EUROPANAZIONE

ALZO ZERO

ALZO ZERO – economicismo? no grazie

ECONOMICISMO? NO GRAZIE

Negli ultimi giorni, come i nostri lettori avranno notato, abbiamo pubblicato numerosi articoli sugli aspetti tecnici che regolano il funzionamento dell’Unione Europea ed i problemi legati in particolare alle questioni meramente “economiciste”.

Vorremmo, però, chiarire che per noi questi sono problemi assolutamente secondari e legati perlopiù a dover chiarire le storture di un pensiero che in Italia si è affermato con un micidiale mix di Sovranismo e di economicismo.

Di questa indigesta marmellata che vede la sovranità solamente in funzione di una maggiore o minore efficienza dello Stato in materia economica, è responsabile anche un’ Area che avendo abbandonato ogni saldo riferimento dottrinario della propria Storia, si è rivolta a pensatori paramarxisti ed in particolare a quelli che fanno riferimento al filone “economicista”.

Lo stesso Lenin criticava l’economicismo come deviazione: Lenin, infatti, non si stanca di rivendicare, anche dopo la conquista del potere, il primato della politica dinanzi alle rivendicazioni di tipo economico o tradeunionista.

In effetti, fa notare Lenin, la politica non è altro che “l’espressione concentrata dell’economia”, perciò ritiene assurde le critiche che gli rimproveravano la sua “impostazione politica, rimprovero assolutamente privo di senso e inammissibile in bocca a un marxista. La politica non può non avere il primato sull’economia”.

Perciò Lenin è quanto mai categorico dinanzi a queste posizioni economiciste, al punto da concludere affermando: “ragionare diversamente significa dimenticare l’abbiccì del marxismo”.

In questo caso ci rivolgiamo ai vari Fusaro, Bagnai e compagnia cantante tanto osannati dai sovranisti dell’estrema destra.

Figuriamoci poi chi si sente legato alle esperienze nazionalrivoluzionarie degli anni 30 e 40 e che ne ha apprezzato soprattutto lo sforzo di costruzione di un Nuovo Ordine Europeo quanto può apprezzare questi insulsi ricorsi all’economicismo da bottega…

Noi siamo lontanissimi da queste impostazioni essendo per un’Economia continentale di Potenza e lasciamo volentieri ai sovranisti la scelta di accompagnarsi ai paramarxisti, facendo i conti della serva in Europa o avallando supposti complotti antitaliani da parte tedesca.

Se insistiamo a pubblicare articoli di tipo “tecnico” sugli strumenti economici in ballo è solo per smentire la falsa narrazione che ne fanno i sovranisti.

Solo per questo.

Ma sia chiaro a tutti: l’economicismo per noi è il lessico del Nemico e non ci interessa più di tanto.

Noi siamo per l’Europa Nazione non per le rivendicazioni dei bottegai italiani, francesi o tedeschi.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

  1. Sergio Panico

    Tutto giusto e condiviso.
    Ma non è accettabile la natura giuridica ed esclusivamente economicistica dell’UE.
    – BCE: privata
    – Patto di stabilità (o fiscal compact): assurdo nel suo concepimento;
    – Logica dei Mercati: l’UE risponde a logiche Iper-turbo-liberiste in materia economica;
    -Finanza speculativa: libera e preponderante rispetto alle politiche economiche orientate al sociale dell’Unione;
    – Stabilità dei prezzi: oscena;
    – misure per l’inflazione: mantenimento del tasso di disocuupazione non al di sotto del 10% a livello europeo.

    Giusto che la Politica debba essere al di sopra dell’economia. Ma da qui a dire che questi modelli oggi adottati della (Dis)Unione Europea sono di secondaria importanza è qualcosa che NON SI PUO’ SENTIRE, soprattuto da VOI.

    Giusta la Volontà di Potenza e L’Europa Nazione.

    Nessuna giustificazione se pensate ad un “laissez-faire” in tema economico.
    No!

    Su temi economici sono più vicino alle tesi dei cosiddetti sovranisti (ma de che poi?) . Necessita altresì capire cosa intendete per sovranismo, stante il fatto che quasi tutte le formazione politiche di dx e “a la Fusaro (Vox Italia) sono per un EUROPA DEI POPOLI.

    Gentilmente vorrei una risposta da Kulturaeuropa che seguo tuttavia con estremo interesse.

    Sergio

    • Giancarlo

      Tutto il mondo è impregnato di Capitalismo e libero mercato ergo anche la UE .Il problema che abbiamo voluto evidenziare è che cmq la visione economicista limita la visuale al solo problema economico che non è esaustivo.L’Europa è Civiltà Mito e Potenza e sta a noi farla diventare quello che vogliamo. Quanto ai sovranisti sono tutti quelli che sono per una chiusura piccolo nazionalista ed un ripiegamento inutile quanto inattuale nell’epoca dei satelliti e della connessione. E la formula Europa dei Popoli pur giusta teoricamente spesso nasconde solo la volontà di distruggere l’Europa in quanto tale e di rimanere nello status quo.La Politica si fa con quello che c’è non con formule astratte. KULTURAEUROPA.

      • Sergio Panico

        Sul fatto che i cosiddetti “sovranisti” siano per una chiusura piccolo nazionalista sono assolutamente daccordo. Sui temi Economici del libero mercato e dell’era dei satelli e delle connessioni globali NO e in maniera categorica. Una formazione politica che si richiama a quei valori della destra sociale non può neanche immaginare di pensarla in questo modo. Cosa centra il progresso tecnologico scientifico con i sitemi e le teorie economiche e monetarie? Abbiamo avuto e abbiamo tutt’oggi esempi di Economie non capitalistiche (o Neoliberlai ovvero Neoliberiste) in paesi assolutamente molto più progrediti dell’Italia e dell’Euorpa. Potrei citare tanti esempi, mi fermo qui. Ricordiamoci che il modello attuale della (Dis)Unione Europa ricalca il modello democratico USA (il vs nemico prinicipale) nel suo più importante aspetto: quello economico e monetario; pur avendo gli USA una Banca centrale di Stato (la FED), il sistema di emissione monetaria (sotto svariate forme) si basa (così come avviene in UE) sul doppio passaggio attraverso banche private e successivamente attravero il circuito dell’economnica reale (con gli interessi del caso). Questo sistema è sbagliato e fallimentare. Qui il primo Vs. FALLO con il quale sono assolutamente in disaccordo! In moltisii paese nel Mondo La banca Centrale è quella di stato ed emette moneta con il sistema dell’ultima istanza” e cioè direttamente in economia (sotto varie forme che conosciamo).

        I cosiddetti sovranisti, con i quali avete già da qualche tempo preso le distanze, ragionano in termini di modelli economici (che non sono obsoleti contrariamente a quanto pensate) come dovrebbe essere un stato, una nazione o una gran-nazione.

        Parlate sempre del nemico anglo-sassone e americano ma non fate mai cenno al sistema economico dell’UE europea oggi che risulta identico al modello anglo (Inglese)-americano.

        Contro il mondialismo e la globalizzazione esiste il multipolarismo e la cooperazione tra stati. Concetto sbagliato abbracciare il pensiero neo-liberista (oggi vigente in UE, USA e Inghilterra).

        Ottimo pensare in grande, all’idea di Europa Nazione, ma propalare concetti economici elaborati e sviluppati dal nemico mi sembra alquanto assurdo.

        Economia sociale, Economia espansiva a deficit illimitato (secondo i cili economici per contenere l’inflazione), socializzazione e nazionalizzazione dei comparti produttivi strategici vi dicono niente?

        La Russia (ex URSS) ricordiamo con Yuri Gagarin ful il primo Stato al mondo ad andare nello spazio (12.04.1961) e ppure non mi pare che avesse un sistema economico LIBERALE o Liberista.

        L’esempio del Giappone, un piccolo stato quanto l’ITALIA poco più poco meno, ma Tecnologicamente ed economicamente avanzato forse di qualche decennio rispette all’Europa; eppure non mi pare che abbia un sitema economico Iper-Liberista.

        Non tornano i conti, Giancarlo.

        Senza fare dietrologie inutili, senza fare assemblaggi forzati del tipo sovranismo = servilismo di Wall Street e altre diavolerie varie, il mio responso è:

        Ok Europa dei Popoli / Nazione / Gran Nazione
        ma OK a chi ha abbracciato idee economiche (siano essi sovranisti che non) non Neo-liberiste.
        L’economia, subordinata alla politica deve essere al servizio della Società e non delle Banche.

        Nobis!

        Sergio

  2. Giancarlo

    Ti manca l’analisi che difetta ormai a sinistra quanto a destra avvitati come siete nel museo sovranista della DC degli anni sessanta. il problema è che non studi i fondamentali del pensiero e quindi scivoli nel banale…A noi della destra “sociale ” non interessa nulla. Noi siamo nazionalrivoluzionari europei e qualsiasi forma di aggregazione europea, ci va bene come vettore storico un po’ come il Piemonte fu per l’Unità d’Italia e la Prima guerra mondiale di un Italia liberale e capitalista fu per l’avvento del Fascismo. Se non lo capisci, peggio per te, noi apprezziamo il pensiero leninista e mussoliniano della scissione nell’unità dell’Imperialismo non le pippe mentali sovraniste del bel tempo della DC.

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