci fisicamente lontani dai riti e dalle nostre Chiese.

Teniamoci a debita distanza da questa destra mediocre e volgare, voliamo alto con lo studio di alcuni nostri punti di riferimento anti-conformisti, ne cito alcuni: Guenon, Spengler, Pio Fillipani Ronconi, M.Fini, Buttafuoco e Cardini.

DOMENICO BARBARO

  1. Anton

    Articolo, da parte mia, condivisibile anche se con qualche piccola riserva: concordo circa il fatto che, attualmente, esista una incredibile confusione tra ciò che dovrebbe essere considerato Destra e ciò che – in maniera assoluta – non dovrebbe.

    Uno dei più grossi fattori generanti detta confusione è certamente rappresentato dal cosiddetto “fallacismo” (e non dimentichiamoci del fatto che Oriana Fallaci fu, da sempre, comunista e anti-fascista), un punto di vista che, in sostanza, potremmo anche definire direttamente come “atlantismo” o “occidentalismo”. E in sintonia con questa visione occidentalista/fallaciana, pochi anni fa, ho sentito, con le mie orecchie, la dottoressa Souad Sbai dire che noi (?!?) europei avremmo dovuto strenuamente difendere i nostri (?!?) “valori” dall’invasione islamica. Questi “valori” (per quanto mi riguarda, rigorosamente tra virgolette) erano, secondo la signora (marocchina, altro che europea) in questione, nient’altro che quelli derivati dalla rivoluzione illuminista! E’ questo che, da più parti, viene considerato come destra.

    Cito dall’articolo:

    ” […] I primi bersagli sono i musulmani, come avvenne nella strage di “Charlie Hebdo” dove un musulmano spara a un altro musulmano […] ”

    Il recentemente defunto giornalista (comunista) Giulietto Chiesa, credo avrebbe contestato questa affermazione, riguardante il fatto che furono proprio dei musulmani a sparare ad altri musulmani…

    Chiudo questo lungo commento con una personalissima considerazione:
    temo che proprio l’eccesso di multipolarismo, religioso e non solo, abbia pesantemente contribuito a distruggere Roma. Purtroppo accade che proprio le società multipolari, ad un certo punto, scivolino nel pantano informe della società liquida. Un ben determinato livello di omogeneità nell’àmbito di uno Stato, su ogni piano, è sempre necessario altrimenti si scade nella ideologìa dei “diritti umani” e in una società anarcoide nella quale tutto e tutti vengono messi, sconsideratamente, sullo stesso piano. Il rischio è troppo alto.

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