EUROPANAZIONE

ATTUALITA'

IL MODELLO SVEZIA FUNZIONA MEGLIO, MA IL LÌDER MINIMO PREFERISCE LA GALERA PER GLI ITALIANI

DI ENRICO TOSELLI

FONTE: https://www.electoradio.com/mag/laissez-faire/33263

Se i dittatorelli dello Stato Libero di Bananas fossero meno ottusi, avrebbero utilizzato questi mesi di prigionia non solo per spargere terrore, indispensabile per conservare il loro potere, ma anche per predisporre qualche possibile via d’uscita.

Invece, con l’appoggio dei loro media di servizio, sono riusciti a far credere che gli svedesi sarebbero morti tutti per essersi rifiutati di seguire il modello del lìder minimo: galera per tutti e povertà assicurata.

La Svezia, quella che il sindaco di Parma confonde con la Svevia, ha scelto la strada opposta. Con qualche limite, come il divieto di raduni con più di 50 persone. Ma ristoranti e bar sono rimasti aperti, il lavoro è proseguito, le scuole hanno continuato ad accogliere i bambini più piccoli, nei parchi i ragazzi hanno fatto sport. Risultato? Meno morti di quelli registrati in Piemonte e con una popolazione più che doppia rispetto a quella piemontese.

Lo ha scoperto persino il Fuffington Post, ovviamente solo dopo la conversione al verbo degli Elkann e di Renzi. Ma meglio tardi che mai.

La logica svedese punta al futuro, dando per scontato che esisterà un futuro e che il mondo non finirà con il virus odierno. Dunque bisogna minimizzare gli effetti negativi che, in Italia, peseranno per anni ed anni sulla vita di tutti. Ma il lìder minimo assicura che il mondo copia il modello di galera italiana.

Certo, ci saranno anche dei morti, in Svezia. Come si è visto in misura nettamente inferiore rispetto all’Italia. Anche in percentuale, non solo in valori assoluti. D’altronde i morti ci sono ogni giorno per incidenti automobilistici, ma non per questo si pretende che si vada a piedi da Napoli a Bari o da Venezia a Torino.

In compenso, in Italia, nulla si è fatto per preparare le fasi 2 e 3. Non si sono predisposti i tamponi in numero sufficiente, non si è predisposto un piano per potenziare la medicina di base nelle località che dovrebbero accogliere i turisti. Da terroristi terrorizzati si è pensato solo all’emergenza, ai picchi. Ed anche in questo caso con una miopia che sfiora la cecità.

Un afflusso di turisti in centri poco abitati permette, innanzitutto, di ridurre il sovraffollamento urbano. E richiede, però, più medici di base in grado di visitare un maggior numero di persone rispetto ai mesi “normali”. Medici, non ospedali, non terapie intensive. Perché la maggioranza dei tamponi ha avuto esito negativo. E quelli positivi, se affrontati in tempo, sono curabili nella stragrande maggioranza dei casi. 

Prevenzione, la parola che spaventa chi lucra sull’emergenza e chi, sull’emergenza, fonda le proprie carriere. Quanto ai posti letto in ospedale, ci si è già dimenticati che, in fase di emergenza, i malati di Bergamo venivano trasferiti anche fuori regione. Dunque non sarebbe un ostacolo. Ma bisognerebbe pensare a qualcosa di diverso dalla poltrona.

ENRICO TOSELLI

FONTE: https://www.electoradio.com/mag/laissez-faire/33263

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