EUROPANAZIONE

POLITICA

OLTRE GLI SCHEMI

OLTRE GLI SCHEMI

Ci hanno divisi in partiti per poterci dominare meglio.

Ci hanno suddivisi in classi per poterci distogliere dai nostri comuni problemi.

Ci hanno schierati a destra, a sinistra, al centro, inventando teorie a compartimenti stagni, assicurando l’assurda inconciliabilità del nazionale e del sociale, del personale e del comunitario.

Ci hanno spinti l’uno contro l’altro in nome di falsi miti, infettandoci con le ideologie.

Hanno fatto in modo che il sangue della migliore gioventù bagnasse il selciato e loro, i mandanti, hanno portato a braccia le bare.

E mentre tutto questo accadeva, l’oligarchia mercantile che detiene il potere in accordo con l’imperialismo straniero ingrassava distruggendo la nostra economia, le nostre libertà, la nostra dignità nazionale.

Ma il meccanismo si è inceppato.

Il referendum, le elezioni amministrative, l’azione svolta da forze autonome in campo sindacale, l’azione intrapresa in quartieri, scuole, campagne, dalle avanguardie rivoluzionarie, dimostrano oggi inequivocabilmente la volontà di rigetto da parte del popolo di coloro che pretenderebbero di rappresentarlo.

I grandi mezzi di informazione, ciechi o in mala fede, hanno minimizzato e minimizzano i fatti, non collegano l’emergere di tante situazioni, di tante realtà.

Ma il popolo deve conquistare l’autonomia, la libertà, l’indipendenza.

Dobbiamo rifiutare gli schemi. Tutti glischemi che il potere ci impone. Fuggire le classificazioni artificiali, le divisioni inesistenti.

Non più di destra, non più di centro. Non più di sinistra. Fuori dalle sedi dei partiti. Disertando le loro iniziative. 

Non più borghesi, non più proletari. Ma uomini.

Uomini liberi che, organizzandosi e battendosi nelle fabbriche, negli uffici, sui mercati, nelle città, scoprono un senso nuovo, da tempo smarrito.Il senso di unità, il senso di creatività che farà e che già sta facendo di questi uomini liberi un popolo.

E questo popolo, isolati e travolti i rappresentanti dell’odierno potere, porrà se stesso alla guida dei propri destini.

Realizzerà una diversa qualità della vita.

Darà corpo ad una cultura propria, schietta, genuina.

Renderà la nostra una nazione libera e ben governata alla quale saremo lieti di appartenere.

Una nazione che sarà di esempio per i popoli mediterranei ed europei in lotta, anch’essi, per riscattare un vergognoso presente.

dal giornale “Terza posizione”, inverno 1978-1979.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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