ALZO ZERO

ALZO ZERO – sante parole

SANTE PAROLE…

In “La Grande Nazione” – primi anni ’60 – Thiriart traccia un programma politico in 65 tesi a partire dalla constatazione dell’ineluttabilità della dimensione continentale:

“non esiste più, attualmente, né indipendenza effettiva, né progresso possibile, al di fuori dei grandi complessi politici organizzati su scala continentale. […] Oggi la dimensione europea è il minimo indispensabile per l’indipendenza”.

Thiriart esorta gli europei a pensare in grande e ad abbandonare i veteronazionalismi sciovinisti e fratricidi per un vero nazionalismo europeo:

“rifarsi ad un piccolo e antiquato nazionalismo non vitale è una forma di sentimentalismo suicida. Vogliamo un nazionalismo all’altezza del nostro tempo, vogliamo un nazionalismo valido, vogliamo un nazionalismo vitale: il nazionalismo europeo”.

Secondo Thiriart l’ideale nazionalista grandeuropeo si invererà storicamente ad opera di un partito rivoluzionario, portando all’unificazione del continente e alla sua gestione politica tramite una struttura rigorosamente centralizzata e gerarchizzata di tipo leninista, all’interno della quale “i migliori Europei vivranno l’Europa prima della nascita dello Stato europeo”.

Da nazionalista pan-europeo, Thiriart rigetta l’idea dell’Europa delle patrie o Europa delle nazioni, vedendo l’Europa federale solo come una possibile fase transitoria verso un vero e proprio Stato-nazione unitario europeo, dotato di un proprio esercito – con armi atomiche – e moneta unica – “la fine del protettorato americano passa per la soppressione della tutela del dollaro e la creazione di una moneta non straniera, europea, basata sulla nostra prodigiosa potenza economica – in grado di competere alla pari con Stati Uniti e Unione Sovietica.

Thiriart si oppone ad entrambe le superpotenze, pur nella consapevolezza che “in un tempo più lontano la frontiera dell’Europa passerà indubbiamente per Vladivostok”.

L’antiamericanismo di Thiriart è esplicito: “domani nessuno vorrà morire per la plutocrazia”. 

REDAZIONE KULTURAEUROPA

  1. Anton

    Estrapolo e sottolineo (l’utilizzo del maiuscolo è da intendersi in questo senso) dal punto VII del manifesto di EurHope:

    “L’Europa deve creare una nuova sovranità […] Una SOVRANITA’ CONFEDERATA con alcuni aspetti imperiali (militare, spaziale, esteri); deve immaginare il rinnovamento delle forme istituzionali per garantire le libertà, le SFERE NAZIONALI le sfere culturali nelle loro INDIPENDENZE e nelle loro SALDE ALLEANZE”

    https://www.eurhopethinktank.eu/it/manifesto

    A me questo interessa. Non ho mai letto Thiriart (credo facciate riferimento al libro “L’impero euro-sovietico”), quindi, non sono sicuro che la sua visione fosse identica a quanto si dichiara nel manifesto di EurHope ma sicuramente mi sbaglio.

    Personalmente, immagino un’Europa organica e strutturata a “tela di ragno”… non so se ho reso l’idea…

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