EUROPANAZIONE

HISTORIA MAGISTRA VITAE

MARGHERITA AUDISIO E IL SAF

La musica alternativa ha seguito nel corso degli anni dalla sua nascita, che si può datare nel periodo dei quattro Campi Hobbit organizzati dal Fronte della Gioventù tra il 1977 e il 1981 dalla componente rautiana del partito, diverse mutazioni: dagli Janus di Roma, ai padovani Compagnia dell’Anello, passando per il Nuovo Canto Popolare agli ZPM e ai milanesi Amici del Vento, fino alle prime esibizioni di Massimo Morsello, noto anche come il “De Gregori nero”.

Uno dei gruppi della seconda generazione di “musicisti militanti” sono gli Hobbit di Perugia nati nel lontano 1994 dall’iniziativa di un gruppo di studenti universitari. La loro musica definita «rock nazionalista» ha influenze punk e folk e per loro stessa ammissione rifiuta ogni logica commerciale. I testi, ovviamente, riflettono le idee politiche dei membri della band e a volte fanno riscoprire episodi poco conosciuti della Seconda guerra mondiale come la storia del Servizio Ausiliario Femminile (SAF) a cui è dedicata l’omonima canzone contenuta nell’album Per la Contea del 2003 (Rupe Tarpea Produzioni).

Il SAF fu istituito il 18 aprile 1944 come unità di supporto ai combattenti della RSI e comandato dal generale di brigata Piera Gatteschi Fondelli. Le ausiliare vennero reclutate ed addestrate sotto la direzione del Partito Fascista Repubblicano e al termine di questo periodo prestarono giuramento alle Forze Armate Repubblicane secondo questa formula:

“Giuro di servire e di difendere la Repubblica Sociale Italiana nelle sue istituzioni e nelle sue leggi, nel suo onore e nel suo territorio in pace e in guerra, fino al sacrificio supremo. Lo giuro dinanzi a Dio e ai Caduti per l’unità, l’indipendenza e l’avvenire della Patria”.

Le ausiliarie furono considerate personale militarizzato e volontarie di guerra e vennero impiegate alle dipendenze dei vari corpi armati repubblicani o della GNR; tuttavia anche altre formazioni militari, già prima della costituzione ufficiale del Servizio come la Xa MAS e le Brigate Nere, avevano tra di loro personale femminile, ma nel secondo caso non si conoscono corsi di addestramento dato il loro “volontarismo individualistico”.

Le Infermiere Ausiliarie, sempre appartenenti alle SAF, furono inquadrate nella Croce Rossa repubblicana con l’appellativo di “sorelline”. Ebbero anche un inno a loro dedicate, Canta giovinezza e una Preghiera dell’Ausiliaria. Si stima che le appartenenti al SAF raggiunsero il numero di circa 6000 unità e fino al 18 aprile 1945 contarono 25 cadute, 8 ferite e 7 disperse.

Dopo il 25 aprile diverse centinaia di queste ragazze furono vittime di insulti, violenze, stupri, omicidi e vendette verso le loro famiglie che in alcuni episodi furono commessi anche anni dopo la fine della guerra, come nel caso di Brunilde Tanzi ex ausiliaria della Xa MAS assassinata nel gennaio 1947 dalla Volante Rossa per via della sua militanza nei primi gruppi neofascisti.

Una delle tante ragazze uccise dai partigiani il 26 aprile del 1945 fu Margherita Audisio fucilata a Nichelino in provincia di Torino. Era una bella fanciulla di 19 anni nata a Venezia, molto dolce, intelligente, bionda e dagli occhi azzurri. Prima di essere passata per le armi i comunisti le consentirono di scrivere una lettera anche alla sorella Luciana (dopo aver salutato per l’ultima volta la madre).

Queste le sue ultime parole: “Carissima Luciana, fra pochi minuti sarò fucilata. Una consolazione devo darti: fucilazione al petto e non alla schiena. Raggiungo papà in paradiso, perché mi sono confessata e comunicata, e con lui vi proteggerò tutti. Tu sai che sono sempre stata una pura della mia fede: in essa ho sempre creduto, credo ancora e per essa sono contenta di morire. Consola la mamma. Perdono a tutti. Viva l’Italia! Ti bacio. Tua sorella”.

E alla madre: “Cara Mamma, io vivo per la Patria e per la Patria saprò morire. Tutti i pensieri, le passioni di adolescente, di giovane ventenne, non mi hanno fatto volgere gli occhi dall’orizzonte ove è la mia Patria. Madre delle mie carni, mi comprendi? Quindi, non piangerai, madre mia. Tu che nel mondo seminasti lacrime, non piangerai. Questo per me è l’unico tormento, l’unico dubbio che lascio qui in terra. L’altra mia angoscia, per la Madre grande, si placherà con la morte. E’ la mia sorte. Ma una cosa voglio ancora dire. Patria mia, il nostro sacrificio non sarà vano. Ritornerai ancora unita, grande, bella. E Iddio dall’alto ti proteggerà, mentre i Morti ti guideranno. Italia credo sempre in te: risorgerai! Sorelle mie di fede, questo è il mio credo”.

Sono lettere che non hanno bisogno di commenti e dovrebbero essere lette da tutti i giovani che oggi hanno la sua età, perché il sacrificio di Margherita e di tutti quelli che caddero per l’onore d’Italia ci insegnano ad amare la Patria prima di tutto.

FRANCO BROGIOLI

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