EUROPANAZIONE

POLITICA

CREARE L’AVANGUARDIA PER PREPARARE IL FUTURO E PER ESSERNE PROTAGONISTI

FONTE: https://www.electoradio.com/mag/corsi-ricorsi/31700

Dopo il triste spettacolo dello pseudo dibattito parlamentare sul virus, appare evidente che tener chiuso il parlamento non sia poi un gran vulnus per il Paese. Per far passerella ci possono essere altre occasioni. Perché è evidente che nessuno aveva qualcosa da dire di interessante, di utile. In realtà non hanno nulla da dire neppure a livello territoriale ma, perlomeno, stanno zitti perché stanno lavorando.

Bene? Male? Si vedrà dai risultati, ma l’impegno è evidente ed è già molto, in questo Paese.

Poi si potrà valutare in modo diverso l’affissione di manifesti choc da parte del sindaco di Cagliari, la carenza di mascherine in Piemonte, le assurde comparsate al ristorante del sindaco di Bergamo e consorte, lo screening di massa auspicato dal governatore del Veneto. Però, a bocce ferme, non si potrà dimenticare che gli amministratori locali hanno dovuto cavarsela da soli. E le abitudini dell’emergenza rappresenteranno un precedente non solo per quanto riguarda la sospensione della democrazia ma anche per le risposte individuali di sindaci e governatori.

Un governo centrale di incapaci, guidato in modo antidemocratico da un uomo solo al comando (povero Coppi!) che segue le indicazioni ondivaghe di sedicenti esperti in contrasto tra loro. E poi Regioni e Comuni che si arrangiano alla meno peggio, facendo emergere chi è capace e chi non lo è.

Va bene, mica tanto, sino a che dura l’emergenza. Che, si spera, finirà prima o poi. E se gli amministratori locali sono troppo impegnati per pensare al futuro, non si capisce cosa stiano a fare i parlamentari. Un pensiero che vada al di là del pomeriggio, che arrivi sino al mattino successivo, è una pretesa eccessiva? Altro che le frasi fatte sugli statisti che pensano alle generazioni future. Qui sarebbe un miracolo avere una prospettiva di 24 ore.

Poi, però, al di fuori di questi circuiti autoreferenziali qualcosa si muove davvero. C’è chi ha compreso che all’Italia servono avanguardie che sappiano operare nella realtà, e prova a prepararle. Su tutti i fronti dello schieramento politico, pur respingendo l’appartenenza a questi fronti che appaiono sempre più categorie prive di significato.

Da un lato Gabriele Adinolfi ancia una “Accademia Europa” che, ovviamente online, offre analisi e confronti. Oggi alle 18 sarà il professor Vittorio De Pedys ad analizzare le prospettive economiche del dopo Covid (“Non andrà tutto bene” è il titolo della lezione), lunedì sarà lo stesso Adinolfi ad invitare, alla stessa ora, a “Programmare i neuroni per le sfide dei nostri tempi”. Formarsi per essere pronti ad avere un ruolo propositivo nel panorama estremamente difficile che si prospetta in un futuro vicinissimo.

E sul fronte opposto un sito come La Porta di Vetro offre quotidianamente spunti di riflessione sui cambiamenti indispensabili da affrontare. A livello sociale, economico, culturale. Una grande e difficile sfida, ma anche l’opportunità per superare il disastro attuale.

Non si può andare avanti a Montini e Berlinguer” cantava un tempo la Compagnia dell’Anello. “Non si può andare avanti a Bergoglio e Boccia”, potrebbero cantare adesso. Perché è ora che si deve cambiare, è ora che si deve costruire il futuro. Senza perdere tempo in dibattiti inutili in un Parlamento semi deserto.

FONTE: https://www.electoradio.com/mag/corsi-ricorsi/31700

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