EUROPANAZIONE

ALZO ZERO

ALZO ZERO – vicolo cieco

VICOLO CIECO

Da  venerdì  è ufficiale: l’Italia, guidata da un governo di sciagurati, è entrata in un vicolo cieco.

Prima di tutto, da un punto di vista negoziale e diplomatico: difficile tornare indietro o balzare oltre il muro rappresentato dall’accordo raggiunto giovedì all’Eurogruppo, nel quale il MES – senza condizioni per le spese sanitarie svetta, insieme alle risorse messe a disposizione dagli investimenti della BEI, come primo strumento di intervento europeo, mentre gli Eurobond non vengono nemmeno citati nel paragrafo dedicato all’ormai famigerato Recovery Fund, che ancora non si sa bene con quali mezzi – “nuovi ed innovativi” – verrà impostato, anche se difficilmente, almeno su suggerimento dei tecnici franco-tedeschi, uscirà dal quadro tracciato dalle due macrolinee di credito appena individuate (MES e BEI).

Fatto sta che Conte ieri è riuscito ad arroccarsi su una posizione scomodissima di ultimatum all’Europa sui Coronabond, che ha affermato di voler perseguire sino alla fine, anche a patto di non firmare.

Ha quindi rifiutato categoricamente il MES, promettendo di non richiederne in alcun caso l’adesione, dopo invece averlo evocato come soluzione un mese fa sul Financial Times, riuscendo così nel seguente capolavoro: da una parte, giungere al Consiglio Europeo del 23 aprile senza nulla di reale in mano, avendo sputato su ciò che è uscito dall’accordo – un MES senza condizioni – e con gli Eurobond divenuti ormai solo una sorta di petulante cantilena che il premier probabilmente si ripete da solo anche prima di andare a dormire, essendo naufragati in sede di negoziato con i no secchi di Germania, Francia, e persino Spagna – ormai rassegnatasi al MES.

Dall’altra, ha sconfessato il lavoro del ministro Gualtieri, criticando apertamente i contenuti dell’accordo, e aprendo una voragine difficilmente risanabile all’interno della maggioranza, con il PD ormai pronto a sfilarsi, stanco dell’incompetenza del premier – solo così si possono leggere, in un momento del genere, proposte come la patrimoniale sopra i redditi di 80 000 euro, rispedita subito da Conte e M5S bruscamente al mittente, fatto fino ad ora mai verificatosi – e con i 5 stelle che continuano ad abbaiare al PD inseguendo i sovranisti, senza tuttavia rendersi conto di essere irrimediabilmente destinati alla scomparsa e all’estinzione, politica ed esistenziale.

Lo scenario più ragionevole, che presumibilmente si aprirà dopo il vertice del Consiglio Europeo del 23 aprile, sarà un “tana libera tutti” difficilmente gestibile in cui, prima o poi, per forza di cose, dovrà entrare in gioco il Presidente della Repubblica: un governo di solidarietà nazionale, con tutti dentro, e capace di porsi con un atteggiamento diverso nei confronti dell’Europa al tavolo dei negoziati, sarà l’ultima carta giocata dal Quirinale per evitare di andare a sbattere.

Ma sarà abbastanza?

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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